Decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.18, “Ordinamento dell’Amministrazione degli Affari Esteri”.

 

 
 

 

 

 

 


Ordinamento dell'Amministrazione degli Affari esteri

 

(D.P.R. 5 gennaio 1967, n.18 e successive modificazioni e integrazioni)

                      

                                         

 

                                           INDICE                                                       

       

INTRODUZIONE                                                                                             pag. I - III

 

PREAMBOLO                                                                                            art.   1 - 2

 

PARTE PRIMA -     ORGANIZZAZIONE E

                                   FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI      

 

TITOLO I -      Amministrazione centrale

 

Capo I - Organizzazione generale                                                              art.   3 - 15

Capo II - Norme particolari di organizzazione e funzionamento               art. 16 - 24

Capo III - Organi collegiali                                                                        art. 26 - 29

 

TITOLO II -     Rappresentanze diplomatiche e

                         uffici consolari;Istituti scolastici, educativi e culturali

                         all'estero; Ispettorati di frontiera

 

Capo I - Norme generali di organizzazione e di funzionamento                art. 30 - 35

Capo II - Norme particolari sulle rappresentanze diplomatiche                art. 36 - 41

Capo III - Norme particolari sugli uffici consolari                                    art. 42 - 50

Capo IV - Norme comuni e di funzionamento                                           art. 51 - 57

Capo V - Scuole e istituti educativi e culturali all'estero                           art.  58

Capo VI - Ispettorati di frontiera per gli italiani all'estero                        art.  59

 

TITOLO III -   Servizi amministrativi e tecnici, sedi e attrezzature

 

Capo I - Norme particolari sui servizi amministrativi e di contabilità:

              Sezione I - Norme sui servizi amministrativi del Ministero          art. 62 - 63

              Sezione II - Fondo di anticipazione                                              art. 64 - 69

              Sezione III - Norme relative agli uffici all'estero                          art. 70 - 78

Capo II - Sedi all'estero                                                                              art. 79 - 84

Capo III - Attrezzature                                                                               art.  85

Capo IV - Contratti da eseguire all'estero                                                 art.  86

 

TITOLO IV -   Istituto diplomatico                                                           art.  87 - 92

 

 

 

PARTE SECONDA - IL PERSONALE

 

TITOLO I -      Disposizioni generali                                                         art.  93

 

TITOLO II -     Carriere:

 

Capo I - Carriera diplomatica                                                                   art.   99 - 113

Capo II - Dirigenza amministrativa                                                           art.  114

Capo III, IV e V - Personale delle aree funzionali                                     art.  123 - 130

 

[TITOLO III -   Ruoli e qualifiche speciali                                                art. 131 - 141]

 

TITOLO IV -   Norme comuni                                                                   art. 142 - 148

 

[TITOLO V -    Operai                                                                               art. 150 - 151]

 

TITOLO VI -    Impiegati assunti a contratto

                         dalle rappresentanze diplomatiche,

                         dagli uffici consolari e dagli istituti di

                         cultura all'estero                                                               art. 152 - 167           

 

TITOLO VII -  Utilizzazione temporanea di

                         persone estranee all'Amministrazione

                         degli affari esteri                                                               art. 168 - 169

 

 

PARTE TERZA -       TRATTAMENTO ECONOMICO

                                    ALL'ESTERO - VIAGGI -

                                    DISPOSIZIONI GENERALI

 

TITOLO I -      Trattamento economico del personale

                         in servizio all'estero                                                          art.  170 - 189

 

TITOLO II -     Viaggi del personale e trasporto degli effetti                  art.  190 - 202

 

TITOLO III -   Disposizioni generali                                                         art.  203 - 211

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PARTE QUARTA -       NORME TRANSITORIE, FINALI

                                        E D'ESECUZIONE

 

[TITOLO I -     Norme transitorie                                                             art.  213 - 264]

 

TITOLO II -     Norme finali                                                                      art.  269

 

TITOLO III -    Norme transitorie di esecuzione                                      art.  271 - 279

 

 

 

TABELLE                                                                                                      pag. 128 - 135

 

 

 

INDICE ANALITICO                                                                                        pag. 136 - 153

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORDINAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE DEGLI AFFARI ESTERI

 

D.P.R. 5 Gennaio 1967, n. 18 e successive modificazioni e integrazioni

 

 

 

PREAMBOLO

 

Art. 1. Funzioni dell'Amministrazione degli affari esteri.

L'articolo deve considerarsi tacitamente abrogato dall'art. 12 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 "Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n.59", che ha disciplinato la materia come segue:

 

           "" 1. Al Ministero degli affari esteri sono attribuite le funzioni e i compiti spettanti allo Stato in materia di rapporti politici, economici, sociali e culturali con l'estero; di rappresentanza, di coordinamento e di tutela degli interessi italiani in sede internazionale; di analisi, definizione e attuazione dell'azione italiana in materia di politica internazionale; di rapporti con gli altri Stati e con le organizzazioni internazionali; di stipulazione e di revisione dei trattati e delle convenzioni internazionali e di coordinamento delle relative attività di gestione; di studio e di risoluzione delle questioni di diritto internazionale, nonché di contenzioso internazionale; di rappresentanza della posizione italiana in ordine all'attuazione delle disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune previste dal Trattato dell'Unione europea e di rapporti attinenti alle relazioni politiche ed economiche esterne dell'Unione europea; di cooperazione allo sviluppo; di emigrazione e tutela delle collettività italiane e dei lavoratori all'estero [1]; cura delle attività di integrazione europea in relazione alle istanze ed ai processi negoziali riguardanti i trattati dell'Unione europea, della Comunità europea, della CECA, dell'EURATOM.

2. Nell'esercizio delle sue attribuzioni, il Ministero degli affari esteri assicura la coerenza delle attività internazionali ed europee delle singole amministrazioni con gli obiettivi di politica internazionale.

        3. Restano attribuite alla Presidenza del consiglio dei ministri le funzioni ad essa spettanti in ordine alla partecipazione dello Stato italiano all'Unione europea, nonché all'attuazione delle relative politiche "".

 

 

Art. 2. Composizione dell'Amministrazione degli affari esteri. 

 

        L'Amministrazione degli affari esteri è costituita dagli uffici centrali del Ministero degli affari esteri, dall'istituto diplomatico, dalle rappresentanze diplomatiche e dagli uffici consolari, dagli ispettorati di frontiera per gli italiani all'estero. Da essa dipendono gli istituti scolastici, educativi e culturali all'estero.

 

 

PARTE PRIMA

 

ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI

 

 

TITOLO I - Amministrazione centrale

 

 

Capo I - Organizzazione generale

 

 

Art. 3. Organizzazione centrale. [2]

Il D.P.R. 11 maggio 1999, n. 267 "Regolamento recante norme per l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale nonché delle relative funzioni, dell'Amministrazione centrale del Ministero degli affari esteri", all'art. 11, ha abrogato l'art. 3 del D.P.R. n. 18/1967. L'art. 4 dello stesso ha disciplinato la materia come segue:

 

        "" 1. L'Amministrazione centrale è articolata nelle seguenti strutture di livello dirigenziale generale:

a) cerimoniale diplomatico della Repubblica;

b) ispettorato generale del Ministero e degli uffici all'estero;

c) direzioni generali:

        1) direzione generale per i paesi dell'Europa;

        2) direzione generale per i paesi delle Americhe;

        3) direzione generale per i paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente;

        4) direzione generale per i paesi dell'Africa sub-sahariana;

        5) direzione generale per i paesi dell'Asia, dell'Oceania, del Pacifico e dell'Antartide;

        6) direzione generale per l'integrazione europea;

        7) direzione generale per gli affari politici multilaterali ed i diritti umani;

        8) direzione generale per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale;

        9) direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale;

        10) direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie;

        11) direzione generale per il personale;

        12) direzione generale per gli affari amministrativi, di bilancio e il patrimonio;

d) servizi:

        1) servizio stampa e informazione;

        2) servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati;

        3) servizio storico, archivi e documentazione;

        4) servizio per l'informatica, le comunicazioni e la cifra;

e) istituto diplomatico.

        2. Le articolazioni interne degli uffici dirigenziali generali sono disciplinate con decreto ministeriale ai sensi del comma 4-bis, lettera e) dell'articolo 17, della legge 29 agosto 1988, n. 400, aggiunto dall'articolo 13 della legge 15 marzo 1997, n. 59 "".

 

L'art. 5 dello stesso D.P.R. n. 267/1999 ha regolato come segue il Consiglio per gli affari internazionali :

       

        "" 1. È istituito il Consiglio per gli affari internazionali con le seguenti competenze:

a) analisi degli indirizzi strategici di politica estera;

b) coordinamento generale dei programmi di attività;

c) esame delle situazioni internazionali di crisi;

d) esame delle attività, aventi incidenze e riflessi internazionali, delle altre amministrazioni statali e degli enti pubblici.

        2. Il Consiglio per gli affari internazionali è presieduto dal Ministro degli affari esteri e composto dai sottosegretari di Stato e dal segretario generale, nonché dal capo gabinetto, dal direttore generale per gli affari politici multilaterali e i diritti umani, dal direttore generale per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale e dal direttore generale per la promozione e la cooperazione culturale.

        3. I direttori generali, se convocati, partecipano al Consiglio per gli affari internazionali per l'esame delle materie di rispettiva competenza. L'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero, il capo del cerimoniale diplomatico della Repubblica, il direttore dell'Istituto diplomatico e i capi servizio possono essere di volta in volta chiamati a riferire al Consiglio.

        4. Il Consiglio per gli affari internazionali è convocato dal Ministro, che lo presiede. Le funzioni di segretario del Consiglio per gli affari internazionali sono esercitate dal capo dell'unità analisi e programmazione della segreteria generale"".

 

 

Art. 4. Gabinetto e Segreterie particolari.

 

        Il Gabinetto del Ministro attende alle funzioni indicate dal decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100. Ad esso è preposto un capo di Gabinetto, di grado non inferiore a quello di Ministro plenipotenziario.

        Le segreterie particolari dei Sottosegretari di Stato attendono alle funzioni indicate dall'art. 5 del decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100. Ad esse sono preposti consiglieri di Ambasciata o consiglieri di Legazione.

        Il personale addetto al Gabinetto ed alle Segreterie particolari è scelto fra gli appartenenti alle carriere [3] dell'Amministrazione degli affari esteri, con eventuale eccezione per il segretario particolare del Ministro, per quelli dei Sottosegretari di Stato e per un'altra unità per il Gabinetto e per ciascuna Segreteria.

        Per quanto non previsto dal presente articolo, si applicano le disposizioni del decreto-legge 10 luglio 1924, n. 1100, e successive modificazioni. [4]

 

 

Art. 5. Segretario generale.

Articolo abrogato dall'art. 11 del D.P.R. 11 maggio 1999, n. 267. La materia é ora disciplinata dall' art. 3 del D.P.R. n. 267/1999 come segue:

 

       "" 1.Il segretario generale coadiuva direttamente il Ministro nell'attività del Ministero, assicura il coordinamento dell'azione amministrativa, la continuità delle funzioni e sovrintende all'attività dell'Amministrazione.

        2. Con decreto del Ministro degli affari esteri, su proposta del segretario generale, le funzioni vicarie sono attribuite ad un funzionario della carriera diplomatica di grado non inferiore a Ministro plenipotenziario di prima classe [5].

        3. Alle dirette dipendenze del segretario generale operano:

a) la «Unità di coordinamento»: assiste il segretario generale nelle funzioni di coordinamento dell'attività dell'Amministrazione. Cura, inoltre, i rapporti con le regioni e gli altri enti territoriali italiani, per quanto attiene le loro attività di relazione con l'estero;

b) la «Unità di analisi e programmazione»: è incaricata di svolgere ricerche, elaborare analisi e studi di previsione su temi strategici di politica estera;

c) la «Unità di crisi»: è chiamata a seguire le situazioni internazionali di tensione, nonché a adottare le misure necessarie per gli interventi operativi a tutela della sicurezza dei cittadini italiani all'estero, avvalendosi anche della collaborazione di altre amministrazioni ed organi dello Stato"".

 

 

Art. 6. Cerimoniale.

 

        Il capo del Cerimoniale diplomatico della Repubblica, presso il Ministero degli affari esteri, esplica le funzioni prescritte dalla legge 8 luglio 1950, n. 572, e attende a tutti gli affari di cerimoniale attinenti alle relazioni internazionali. Egli è coadiuvato, e all'occorrenza sostituito, da un vice capo del Cerimoniale e si avvale, per l'espletamento delle sue funzioni, di appositi uffici stabiliti con il decreto di cui all'art. 25. [6]

 

 

L'art.7 ("Direzione generale del personale e dell'amministrazione"), l'art.8 ("Direzione generale degli affari politici"), l'art.9 ("Direzione generale degli affari economici"), l'art.10 ("Direzione generale dell'emigrazione e degli affari sociali") e l'art.11 ("Direzione generale delle relazioni culturali") sono stati abrogati dall'art. 11 del  D.P.R. 11 maggio 1999, n. 267. Le funzioni delle direzioni generali sono oggi disciplinate dall'art. 6 del medesimo D.P.R. come segue:

 

        "" 1. Le funzioni del Ministero degli affari esteri sono ripartite fra le direzioni generali secondo le disposizioni del presente articolo. Nulla è innovato nelle competenze o responsabilità della Presidenza del Consiglio e degli altri Ministeri o amministrazioni.

        2. Le direzioni generali geografiche con l'ausilio delle direzioni generali competenti per materia, attendono all'analisi, alla definizione e all'attuazione dell'azione diplomatica bilaterale fra l'Italia ed i singoli paesi compresi nell'area di competenza, sulla base delle priorità e degli obiettivi fissati negli indirizzi di politica estera. In particolare le direzioni generali geografiche attendono ai seguenti compiti:

a) promuovono i rapporti bilaterali fra l'Italia e i singoli paesi dell'area per gli aspetti di carattere politico, economico, culturale e di qualsiasi altra natura;

b) curano i negoziati bilaterali fra Italia e i paesi dell'area nelle materie predette;

c) seguono la situazione interna dei singoli paesi dell'area e l'andamento della loro politica estera;

d) curano la partecipazione italiana alle attività delle cooperazioni ed organizzazioni internazionali regionali.

        3. Ferme restando le responsabilità del Presidente del Consiglio dei Ministri e le competenze da questi eventualmente delegate al Ministro delle politiche comunitarie, la direzione generale per l'integrazione europea cura le attività di integrazione europea in relazione alle istanze ed ai processi negoziali riguardanti i trattati dell'Unione europea, della Comunità europea, della CECA e dell'EURATOM. Nelle materie relative alla integrazione europea essa ha

competenza primaria rispetto ai settori di attività delle altre direzioni generali. In particolare la direzione generale attende in tale ambito ai seguenti compiti:

a) promuove la formulazione delle posizioni italiane presso le istituzioni e gli organi dell'Unione europea, e cura i rapporti con la Commissione europea e con le altre istituzioni dell'Unione europea;

b) cura i negoziati sulle questioni attinenti al processo di integrazione europea;

c) collabora con l'Istituto diplomatico e con le amministrazioni competenti nella formazione dei funzionari pubblici delle materie comunitarie.

        4. La direzione generale per gli affari politici multilaterali ed i diritti umani attende ai seguenti compiti:

a) tratta le questioni politiche di competenza di enti, organismi e organizzazioni internazionali del sistema delle Nazioni Unite;

b) tratta le questioni attinenti ai problemi della sicurezza internazionale, del disarmo e controllo degli armamenti e della non proliferazione;

c) cura la trattazione delle questioni attinenti ai diritti umani nelle sedi multilaterali e nei rapporti con gli organi della Convenzione europea dei diritti dell'uomo;

d) cura i negoziati concernenti accordi multilaterali con gli enti, gli organismi e le organizzazioni di cui alle lettere a), b) e c) del presente comma, nonché i negoziati di carattere globale relativi alle materie di cui sopra, fatte salve le specifiche competenze delle altre amministrazioni statali, normativamente previste;

e) cura la concertazione internazionale contro le sfide globali e, in particolare, contro il terrorismo, la criminalità organizzata transnazionale ed il narcotraffico;

f) segue le tematiche politiche inerenti al processo G7/8.

        5. La direzione generale per la cooperazione economica e finanziaria multilaterale, attende, nell'ambito delle attribuzioni e delle funzioni del Ministero degli affari esteri, ai seguenti compiti:

a) tratta le questioni di competenza delle organizzazioni e delle istituzioni internazionali per la cooperazione finanziaria, economica e commerciale;

b) partecipa alle attività degli enti ed organismi di diritto italiano che assolvono a compiti relativi alla materia del credito e degli investimenti all'estero;

c) segue le tematiche economiche e globali inerenti al processo G7/8;

d) promuove e sviluppa, d'intesa con il Ministero del commercio con l'estero, iniziative dirette a sostenere l'attività all'estero delle imprese italiane ed a favorire l'incremento degli investimenti esteri in Italia;

e) sovrintende all'attività della unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento e tratta, per quanto di competenza, le questioni attinenti alla politica di esportazione ed importazione degli armamenti e dei materiali a doppio uso;

f) tratta le questioni relative alla tutela della proprietà intellettuale;

g) tratta le questioni di rilevanza economica relativa alla disciplina internazionale nei settori dell'energia, dell'ambiente e della cooperazione tecnologica multilaterale.

        6. La direzione generale per la promozione e la cooperazione culturale attende ai seguenti compiti:

a) cura la diffusione della lingua e della cultura italiana all'estero;

b) tratta le questioni culturali e scientifiche in relazione a enti e organizzazioni internazionali;

c) sovraintende al funzionamento degli istituti italiani di cultura e, sentito il Ministero della pubblica istruzione, delle istituzioni scolastiche, educative e culturali italiane all'estero. Segue l'attività delle istituzioni scolastiche straniere in Italia. Amministra il personale non appartenente ai ruoli del Ministero degli affari esteri, addetto alle istituzioni scolastiche, educative e culturali all'estero;

d) concorre a promuovere la collaborazione culturale e scientifica internazionale;

e) partecipa alla selezione degli studenti italiani assegnatari di borse di studio all'estero e provvede all'assegnazione di borse di studio a favore di studenti stranieri in Italia, nonché agli scambi giovanili;

f) provvede all'attività relativa alle borse di studio per gli studenti italiani all'estero e per gli studenti stranieri in Italia, nonché agli scambi giovanili;

g) adotta le opportune iniziative internazionali per agevolare l'attività presso università ed enti di ricerca italiani di qualificati docenti e ricercatori stranieri, nonché l'attività presso università ed enti di ricerca straniera di docenti e ricercatori italiani.

        7. La direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie attende ai seguenti compiti:

a) promuove, coordina e sviluppa le politiche concernenti i diritti degli italiani nel mondo;

b) provvede ai servizi di tutela e assistenza a favore degli italiani nel mondo ed alla promozione sociale, linguistica e scolastica delle collettività italiane all'estero;

c) provvede agli affari consolari;

d) tratta le questioni concernenti gli stranieri in Italia;

e) tratta le questioni sociali e migratorie in relazione a enti e organizzazioni internazionali.

        8. La direzione generale per il personale attende ai seguenti compiti:

a) l'organizzazione degli uffici centrali e di quelli all'estero;

b) il reclutamento, la gestione e i movimenti del personale;

c) la determinazione del trattamento economico all'estero e delle provvidenze a favore del personale;

d) l'elaborazione di proposte di provvedimenti legislativi e regolamentari concernenti il personale e l'amministrazione;

e) il contenzioso del personale e le questioni disciplinari;

f) i rapporti con le organizzazioni sindacali;

g) la promozione dell'assunzione di personale italiano presso le organizzazioni internazionali.

        9. La direzione generale per gli affari amministrativi, di bilancio e il patrimonio attende ai seguenti compiti:

a) il bilancio;

b) i finanziamenti e i controlli;

c) i rimborsi per i viaggi e i trasporti;

d) la liquidazione del trattamento economico spettante al personale;

e) i trattamenti di quiescenza;

f) le questioni relative ai mezzi di funzionamento ed alle attrezzature degli uffici centrali, fatte salve le competenze del servizio per l'informatica, la comunicazione e la cifra;

g) l'acquisto, la vendita, la costruzione, la locazione, la ristrutturazione, la manutenzione di beni mobili ed immobili, destinati ad attività di interesse dell'Amministrazione degli affari esteri.

        10. Il coordinamento tra le direzioni generali si realizza, oltre che tramite l'attività svolta a tal fine dal segretario generale, per mezzo di periodiche riunioni dei direttori generali sulle materie di interesse comune. Inoltre vengono adottate procedure di lavoro atte ad assicurare un coordinamento permanente e completo, in particolare attribuendo all'ufficio titolare della competenza principale l'onere di indicare sui documenti contenenti gli atti del procedimento le direzioni generali titolari di competenze connesse o secondarie, che devono partecipare al procedimento "" [7].

 

L'art. 10 del D.P.R. 11 maggio 1999, n.267 ha fatto salve le attribuzioni della Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo disponendo che"le attribuzioni programmatiche e di gestione affidate alla direzione generale per la cooperazione allo sviluppo continuano ad essere interamente disciplinate dalla legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modifiche."

 

 

Art. 12. Ispettorato generale del Ministero e degli uffici all'estero.

 

        L'Ispettorato generale del Ministero e degli uffici all'estero adempie, alle dirette dipendenze del Ministro, funzioni di vigilanza sul regolare andamento degli uffici nonché delle rappresentanze e degli istituti all'estero.

        Il Ministro può conferire specifici incarichi ispettivi ad altri funzionari. [8]

 

 

Art. 13. Servizio stampa ed informazione.

 

         Il servizio stampa e informazione attende:

a) alla diffusione di dichiarazioni ufficiali ed informazioni;

b) alla diramazione delle informazioni agli uffici del Ministero nonché all'invio di ogni utile materiale informativo agli uffici all'estero;

c) alla raccolta, elaborazione e pubblicazione delle informazioni su problemi attinenti ai rapporti internazionali ed alla relativa diffusione agli uffici del Ministero ed agli uffici all'estero nonché ad altri Organi, Amministrazioni ed Enti;

d) ai contatti con i giornalisti esteri in Italia ed alla trattazione delle questioni relative al loro accreditamento ed all'esplicazione della loro attività;

e) alla trattazione delle questioni di carattere bilaterale e multilaterale, nel campo della informazione, con gli Stati e con gli Enti e le Organizzazioni internazionali nonché ai negoziati e dall'applicazione, sotto il profilo internazionale, di accordi in materia;

f) ad ogni altra attività concernente la stampa e l'informazione di competenza del Ministero.[9]

 

 

Art. 14. Servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati.

 

        Il servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati attende in particolare:

a) all'attività di ricerca e di studio in merito alle questioni giuridiche concernenti i rapporti internazionali e alle questioni legislative;

b) alla consulenza sulle questioni di carattere giuridico che ad esso vengano sottoposte dagli uffici dell'Amministrazione e all'istruzione delle questioni da sottoporre al Consiglio del contenzioso diplomatico;

c) allo studio e alla trattazione degli affari contenziosi sul piano internazionale ed interno;

d) all'assistenza giuridica per la negoziazione e la firma di trattati e di convenzioni internazionali;

e) alla procedura per l'approvazione e la ratifica di trattati e convenzioni internazionali;

f) alla raccolta di sentenze, decisioni, pareri e massime in materia di controversie internazionali e in materie in cui sia questione di diritto internazionale, pubblico e privato, alla raccolta e pubblicazione annuale dei trattati e convenzioni conclusi dall'Italia nonché alla pubblicazione e aggiornamento sistematico di prontuari, per Paesi e per materie, dei trattati e delle convenzioni predetti. [10]

 

 

Art. 15 Servizio storico, archivi e documentazione.

Articolo abrogato dall'art. 11, D.P.R. 11 maggio 1999, n. 267. L'art. 7, comma 3 del medesimo D.P.R. disciplina la materia come segue:

 

        ""Il servizio storico, archivi e documentazione provvede alla ricerca ed all'elaborazione del materiale storico occorrente alla trattazione di questioni di politica estera di interesse contemporaneo ed alla pubblicazione del diario degli avvenimenti relativi all'attività dell'Amministrazione. Custodisce gli originali degli atti internazionali in possesso del Ministero. Provvede alla raccolta sistematica dei fondi archivistici provenienti dagli uffici centrali e da quelli all'estero, ne cura l'utilizzazione e, d'intesa con il servizio per l'informatica, le comunicazioni e la cifra, la riproduzione. Gestisce il funzionamento e l'attività della biblioteca "". [11]

 

L'art. 7, comma 4 del D.P.R. 11 maggio 1999, n. 267 disciplina anche il Servizio per l'informatica, le comunicazioni e la cifra, come segue:

 

           "" Il servizio per l'informatica, le comunicazioni e la cifra gestisce le strutture e le attività informatiche, di cifra e di comunicazione, anche per fonia, presso l'Amministrazione centrale e le sedi all'estero. Gestisce la ricezione, spedizione, distribuzione del corriere diplomatico. "" [12]

 

 

Capo II - Norme particolari di organizzazione e funzionamento

 

 

 Art. 16. Conferimento di funzioni presso l'Amministrazione centrale.

 

La carica di Segretario generale è conferita ad un ambasciatore con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri. Con le modalità indicate nel primo comma del presente articolo sono conferite ad un ambasciatore o ad un ministro plenipotenziario le funzioni di Vice Segretario generale, capo del Cerimoniale diplomatico della Repubblica, direttore generale ad eccezione di quello per gli affari amministrativi di bilancio ed il patrimonio, ispettore generale del Ministero e degli uffici all’estero, direttore dell’Istituto diplomatico.

        Le funzioni di capo di Gabinetto sono conferite ad un ambasciatore o ad un ministro plenipotenziario. Quelle di Vice capo del Cerimoniale, di Vice-ispettore generale, di capo del Servizio stampa e informazione cui compete anche l’incarico di portavoce del Ministro, di capo del Servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati, di capo del Servizio storico, archivi e documentazione e di capo delle Unità della Segreteria generale sono conferite a ministri plenipotenziari. Per esigenze di servizio possono essere incaricati di presiedere temporaneamente ai predetti Servizi anche consiglieri di ambasciata.

        Le funzioni di capo del Servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati, di capo del Servizio storico, archivi e documentazione, nonchè di capo dell’Ufficio legislativo possono essere temporaneamente conferite ad un dipendente dello Stato estraneo ai ruoli dei Ministero degli affari esteri.

        Le funzioni di Vice direttore generale sono conferite ad un ministro plenipotenziario in ciascuna direzione generale. Per esigenze di servizio possono essere incaricati di svolgere temporaneamente tali funzioni anche consiglieri di ambasciata

        Le funzioni di Vice capo di Gabinetto, Vice capo Servizio e di Vice direttore dell’Istituto diplomatico sono conferite a funzionari diplomatici di grado non inferiore a consigliere di ambasciata.

        Le funzioni di capo ufficio sono conferite a  funzionari diplomatici di grado non inferiore a consigliere di ambasciata. Per esigenze di servizio possono essere incaricati di svolgere temporaneamente tali funzioni anche consiglieri di legazione.

        Le funzioni di capo sezione sono conferite a funzionari diplomatici con il grado di consigliere di legazione o segretario di legazione.

        Le funzioni di capo della segreteria dei sottosegretari di Stato e dei direttori generali sono conferite a funzionari diplomatici di grado non inferiore a consigliere di legazione.

        Gli incarichi previsti nei commi terzo, quarto, quinto, sesto, settimo e ottavo del presente articolo sono conferiti con decreto del Ministro degli affari esteri.

        Con il regolamento previsto dall’articolo 2 della legge 28 luglio 1999, n. 266, si provvede alla disciplina del conferimento delle funzioni indicate nei commi quinto, settimo, ottavo e nono del presente articolo, non attribuibili a funzionari della carriera diplomatica.[13]    [14]

Art. 18. Organizzazione del servizio dell'Ispettorato generale del Ministero e degli uffici all'estero.

 

        L'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero è coadiuvato da ispettori di grado non inferiore a consigliere di Ambasciata, nominati con decreto del Ministro. [15]

 

 

Art. 19. Coordinamento.

 

        La funzione di coordinamento è diretta ad assicurare, sotto i diversi aspetti, l'unità di indirizzo, la tempestività e continuità nella trattazione degli affari tra gli uffici dell'Amministrazione centrale, tra le rappresentanze all'estero nonché fra i primi e le seconde. [16]   [17]

 

 

Art. 21. Archivio storico-diplomatico.

 

        Una Commissione nominata con decreto del Ministro provvede a:

a) indicare i metodi e i criteri generali per l'ordinamento degli archivi e per i lavori archivistici in generale;

b) disporre le operazioni di scarto, in vista della preparazione dei versamenti delle carte dell'archivio generale di deposito all'archivio storico-diplomatico;

c) fissare i criteri generali per la riproduzione meccanica dei documenti di archivio;

d) dare parere su tutte le questioni che le siano sottoposte nelle materie di cui al presente articolo.

        La consultazione, la riproduzione e la citazione di documenti devono essere autorizzate dal Ministro per gli affari esteri. [18]

 

 

Art. 22. Biblioteca.

 

        La biblioteca del Ministero degli affari esteri raccoglie, oltre ad opere di consultazione generale, in prevalenza pubblicazioni che interessano i rapporti ed i problemi internazionali o che concernono Paesi esteri sotto il profilo storico, politico, economico, culturale e sociale.

        Il direttore della biblioteca attende, fra l'altro, ad acquistare, su richiesta delle Direzioni generali e dei Servizi, pubblicazioni e testi specifici ad essi necessari; ad indicare i criteri per l'organizzazione e la composizione delle biblioteche degli uffici all'estero; a rifornire gli uffici all'estero delle pubblicazioni che non siano da essi direttamente acquistate; a curare la pubblicazione di rassegne e bollettini bibliografici.

 

 

Art. 23. Finanziamento per studi e per pubblicazioni.

 

        Ai fini dell'attività di ricerca e di studio e programmazione nonché della preparazione e pubblicazione di studi e documenti, l'Amministrazione degli affari esteri può utilizzare esperti e richiedere la collaborazione di università, enti e istituti specializzati.

        In relazione a quanto disposto dal precedente comma, il Ministro, oltre a conferire incarichi di studio ai sensi dell'articolo 380 [19] del decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, può disporre, previe intese con il Ministero del tesoro, la stipulazione di convenzioni con enti o singoli esperti estranei all'Amministrazione.

        Le spese per l'attività di cui ai commi precedenti, quelle di cui alle lettere a) ed f) dell'art. 14 e, in relazione a quanto precede, le spese per la stampa, l'acquisto e la diffusione di pubblicazioni, nonché quelle per gli acquisti di materiale e di pubblicazioni per l'archivio storico-diplomatico, per la biblioteca del Ministero e per le biblioteche degli uffici all'estero gravano su apposito capitolo di bilancio, il cui stanziamento viene ripartito dal Ministro tra le predette attività.

 

 

Art. 24. Organizzazione e funzionamento di particolari servizi tecnici.

 

        L'Amministrazione degli affari esteri può altresì stipulare annualmente con traduttori e interpreti esterni, entro i limiti dello stanziamento annuale del pertinente capitolo di bilancio, un numero non superiore a venti contratti di prestazione d'opera di cui all'articolo 2 della legge 23 giugno 1961, n. 520, con durata massima annuale. [20]  [21]

 

 

Capo III - Organi collegiali

 

 

Art. 26. Consiglio di amministrazione.

 

        Il Consiglio di amministrazione è composto:

a) del Ministro;

b) del Segretario generale;

c) del capo del Cerimoniale diplomatico della Repubblica;

d) dei direttori generali;

e) dell'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero;

f) [22]

        Il Consiglio di amministrazione esercita le seguenti funzioni:

a) designa i membri delle Commissioni di avanzamento di cui all'art.105 - bis [23];

b) formula proposte per l'organizzazione e i metodi di lavoro dell'Amministrazione, per l'aggiornamento dei mezzi necessari alla rapidità, riservatezza ed economicità dei servizi;

c) esprime parere sul calendario, la durata ed i criteri informativi dei corsi da tenersi durante l'anno per assicurare la continuità dell'azione di formazione e di specializzazione del personale;

d) cura l'elaborazione di una relazione annuale sui risultati conseguiti nell'organizzazione e nel funzionamento dell'Amministrazione; sull'attività svolta nel campo della ricerca, degli studi, della programmazione, dell'informazione; sul reclutamento, specializzazione e qualificazione, aggiornamento, perfezionamento e impiego del personale; sulle proposte per l'azione da svolgere nel nuovo anno;

e) esprime il proprio avviso su tutte le questioni sulle quali il Ministro ritenga di sentirlo;

f) esercita le altre attribuzioni conferitegli dal presente decreto e dalle leggi vigenti in quanto compatibili con il decreto stesso.

        Il Consiglio è presieduto dal Ministro, o per delega da un Sottosegretario di Stato, o dal Segretario generale o da un direttore generale.

        I membri di cui alle lettere c), d),  e) del primo comma, in caso di assenza o di impedimento, possono essere sostituiti dal vice capo del Cerimoniale, dai vice direttori generali, dal vice ispettore generale.

        Le funzioni di segretario del Consiglio di amministrazione sono esercitate da un funzionario della Direzione generale del personale di grado non inferiore a consigliere di Legazione.

 

 

Art. 27. Consiglio del contenzioso diplomatico.

 

        Il Consiglio del contenzioso diplomatico è organo consultivo del Ministero.

        Il Consiglio del contenzioso diplomatico è composto dal Ministro degli affari esteri, che lo presiede, dal vice-presidente, scelto tra gli ambasciatori in servizio o a riposo, che svolge le funzioni delegategli dal Ministro, da dodici membri, scelti tra ambasciatori e ministri plenipotenziari di prima classe [24], in servizio o a riposo, tra magistrati appartenenti alle magistrature superiori e tra avvocati dello Stato di qualifica equiparata, professori universitari, personalità esperte in questioni internazionali e dal capo del servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati il quale esercita le funzioni di segretario del Consiglio stesso. Partecipa alle riunioni senza diritto di voto anche un segretario aggiunto, scelto tra il personale in servizio presso il Servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati. Il vice presidente e i membri del Consiglio del contenzioso diplomatico sono nominati con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro degli affari esteri. Essi durano in carica tre anni e non possono essere riconfermati più di due volte.

        Il Ministro ha altresì facoltà di invitare alle riunioni del Consiglio e dei Comitati di cui al settimo comma persone estranee al Consiglio stesso particolarmente versate nelle questioni da esaminare.

        Il capo del Servizio del contenzioso diplomatico e dei trattati è preposto alla segreteria generale del Consiglio del contenzioso diplomatico ed è coadiuvato da quattro consulenti, scelti tra i membri del Consiglio, e dal segretario aggiunto. I consulenti della segreteria generale e il segretario aggiunto sono nominati con decreto del Ministro degli affari esteri.

        Il Consiglio del contenzioso diplomatico dà pareri sulle questioni che il Ministro ritenga di deferire al suo esame, quali:

a) le questioni relative alla stipulazione, alla ratifica, alla interpretazione ed all'applicazione dei trattati e degli accordi internazionali;

b) le questioni giuridiche attinenti ad Enti ed Organizzazioni internazionali;

c) l'offerta e l'accettazione di proposte relative a procedimenti giudiziari, arbitrali e di conciliazione;

d) gli studi preparatori per la codificazione del diritto internazionale;

e) le questioni relative alle immunità ed ai privilegi diplomatici e consolari;

f) i progetti di leggi e le questioni di massima relative alla cittadinanza ed alla condizione dei cittadini italiani all'estero;

g) la cura e la difesa degli interessi italiani in controversie che sollevino problemi giuridici di princìpio;

h) i progetti di leggi interne attinenti ai rapporti internazionali;

i) i progetti di leggi e regolamenti attinenti all'organizzazione generale dell'Amministrazione;

l) in genere tutte le questioni che possano sorgere nei rapporti internazionali dello Stato.

        Sulle materie indicate nelle lettere b), c), d), e) del comma precedente la richiesta di parere è obbligatoria.

        Il Ministro può deferire l'esame di determinate questioni a speciali Comitati, costituiti in seno al Consiglio. Le questioni esaminate dai Comitati possono essere deferite al riesame del Consiglio.

        Le discussioni, i pareri e gli atti del Consiglio sono segreti. Non può esserne fatta pubblicazione né data comunque notizia senza autorizzazione. [25]  [26]

 

 

Art. 29. Comitati consultivi misti di coordinamento.

 

        Possono essere istituiti Comitati consultivi misti presso il Ministero degli affari esteri per il coordinamento, da parte del Ministero medesimo, di attività svolte all'estero o in Organizzazioni internazionali da altre Amministrazioni dello Stato e da Enti pubblici.

        I Comitati sono istituiti con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari esteri di concerto con i Ministri interessati. Il decreto di istituzione ne determina le attribuzioni, la composizione e le modalità di funzionamento.

        I Comitati stessi sono modificati o soppressi con le modalità di cui al comma precedente.

 

 

TITOLO II - Rappresentanze diplomatiche e uffici consolari; istituti scolastici educativi e culturali all'estero; ispettorati di frontiera

 

 

Capo I - Norme generali di organizzazione e di funzionamento

 

 

Art. 30. Classificazione, istituzione e soppressione.

 

        Gli uffici all'estero comprendono:

le rappresentanze diplomatiche, che si distinguono in Ambasciate e Legazioni, denominate negli articoli seguenti Missioni diplomatiche, e in rappresentanze permanenti presso Enti o Organizzazioni internazionali; gli uffici consolari, che si distinguono in uffici consolari di I e di II categoria.

        L'istituzione e la soppressione delle rappresentanze diplomatiche sono disposte con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro. Per le rappresentanze permanenti presso Enti o Organizzazioni internazionali il decreto istitutivo specifica la loro equiparazione ad Ambasciata o Legazione.

        L'istituzione e la soppressione degli uffici consolari di I categoria sono disposte con decreto del Ministro degli affari esteri, previo parere del Consiglio di amministrazione, di concerto con il Ministro per il tesoro.

        L'istituzione e la soppressione dei Consolati generali e dei Consolati di II categoria sono disposte con decreto del Ministro per gli affari esteri; l'istituzione e la soppressione dei Vice consolati e delle Agenzie consolari di II categoria sono disposte con decreto del Ministro per gli affari esteri. In città sedi di Missione diplomatica non possono essere istituiti uffici consolari di II categoria.

        I decreti di istituzione e soppressione di rappresentanze diplomatiche e di uffici consolari sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.[27]

 

 

Art. 31. Composizione e organizzazione degli uffici all'estero.

 

        La composizione, per numero e qualificazione del personale, e l'organizzazione di ciascuna rappresentanza diplomatica e di ciascun ufficio consolare di I categoria sono determinate dall'azione specifica che rappresentanze ed uffici sono chiamati a svolgere nell'area a ciascuno propria. Il relativo organico comprende, in base alle diverse esigenze di servizio, posti per il personale a seconda dei compiti da assolvere. La azione della rappresentanza diplomatica e dell'ufficio consolare è svolta, direttamente o a mezzo del personale che lo coadiuva, dal funzionario che vi è preposto e che, come tale, ha la responsabilità della condotta degli affari.

        Al servizio di un ufficio all'estero è adibito esclusivamente personale di ruolo e a contratto dell'Amministrazione degli affari esteri, salvo quanto diversamente disposto dall'art. 168 ed il caso di missione temporanea.

        È vietato il conferimento a titolo onorifico di incarichi presso uffici all'estero, di qualifiche diplomatiche e consolari e di accreditamenti di qualsiasi genere, salvo per questi ultimi quanto può essere disposto con decreto del Ministro, su motivata proposta del Consiglio di amministrazione, per eccezionali esigenze.

        Restano ferme le norme che disciplinano l'assegnazione alle rappresentanze diplomatiche di addetti militari, navali ed aeronautici.

 

 

Art. 32. Istituzione, qualificazione e ripartizione di posti di organico degli uffici all'estero.

 

        I posti di organico degli uffici all'estero di cui al precedente articolo sono istituiti in corrispondenza delle funzioni proprie della carriera diplomatica, della carriera direttiva amministrativa, della carriera del personale di cancelleria, della carriera degli assistenti commerciali, della carriera esecutiva e di quelle ausiliarie [28]. Possono essere altresì istituiti posti per il personale di cui agli articoli 139 e 168.

        L'istituzione e la soppressione dei posti di organico per ciascuna rappresentanza diplomatica e per ciascun ufficio consolare di I categoria sono disposte, in relazione alle esigenze di servizio, con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro.

        Nell'ambito dei posti istituiti in ciascuna rappresentanza diplomatica e in ciascun ufficio consolare in corrispondenza delle funzioni proprie della carriera diplomatica, il decreto di istituzione qualifica quelli cui sono collegate funzioni nei settori commerciale, sociale e della emigrazione, culturale, informazione e stampa, nonché funzioni consolari nelle Cancellerie consolari presso Missioni diplomatiche.

        Il regolamento stabilisce le modalità per l'assegnazione di posti, in uffici fuori dell'area di specializzazione, a funzionari diplomatici specializzati per aree geografiche che vi siano destinati con compiti inerenti alla specializzazione nonché per la ripartizione dei posti organici per il personale della carriera di cancelleria e della carriera esecutiva in relazione alla specializzazione posseduta.

 

 

Art. 33. Posti commerciali.

 

        Per i posti, di cui all'articolo precedente, terzo comma, cui sono collegate funzioni commerciali espletate dai funzionari diplomatici e per quelli che debbono essere ricoperti da personale della carriera degli assistenti commerciali [29], il decreto di istituzione e di soppressione è emanato di concerto anche con il Ministro per il commercio con l'estero.

        In ciascuna Missione diplomatica, sempre che non escluso dalla particolare natura della sua attività, sono istituiti almeno un posto cui sono collegate funzioni commerciali espletate da funzionari diplomatici e almeno un posto per impiegati della carriera degli assistenti commerciali. Sono altresì istituiti posti collegati a funzioni commerciali per funzionari diplomatici e posti per impiegati della carriera degli assistenti commerciali negli uffici consolari più importanti; è comunque istituito di norma almeno un posto per impiegati della carriera degli assistenti commerciali in ciascun Consolato generale che non abbia sede in città ove si trovi la Missione diplomatica.

        Nelle rappresentanze permanenti presso Enti ed Organizzazioni internazionali sono istituiti i posti di cui al comma precedente a seconda di particolari esigenze di servizio.

 

 

Art. 34. Destinazioni e accreditamenti.

 

        I movimenti del personale sono disposti per esigenze di servizio.

        Salvo quanto previsto dall'art. 36 per la nomina dei capi delle rappresentanze diplomatiche, la destinazione all'estero, il trasferimento da sede a sede e il richiamo al Ministero del personale sono disposti con decreto del Ministro.

        La destinazione, il trasferimento e il richiamo dei funzionari diplomatici assegnati a posti commerciali qualificati ai sensi dell'art. 32, terzo comma, e degli impiegati della carriera degli assistenti commerciali [30] sono disposti dal Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il commercio con l'estero, fatta eccezione per i funzionari non specializzati in materia commerciale che compiono in funzioni commerciali uno dei due periodi di servizio previsti dalla lettera b) del secondo comma dell'art. 107. I nominativi di questi ultimi sono previamente comunicati al Ministero del commercio con l'estero.

        La notifica alle autorità del Paese in cui presta servizio il personale all'estero è effettuata in base alla qualifica risultante dal decreto di destinazione, salvo quanto può essere disposto con decreto del Ministro, su motivata proposta del Consiglio di amministrazione, per particolari esigenze di servizio.

 

 

Art. 35. Delegazioni diplomatiche speciali e ambascerie straordinarie.

 

        Delegazioni diplomatiche speciali possono essere istituite nei casi in cui la partecipazione a conferenze, trattative o riunioni internazionali renda necessaria la costituzione in loco di apposito ufficio.

        Le delegazioni diplomatiche speciali sono istituite con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro. Con le stesse modalità sono stabiliti i compiti e la composizione delle delegazioni.

        In occasioni solenni possono essere inviate, in missione temporanea, ambascerie straordinarie.

 

 

Capo II - Norme particolari sulle rappresentanze diplomatiche

 

 

Art. 36. Capi delle rappresentanze diplomatiche.

 

        Le funzioni di capo di rappresentanza diplomatica sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari esteri.

        I capi delle Missioni diplomatiche sono accreditati dal Presidente della Repubblica con sue lettere in qualità di Ambasciatori straordinari e plenipotenziari o di Inviati straordinari [31] e Ministri plenipotenziari a seconda che siano destinati a capo di una Ambasciata o di una Legazione. Essi rappresentano la Repubblica.

        Ove particolari esigenze lo richiedano, le funzioni di capo di Missione diplomatica possono essere conferite, con decreto del Ministro per gli affari esteri, ad un Incaricato d'affari che viene accreditato dal Ministro con sue lettere.

        Ai capi delle rappresentanze permanenti presso Enti ed Organizzazioni internazionali è conferito titolo e rango di Ambasciatore o di Ministro plenipotenziario.

 

 

Art. 37. Funzioni della Missione diplomatica.

 

        La Missione diplomatica svolge, nell'ambito del diritto internazionale, funzioni consistenti principalmente nel:

proteggere gli interessi nazionali e tutelare i cittadini e i loro interessi;

trattare gli affari, negoziare, riferire;

promuovere relazioni amichevoli e sviluppare i rapporti in tutti i settori tra l'Italia e lo Stato di accreditamento.

        L'attività di una Missione diplomatica si esplica in particolare nei settori politico-diplomatico, consolare, emigratorio, economico, commerciale, finanziario, sociale, culturale, scientifico-tecnologico della stampa ed informazione.

        La Missione diplomatica esercita altresì azione di coordinamento e, nei casi previsti, di vigilanza o di direzione dell'attività di uffici ed Enti pubblici italiani, operanti nel territorio dello Stato di accreditamento.

 

 

Art. 38. Attività della Missione diplomatica nei riguardi degli uffici consolari.

 

        La Missione diplomatica sovraintende e coordina l'attività degli uffici consolari istituiti nello Stato di accreditamento.

        L'azione della Missione diplomatica nei riguardi degli uffici consolari dipendenti trova un limite nella competenza ad essi specificamente attribuita per legge. In caso di dissenso tra la Missione diplomatica e l'ufficio consolare circa la competenza di quest'ultimo, prevale l'opinione della Missione diplomatica. Il capo della Missione diplomatica è tenuto in tal caso a comunicare per iscritto al capo dell'ufficio consolare le proprie determinazioni di cui assume la responsabilità e ad informarne il Ministero.

 

 

Art. 39. Funzioni consolari della Missione diplomatica.

 

        La Missione diplomatica, in mancanza di un ufficio consolare in loco, esercita anche le funzioni di ufficio consolare. L'esercizio di tali funzioni si estende al territorio dello Stato di accreditamento che non sia compreso nella circoscrizione di uffici consolari.

        Le funzioni di ufficio consolare sono altresì esercitate temporaneamente dalla Missione diplomatica su disposizione del Ministero o nel caso in cui uffici consolari dipendenti siano nell'impossibilità di funzionare. In tale ultimo caso la Missione diplomatica informa immediatamente il Ministero.

        Quando l'entità dell'attività consolare lo richieda può essere istituita nell'ambito della Missione diplomatica una Cancelleria diplomatica. Nei riguardi di essa, il capo della Missione diplomatica ha la facoltà di avocare la trattazione di singole questioni assumendone la relativa responsabilità. In caso di assenza o di impedimento del funzionario preposto alla Cancelleria consolare, il capo della Missione diplomatica designa chi debba eventualmente sostituirlo. L'istituzione e la soppressione di una Cancelleria consolare sono disposte con decreto del Ministro per gli affari esteri da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

Art. 40. Rappresentanze permanenti presso Organizzazioni internazionali.

 

        Le rappresentanze permanenti presso Enti e Organizzazioni internazionali svolgono l'azione richiesta dalla natura e finalità di esse e sono strutturate in relazione agli specifici compiti che devono assolvere.

 

 

Art. 41. Reggenza di rappresentanza diplomatica.

 

        In caso di assenza o impedimento del capo di una rappresentanza diplomatica il funzionario più elevato in grado della carriera diplomatica in servizio presso la rappresentanza assume la reggenza con la qualifica di incaricato d'affari ad interim. Egli esercita, a titolo provvisorio, le funzioni e le attribuzioni del capo della rappresentanza.

        In caso di mancanza in loco di funzionario della carriera diplomatica, e constatata la non convenienza di provvedere immediatamente all'invio di un funzionario della predetta carriera, il Ministro può disporre che la reggenza venga assunta dal funzionario più elevato in grado della carriera direttiva amministrativa[32] eventualmente in servizio presso la rappresentanza.

        Qualora l'incarico della reggenza sia affidato dal capo della rappresentanza o, in difetto, dal Ministero ad impiegato non appartenente alle carriere direttive [33], le sue funzioni sono limitate alla gestione degli affari correnti o alla sola custodia degli archivi. Si applica, ove del caso, il quarto comma dell'art. 48.

 

 

Capo III - Norme particolari sugli uffici consolari [34]

 

 

Art. 42. Classificazione e circoscrizioni.

 

        Gli uffici consolari sono di I e di II categoria. Agli uffici consolari di I categoria è preposto, quale titolare, un funzionario di carriera, agli uffici consolari di II categoria un funzionario onorario. Gli uffici consolari si suddividono in Consolati generali, Consolati, Vice consolati e Agenzie consolari.

        I Vice consolati e le Agenzie consolari di I categoria dipendono da un Consolato generale o da un Consolato di pari categoria; i Vice consolati e le Agenzie consolari di II categoria da un Consolato generale o da un Consolato. Le Agenzie consolari possono, ove le esigenze del servizio lo richiedano, essere poste alle dipendenze di Vice consolati di I categoria. I Vice consolati e le Agenzie consolari non dipendenti da altro ufficio consolare dipendono direttamente dalla Missione diplomatica.

        La circoscrizione e, ove del caso, la dipendenza degli uffici consolari sono determinate con decreto del Ministro per gli affari esteri da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

Art. 43. Consolati generali di I classe.

 

        Agli effetti amministrativi previsti dal presente decreto, il Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro può qualificare di I classe i Consolati generali di I categoria di maggiore importanza.

        I Consolati generali di I classe non possono superare il numero di dodici.

 

 

Art. 44. Lettere patenti.

 

        I Consoli generali, i Consoli e, ove richiesto, i Vice consoli e gli Agenti consolari nonché i funzionari preposti alle Cancellerie consolari sono muniti di lettere patenti. Qualora richiesto da usi internazionali o da ragioni di reciprocità altri funzionari consolari possono essere muniti di lettere patenti.

        Le lettere patenti sono rilasciate ai Consoli generali e ai Consoli dal Presidente della Repubblica ai Vice consoli di I categoria nonché, ove occorra, ad altri funzionari consolari del Ministro per gli affari esteri; ai funzionari preposti alle Cancellerie consolari dal capo della Missione diplomatica; ai Vice consoli di II categoria e agli Agenti consolari dal Console generale o dal Console da cui dipendono ovvero dal capo della Missione diplomatica se da questa direttamente dipendono. Possono essere adottate altre forme qualora richiesto da usi internazionali o da ragioni di reciprocità.

 

 

Art. 45. Funzioni degli uffici consolari.

 

        L'ufficio consolare svolge, nell'ambito del diritto internazionale, funzioni consistenti principalmente nel:

- proteggere gli interessi nazionali e tutelare i cittadini e i loro interessi;

- provvedere alla tutela dei lavoratori italiani particolarmente per quanto concerne le condizioni di vita, di lavoro e di sicurezza sociale;

- favorire le attività educative, assistenziali e sociali nella collettività italiana nonché promuovere, assistere, coordinare e, nei casi previsti dalla legge, vigilare l'attività delle Associazioni, delle Camere di commercio, degli Enti italiani;

- stimolare nei modi più opportuni ogni attività economica interessante l'Italia, curando in particolare lo sviluppo degli scambi commerciali;

- sviluppare le relazioni culturali.

        L'ufficio consolare esercita, in conformità al diritto internazionale, le altre funzioni ad esso attribuite dall'ordinamento italiano, in particolare in materia di stato civile, notariato, amministrativa e giurisdizionale.

 

 

Art. 46. Atti di natura diplomatica.

 

        I capi degli uffici consolari possono essere incaricati di funzioni diplomatiche o del compimento di singoli atti di natura diplomatica nei casi in cui nel Paese non vi sia Missione diplomatica o questa non sia in condizioni di provvedere.

 

 

Art. 47. Consoli onorari - Nomina e funzioni.

 

        I funzionari consolari onorari sono scelti tra persone, preferibilmente di cittadinanza italiana, che godano di stima e prestigio e che diano pieno affidamento di poter adempiere adeguatamente alle funzioni consolari. Non sono tenuti ad abbandonare le loro attività sempre che queste siano compatibili con le esigenze e con il decoro dell'ufficio.

        I funzionari consolari onorari pronunciano solenne promessa di adempiere con fedeltà ai doveri dell'ufficio ed assumono con l'incarico i doveri e le responsabilità ad esso inerenti.

        I Consoli generali e Consoli onorari sono nominati e revocati con decreto del Ministro per gli affari esteri. I Vice consoli e Agenti consolari onorari sono nominati e revocati, previa autorizzazione ministeriale, con decreto del capo della Missione diplomatica o del Console generale o del Console da cui rispettivamente dipendano. L'incarico cessa al compimento del settantesimo anno di età.

        I funzionari consolari onorari esercitano le funzioni di cui all'art. 45 salvo le limitazioni poste da legge, da regolamento o da decreto del Ministro.

 

 

Art. 48. Reggenza di ufficio consolare di I categoria.

 

        In caso di assenza o di impedimento del capo di un ufficio consolare di I categoria assume la reggenza il funzionario più elevato in grado della carriera diplomatica.

        In caso di mancanza in loco di funzionario della carriera diplomatica, e constatata la non convenienza di provvedere immediatamente all'invio di un funzionario della predetta carriera, il Ministro può disporre che la reggenza sia assunta dal funzionario più elevato in grado della carriera direttiva amministrativa [35] eventualmente in servizio presso l'ufficio.

        Il funzionario che assume la reggenza esercita, a titolo provvisorio, le funzioni e le attribuzioni del capo dell'ufficio.

        Qualora l'incarico della reggenza sia affidato dal capo dell'ufficio o, in difetto, dalla Missione diplomatica o dal Ministero a un impiegato non appartenente alle carriere direttive, le sue funzioni possono essere limitate a particolari materie o atti.

 

 

Art. 49. Reggenza degli uffici consolari di II categoria.

 

        In caso di temporanea assenza, il capo di un ufficio consolare di II categoria, previa autorizzazione della Missione diplomatica o dell'ufficio consolare di I categoria da cui dipende, può affidare a persona di sua fiducia la custodia degli archivi e compiti sussidiari di assistenza a cittadini italiani.

        Il capo della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare di I categoria da cui il Console onorario dipende può, qualora ne ravvisi la necessità, incaricare della reggenza, previa autorizzazione del Ministero, un funzionario o un impiegato di ruolo.

        Nel caso previsto dal primo comma e nel caso in cui non venga nominato un reggente, le funzioni dell'ufficio sono svolte dalla Missione diplomatica o dall'ufficio consolare da cui esso dipende ovvero dall'ufficio consolare che esercita le attribuzioni escluse dalla competenza dell'ufficio di II categoria.

 

 

Art. 50. Funzioni escluse dalle attribuzioni consolari.

 

        Le funzioni che siano escluse dalle attribuzioni di un funzionario consolare onorario o di reggente di ufficio consolare di I categoria possono essere esercitate dalla Missione diplomatica o da altro ufficio consolare.

        Dei decreti ministeriali che limitano le funzioni dei funzionari consolari onorari o dei reggenti di uffici consolari di I categoria o che le attribuiscono a Missioni diplomatiche o ad altri uffici consolari è data notizia nella Gazzetta Ufficiale.

 

 

Capo IV - Norme comuni e di funzionamento

 

 

Art. 51. Consulenti legali, sanitari e tecnici.

 

        Per l'espletamento della propria attività le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari di I categoria possono avvalersi dell'opera di consulenti legali, sanitari e tecnici del luogo.

        Il ricorso a consulenti deve essere preventivamente autorizzato dal Ministero ed è regolato, anche per quanto concerne la relativa spesa, dagli usi e dalle norme locali. Qualora l'assistenza debba avere carattere continuativo il Ministero stabilisce, d'intesa con quello del tesoro, insieme con la durata e le condizioni del rapporto, anche la remunerazione.

 

 

Art. 52. Corrispondenti consolari.

 

        Il capo di un ufficio consolare può conferire l'incarico di corrispondente consolare a persona fornita degli idonei requisiti. Il conferimento dell'incarico deve essere comunicato al Ministero nonché alla Missione diplomatica e, se conferito da Vice consoli o da Agenti consolari, anche agli uffici consolari da cui essi dipendono.

        I corrispondenti consolari svolgono compiti sussidiari di assistenza a cittadini italiani e quegli altri compiti che di volta in volta siano loro affidati.

        I corrispondenti consolari non percepiscono emolumenti né compensi. Le spese postali e telegrafiche che i corrispondenti debbano sostenere per il servizio nonché quelle di trasporto previamente autorizzate sono a carico dell'ufficio da cui essi dipendono.

 

 

Art. 53. Comitati, enti, associazioni.

 

        Gli uffici consolari, ove ne ravvisino l'opportunità nell'interesse della comunità italiana, promuovono la costituzione di Comitati e, nell'ambito della legge locale, di enti o associazioni con scopi assistenziali, educativi e ricreativi.

        Il Ministero degli affari esteri può erogare contributi, su proposta degli uffici consolari competenti, ai Comitati, Associazioni ed Enti che perseguono le finalità di cui al presente articolo. Ai fini del contributo i Comitati, le Associazioni ed Enti presentano all'inizio di ogni anno il preventivo delle spese da sostenere. Entro tre mesi dalla fine della gestione annuale presentano il rendiconto consuntivo [36].

 

 

Art. 54. Riunioni periodiche di coordinamento.

 

        In relazione alle esigenze di coordinamento della azione all'estero il Ministro indice, possibilmente una volta all'anno, al Ministero o presso rappresentanze diplomatiche, riunioni periodiche di capi di rappresentanze diplomatiche per l'esame di questioni di loro comune interesse.

        Sono altresì indette, di norma una volta l'anno, riunioni per aree geografiche dei funzionari rispettivamente incaricati, nelle rappresentanze diplomatiche e negli uffici consolari, dei servizi dell'emigrazione e sociale, commerciale, culturale, informazione e stampa o addetti ad altri settori di attività.

        I capi delle Missioni diplomatiche indicono di norma una volta l'anno, dietro autorizzazione del Ministero, riunioni dei capi dei dipendenti uffici consolari di I categoria. Alle riunioni possono essere invitati a partecipare, all'occorrenza, i dipendenti Consoli onorari.

        Il personale in servizio all'estero può essere chiamato a conferire quando il Ministro lo ritenga opportuno.

 

 

Art. 55. Immunità.

 

        I capi delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari sono tenuti a far rispettare le immunità, i privilegi e le prerogative stabiliti dal diritto internazionale.

        Alle immunità, privilegi e prerogative non può farsi rinunzia se non per espressa disposizione o autorizzazione del Ministro per gli affari esteri.

 

 

Art. 56. Gestione degli affari di rappresentanza straniera e assistenza a non cittadini.

 

        La rappresentanza diplomatica e l'ufficio consolare non possono assumere la gestione degli affari di una rappresentanza diplomatica o di un ufficio consolare di altro Paese se non dietro istruzioni del Ministro. Tuttavia, in caso di urgenza, possono provvisoriamente ricevere in deposito gli archivi di una rappresentanza diplomatica o di un ufficio consolare di altro Paese e assistere i cittadini del Paese stesso, informandone immediatamente il Ministero; l'ufficio consolare informa anche la Missione diplomatica.

        La Missione diplomatica e l'ufficio consolare prestano, su istruzioni del Ministero o d'iniziativa nei casi di urgenza e necessità, assistenza, nei limiti delle norme internazionali e degli usi locali, a persone che non abbiano la cittadinanza italiana e non godano sul posto di altra protezione diplomatica o consolare.

 

 

Art. 57. Norme di funzionamento.

 

        Il regolamento stabilisce le norme necessarie per il funzionamento degli uffici all'estero, le festività e gli orari che gli uffici stessi devono osservare nonché le norme relative alla tenuta della corrispondenza e quelle che concernono i rapporti con le autorità nazionali e straniere.

        Resta ferma, per quanto riguarda i rapporti con il Ministero del commercio con l'estero, la disposizione contenuta nell'art. 6 del decreto luogotenenziale 16 gennaio 1946, n. 12.

 

 

Capo V - Scuole e istituti educativi e culturali all'estero

 

 

Art. 58. Rinvio.

 

        Le scuole e gli altri istituti educativi e culturali all'estero restano disciplinati dal testo unico approvato con regio decreto 12 febbraio 1940, n. 740, e successive modificazioni [37].

        Essi dipendono dalle Missioni diplomatiche e dagli uffici consolari secondo quanto stabilito dalla legge.

 

 

Capo VI - Ispettorati di frontiera per gli italiani all'estero

 

 

Art. 59. Istituzione, soppressione e funzionamento.

 

        Gli Ispettorati di frontiera per gli italiani all'estero, previsti dal testo unico approvato con regio decreto 13 novembre 1919, n. 2205 e successive aggiunte e modificazioni, possono essere istituiti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro per gli affari esteri di intesa con i Ministri per il tesoro e per il lavoro e la previdenza sociale, nelle località di particolare importanza per la tutela e l'assistenza agli emigranti. Con le stesse forme si procede alla soppressione.

        Agli Ispettorati di frontiera è addetto personale dell'Amministrazione degli affari esteri, e, ove le esigenze del servizio lo richiedano, personale del Ministero dell'interno nonché di altre Amministrazioni in posizione di comando. Ai fini delle promozioni il servizio prestato presso gli Ispettorati di frontiera dal personale dell'Amministrazione degli affari esteri è considerato quale servizio al Ministero. Gli Ispettorati di frontiera sono diretti da funzionari dell'Amministrazione degli affari esteri di grado non inferiore a secondo segretario di Legazione o equiparato [38].

        Nelle località in cui non siano istituiti Ispettorati di frontiera le loro funzioni possono, in tutto o in parte, essere attribuite ad uffici di altre Amministrazioni, con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con i Ministri interessati.

        Sono abrogati l'art. 5 ed il primo comma dell'articolo 28 del sopracitato testo unico sull'emigrazione. Salvo quanto disposto dai commi precedenti, gli Ispettorati di frontiera continuano ad essere regolati dalle disposizioni vigenti, in quanto applicabili [39].

 

 

TITOLO III - Servizi amministrativi e tecnici, sedi e attrezzature

 

 

Capo I - Norme particolari sui servizi amministrativi e di contabilità

 

Sezione I - Norme sui servizi amministrativi del Ministero [40]

 

 

Art. 62. Conto corrente infruttifero.

 

        Al conto corrente infruttifero intestato al Ministero degli affari esteri presso la tesoreria centrale, oltre il saldo dei conti transitori accesi agli agenti all'estero avanti l'entrata in vigore della legge 3 marzo 1951, n. 193, sono versati:

a) i fondi derivanti dalla conversione in lire delle somme in valuta estera, da versarsi all'entrata del bilancio dello Stato mediante appositi ordini di versamento all'entrata controfirmati dal direttore della ragioneria centrale;

b) le altre somme comunque pervenute al Ministero degli affari esteri.

        Possono disporsi prelevamenti sui fondi di cui alla lettera a) esclusivamente per il versamento all'entrata del bilancio.

        I prelevamenti delle altre somme di cui alla lettera b) possono disporsi solamente in dipendenza delle ragioni per le quali fu eseguito il deposito.

        I prelevamenti dal conto delle somme di cui alla lettera b) sono disposti dal Ministero degli affari esteri con appositi ordini che il direttore della ragioneria centrale [41] controfirma ove non abbia nulla da osservare.

 

 

Art. 63. Emissione anticipata di ordini di pagamento.

 

Il Ministero degli affari esteri è autorizzato ad emettere nel mese di dicembre, con imputazione al nuovo anno finanziario, ordinativi diretti e ordini di accreditamento per la somministrazione di fondi agli uffici all'estero.

        Gli ordinativi diretti e gli ordini di accreditamento di cui al comma precedente sono ammessi a pagamento dal 10 gennaio successivo.

 

 

Sezione II - Fondo di anticipazione

 

 

Art. 64. Finalità del fondo.

 

        Allo scopo di effettuare prontamente i pagamenti delle spese di cui al successivo articolo 66 per le quali già figurino appositi stanziamenti nello stato di previsione della spesa del Ministero degli affari esteri, è istituito nel predetto stato di previsione un capitolo denominato «Fondo di anticipazione per le spese urgenti del Ministero degli affari esteri e degli uffici diplomatici e consolari», con uno stanziamento da fissarsi annualmente con la legge di approvazione del bilancio dello Stato [42].

 

 

Art. 65. Ripartizione del fondo.

 

        Con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro, all'inizio dell'esercizio finanziario, lo stanziamento inscritto al capitolo di cui all'articolo 64 viene ripartito su appositi conti correnti aperti presso istituti bancari indicati nel decreto stesso.

        Nel corso dell'esercizio con le stesse modalità può farsi luogo a variazioni nella ripartizione di cui al comma precedente.

        Gli interessi maturati sui conti correnti bancari debbono essere versati, non appena accreditati dagli istituti di credito allo stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato [43].

 

 

Art. 66. Spese da sostenere sul fondo.

 

        Sulle quote assegnate secondo la ripartizione prevista dall'articolo precedente possono essere prelevate le somme occorrenti per la effettuazione di spese di assoluta urgenza per le quali con la normale procedura non si renderebbe possibile la tempestiva disponibilità dei normali fondi di bilancio.

        Le spese di cui al precedente comma possono concernere esclusivamente:

- stipendi, altri assegni fissi e indennità di sistemazione spettanti per legge al personale di ruolo e non di ruolo in servizio all'estero;

- fitti passivi e canoni di servizio a carico del Ministero degli affari esteri per locali situati all'estero;

- spese per interventi improrogabili da eseguirsi su immobili siti all'estero qualora ricorrano ragioni di grave pregiudizio alla incolumità nonché spese determinate da urgente opera di manutenzione, riparazione o arredamento di sedi all'estero in occasione di visite di Stato o di governo;

- spese per l'assistenza a connazionali a seguito di calamità, naufragi, disastri e per interventi urgenti di protezione e di difesa; nonché, spese indilazionabili per trasferimento di personale in servizio all'estero nei casi in cui si renda impossibile l'ulteriore permanenza nella sede;

- contributi ad enti ed organizzazioni internazionali, stabiliti per legge;

- spese per la partecipazione di delegati e funzionari italiani a congressi e conferenze internazionali nonché a riunioni presso enti ed organizzazioni internazionali;

- spese per visite del Presidente della Repubblica e di membri del Governo italiano in Paesi stranieri;

- spese postali, telefoniche e telegrafiche degli uffici all'estero [44].

 

 

Art. 67. Prelevamenti.

 

I prelevamenti sui conti correnti di cui al precedente articolo 65 sono disposti dal Ministro per gli affari esteri, o per sua delega da un Sottosegretario di Stato o dal direttore generale del personale con la procedura indicata nei commi che seguono.

        L'autorizzazione al prelevamento deve essere sottoposta al Ministero del tesoro - contabile del portafoglio - il quale, accertata l'esistenza delle disponibilità della somma da anticipare sul relativo conto corrente, la restituisce al Ministero degli affari esteri col proprio benestare, entro tre giorni dalla effettiva ricezione.

        Sulla autorizzazione stessa il direttore della ragioneria centrale [45] presso il Ministero degli affari esteri appone il visto ove non abbia nulla da osservare.

        Eseguiti gli adempimenti di cui ai commi precedenti, il Ministero degli affari esteri dà immediatamente corso alla operazione ordinando all'istituto bancario di provvedere, al netto di ogni spesa, all'accreditamento della somma da anticipare [46].

 

 

Art. 68. Reintegrazione del fondo.

 

        Il titolo relativo alla spesa di cui si è disposta l'autorizzazione deve essere emesso entro il termine massimo di tre mesi decorrenti dalla data dell'autorizzazione al prelevamento di cui all'articolo precedente. Qualora l'autorizzazione sia stata concessa nel mese di dicembre il relativo titolo di spesa deve essere emesso entro la chiusura dell'esercizio finanziario.

        L'importo del titolo relativo alla spesa di cui è stata disposta l'anticipazione viene fatta affluire, a cura del contabile del portafoglio, sul conto corrente sul quale è stata fatta gravare l'anticipazione.

        Le eventuali spese per differenze di cambio, per operazioni bancarie e per commissioni valutarie saranno imputate al bilancio del Ministero degli affari esteri [47].

 

 

Art. 69. Chiusura del fondo.

 

        Entro il 31 gennaio dell'esercizio immediatamente successivo il Ministro per gli affari esteri dispone la chiusura del fondo mediante il versamento all'apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata istituito in corrispondenza a quello della spesa di un importo pari allo stanziamento di cui al precedente articolo 64 [48].

 

 

Sezione III - Norme relative agli uffici all'estero [49]

 

 

Art. 70. Riscossione di diritti per atti consolari.

 

        I diritti dovuti per atti degli uffici consolari sono determinati dalle norme sulla tariffa consolare.

        I diritti di cui al comma precedente percepiti dalle Missioni diplomatiche e dagli uffici consolari di I e di II categoria si acquisiscono interamente all'erario.

 

 

Art. 71. Onere delle spese per le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari di I categoria.

 

        Tutte le spese per il mantenimento e il funzionamento delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari di I categoria sono a carico dello Stato, comprese in particolare le spese di cancelleria, di pulizia, di energia e di riscaldamento.

        Sono abrogate le norme che pongono parzialmente o totalmente a carico dei titolari o dei reggenti delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari di I categoria le spese di cui al comma precedente.

 

 

Art. 72. Onere delle spese degli uffici consolari di II categoria - rimborsi e contributi.

 

        Le spese per il funzionamento degli uffici consolari di II categoria sono a carico dei titolari degli uffici stessi.

        Sono ammesse a rimborso le spese postali, telegrafiche e telefoniche, e per sussidi ai connazionali. Il Ministero fornisce la bandiera, lo scudo, i sigilli e i timbri di ufficio, stampati e materiale di cancelleria.

        Ai titolari dei predetti uffici il Ministero può concedere contributi per le spese di ufficio e per quelle di rappresentanza. I rimborsi e i contributi sono rimessi ai titolari degli uffici consolari di II categoria tramite la Missione diplomatica o l'ufficio di I categoria cui essi rendono i conti a norma dell'art. 73.

 

 

Art. 73. Contabilità degli uffici consolari di II categoria.

 

        I Consoli generali e i Consoli di II categoria rendono il conto e versano l'importo dei diritti percepiti, nonché di ogni altra eventuale entrata, alla Missione diplomatica da cui dipendono. Alla Missione stessa rendono il conto delle spese che possono essere ammesse a rimborso.

        Ai medesimi adempimenti di cui al comma precedente sono tenuti i vice consoli e gli agenti consolari di II categoria nei confronti della Missione diplomatica o dell'ufficio consolare di I categoria da cui dipendono e, qualora dipendano da altro ufficio di II categoria, nei riguardi della Missione diplomatica.

        La Missione diplomatica o l'ufficio consolare di I categoria sopra indicati controllano i conti e li trasmettono al Ministero con il visto di approvazione o con le proprie osservazioni.

        I capi degli uffici consolari di II categoria, in relazione alle attribuzioni esercitate, sono responsabili dell'applicazione della tariffa consolare; delle operazioni di riscossione; della custodia delle marche consolari, dei passaporti e degli altri valori loro affidati dall'ufficio cui essi rendono il conto ai sensi del comma precedente, nonché dei depositi di pertinenza di terzi.

 

 

Art. 74. Fondi per delegazioni.

 

        Alle delegazioni nominate dal Ministro per gli affari esteri per partecipare a incontri, riunioni, conferenze o trattative di carattere internazionale può essere attribuito, d'intesa con il Ministero del tesoro, un fondo per far fronte alle spese di funzionamento e di rappresentanza.

        Alle delegazioni diplomatiche speciali di cui all'art. 35 è attribuito un fondo, d'intesa con il Ministero del tesoro, per far fronte alle spese di ufficio e di funzionamento. Nel caso in cui il capo della delegazione speciale non fruisca del trattamento economico di cui all'art. 204 si tiene conto, nella determinazione dell'ammontare del fondo, anche delle spese di rappresentanza che egli debba sostenere.

        Il capo della delegazione di cui ai commi precedenti amministra i fondi somministratigli ed è tenuto alla presentazione del rendiconto, secondo le norme amministrativo-contabili vigenti, al termine dei lavori della delegazione e comunque trimestralmente se i lavori si protraggono oltre tre mesi [50].

 

 

Art. 75. Funzionari direttivi amministrativi con funzioni amministrativo-contabili all'estero [51].

 

        I funzionari della carriera direttiva amministrativa, che prestano servizio presso una rappresentanza diplomatica o un ufficio consolare di I categoria con funzioni amministrativo-contabili, sono preposti ai servizi attinenti all'amministrazione e alla contabilità attendendo specialmente:

a) alla liquidazione delle spese, ivi comprese quelle da effettuarsi per conto di altre Amministrazioni o di terzi;

b) all'ordinazione delle spese concernenti il personale e il funzionamento della rappresentanza o dell'ufficio nonché delle spese per conto di altre Amministrazioni o di terzi;

c) alla tenuta delle scritture contabili e alla conservazione dei relativi documenti amministrativo-contabili;

d) alla predisposizione del rendiconto amministrativo per le somme accreditate all'ufficio;

e) alla vigilanza sulle attività svolte dal cancelliere contabile a norma del secondo comma dell'art. 76.

        I funzionari di cui al primo comma hanno diretta cura ed esclusiva responsabilità nei confronti dello Stato:

a) dell'applicazione della tariffa consolare;

b) della destinazione, a norma delle disposizioni in materia, dei diritti dovuti per atti consolari e di altre eventuali entrate;

c) della conservazione e manutenzione, in qualità di consegnatari, dei beni immobili e mobili di pertinenza della rappresentanza o dell'ufficio.

        Nel caso in cui presso la rappresentanza o lo ufficio prestino servizio più funzionari della carriera direttiva amministrativa con funzioni amministrativo-contabili, le attribuzioni di cui al presente articolo sono affidate al funzionario più elevato in grado il quale nell'esercizio delle medesime è coadiuvato dagli altri funzionari.

        Nelle rappresentanze e negli uffici in cui non vi siano funzionari con le funzioni indicate al primo comma le attribuzioni di cui al presente articolo, ad eccezione di quelle di cui alla lettera c) del secondo comma, sono espletate dal capo della rappresentanza o dell'ufficio ovvero da altro funzionario da lui delegato [52].

 

 

Art. 76. Funzioni e responsabilità del cancelliere contabile.

 

        Presso ogni rappresentanza diplomatica e ogni consolato generale, consolato, vice consolato di I categoria presta servizio almeno un impiegato della carriera di cancelleria [53] con mansioni contabili, il quale assume la qualifica di cancelliere contabile.

        Il cancelliere contabile, oltre a mansioni di collaborazione in materia contabile e amministrativa, provvede personalmente:

a) al servizio di cassa;

b) alla custodia delle marche consolari e dei libretti-passaporti;

c) alla custodia dei depositi consolari e di ogni altro titolo e valore a lui affidato dal capo della rappresentanza o dell'ufficio;

d) al pagamento delle spese di cui all'art. 75 a valere sui fondi periodicamente versatigli dal capo della rappresentanza o dell'ufficio.

        Il conto giudiziale reso dal cancelliere contabile riguarda i movimenti del servizio di cassa e quelli dei valori di cui alla lettera b) del comma precedente.

        La vigilanza sulle attività di cui al secondo comma è esercitata, sempre che nella rappresentanza o nell'ufficio consolare non presti servizio il funzionario della carriera direttiva amministrativa di cui all'art. 75, dal capo della rappresentanza o dell'ufficio o, per sua delega, da altro funzionario.

        Qualora nella rappresentanza o nell'ufficio non presti servizio un funzionario della carriera direttiva amministrativa con le funzioni previste dall'art. 75, al cancelliere contabile è affidata in qualità di consegnatario la conservazione e la manutenzione dei beni immobili e mobili di pertinenza della rappresentanza o dell'ufficio.

        Nel caso in cui presso la rappresentanza o lo ufficio prestino servizio più impiegati della carriera di cancelleria con mansioni contabili, le attribuzioni di cui al presente articolo competono al più elevato in grado, il quale nell'esercizio delle medesime è coadiuvato dagli impiegati meno elevati in grado.

 

 

Art. 77. Consulenza amministrativa ad uffici all'estero - ispezioni sull'attività del cancelliere contabile e sulle agenzie consolari.

 

        Il funzionario della carriera direttiva amministrativa [54] in servizio presso un ufficio all'estero con le funzioni di cui all'art. 75 svolge attività di consulenza e di collaborazione in materia amministrativa e contabile nei riguardi dei capi di altri uffici che hanno sede nello stesso Paese, sempre che presso gli uffici stessi non presti servizio altro funzionario amministrativo investito delle medesime funzioni. Il funzionario suddetto effettua altresì, almeno una volta all'anno, ispezioni presso gli uffici stessi sull'attività svolta, a norma dell'art. 76, dai cancellieri contabili riferendone ai capi degli uffici. Egli ispeziona altresì le agenzie consolari, riferendo al capo dell'ufficio da cui l'agenzia consolare dipende.

        Il funzionario indicato al comma precedente può essere incaricato di svolgere analoghe funzioni in altri Paesi della stessa area geografica nei quali non presti servizio altro funzionario amministrativo investito delle medesime funzioni.

        Qualora in uno stesso Paese prestino servizio più funzionari con le funzioni di cui all'art. 75, il Ministero ne determina le competenze ai fini dell'applicazione del presente articolo; il Ministero determina altresì le modalità per l'esercizio delle funzioni di cui al presente articolo.

 

 

Art. 78. Assenza del capo dell'ufficio, del funzionario amministrativo e del cancelliere contabile.

 

        In caso di assenza o impedimento del capo della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare le attribuzioni relative alla gestione finanziaria e amministrativa possono essere affidate, mediante provvedimento del capo della rappresentanza o dell'ufficio o, in difetto, del Ministero, al funzionario o all'impiegato che lo sostituisce ai sensi degli articoli 41 e 48.

        In caso di assenza o di impedimento del funzionario della carriera direttiva amministrativa [55] e in caso di assenza o di impedimento del cancelliere contabile le relative attribuzioni possono essere affidate, dal capo della rappresentanza o dell'ufficio, rispettivamente a funzionario e impiegato di ruolo che assume con l'incarico le responsabilità relative.

 

 

Capo II - Sedi all'estero

 

 

Art. 79. Beni immobili e mobili all'estero.

 

        La Direzione generale del personale e dell'amministrazione [56] attende mediante suoi uffici alle questioni relative all'acquisto, alla costruzione ed alla locazione degli immobili all'estero destinati a uffici e residenze o comunque necessari all'attività dell'Amministrazione, nonché alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili stessi, all'arredamento ed alle attrezzature. Per quanto concerne i beni immobili e mobili destinati ad attività all'estero di competenza di altre Direzioni generali l'ufficio opera secondo le istruzioni ricevute dalle Direzioni generali stesse.

        Gli uffici effettuano annualmente un esame della situazione degli immobili, di cui al precedente comma, delle attrezzature e degli arredamenti in relazione alla necessità dei servizi e elaborano un programma da sottoporre al Ministro per la più opportuna utilizzazione dei fondi all'uopo stanziati in bilancio.

        Gli uffici tengono il registro degli immobili demaniali all'estero in uso all'Amministrazione, i relativi titoli e ogni documentazione concernente gli immobili stessi. Essi tengono altresì gli inventari dei beni mobili all'estero di pertinenza dell'Amministrazione.

 

 

Art. 80. Commissione per gli immobili adibiti ad uso dell'Amministrazione degli affari esteri.

 

        Per l'esame delle questioni relative agli immobili adibiti ad uso dell'Amministrazione degli affari esteri è istituita una Commissione consultiva.

        Nel quadro della programmazione finanziaria e tecnica di cui all'art. 79, la Commissione:

- esprime al Ministro parere circa la scelta, l'acquisto, la costruzione, il riattamento, la locazione e l'arredamento degli immobili all'estero per uffici, residenze e sedi di istituti scolastici e culturali o comunque necessari all'Amministrazione;

- esamina le proposte ed i progetti ad essa sottoposti dalla Direzione generale del personale e della amministrazione [57] ed esprime il proprio parere sotto il profilo tecnico, artistico e funzionale;

- propone l'assunzione di dati documentali utili e l'effettuazione di sopralluoghi e ricognizioni per acquisire gli eventuali ulteriori elementi di giudizio necessari alla valutazione delle questioni in esame;

- suggerisce i criteri generali cui deve ispirarsi la progettazione;

- propone i criteri per l'utilizzazione dei fondi di bilancio per la manutenzione ordinaria e straordinaria;

- studia i problemi relativi all'arredamento e alle dotazioni formulando proposte in merito;

- esprime parere su tutte le questioni che, in materia, il Ministro ritenga di deferire al suo esame.

        La Commissione è composta di un ambasciatore in servizio o a riposo che la presiede, dal direttore generale del personale [58], dell'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero, di un presidente di sezione del Consiglio superiore dei lavori pubblici, di tre funzionari del Ministero degli affari esteri, del direttore generale delle antichità e belle arti, del provveditore alle opere pubbliche del Lazio, di un ispettore generale del Genio civile, di un docente universitario di architettura, di un docente di arredamento e decorazione dell'Accademia di belle arti, dell'ingegnere architetto capo o dell'ingegnere architetto del Ministero e di un rappresentante della Ragioneria generale dello Stato - ispettorato generale di finanza - di qualifica non inferiore a ispettore generale.

        Il presidente della Commissione è sostituito in caso di assenza dal direttore generale del personale.

        Allorché sono all'esame questioni relative a immobili adibiti ad uso di istituzioni culturali o delle collettività, partecipa alle sedute un rappresentante della Direzione generale delle relazioni culturali [59] o un rappresentante della Direzione generale dell'emigrazione e degli affari sociali [60].

        Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte da un funzionario in servizio presso gli uffici di cui all'art. 79.

        La Commissione è nominata per la durata di tre anni con decreto del Ministro per gli affari esteri. Il presidente può chiamare a partecipare alle sedute della Commissione per consultazioni altri funzionari ed esperti. Il regolamento può apportare modifiche alla composizione della Commissione [61].

 

 

Art. 81. Immobili e attrezzature per gli uffici all'estero.

 

        Le sedi delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari, oltre a soddisfare a esigenze di prestigio, funzionalità e sicurezza, debbono essere, per caratteristiche e attrezzature, idonee a rendere agevole, spedito e sicuro il disbrigo del lavoro e ad accogliere il pubblico.

        Gli uffici devono disporre in particolare di adeguate apparecchiature per la cifra, le telecomunicazioni, la riproduzione di documenti e di ogni altra attrezzatura meccanica idonea ad incrementare la produttività del personale e ad assicurare una gestione economica ed efficiente dei servizi.

 

 

Art. 82. Residenze.

 

        Gli immobili e l'arredamento della residenza del capo della rappresentanza diplomatica devono rispondere a requisiti confacenti al prestigio della funzione di rappresentanza dello Stato ed alle esigenze del servizio.

        Le spese per il mantenimento della residenza del capo della rappresentanza diplomatica, ivi comprese le spese per le pertinenze e quelle relative alla vigilanza e custodia, sono a carico dello Stato.

        Le spese di energia per il funzionamento dei servizi della residenza e in particolare quelle di illuminazione, acqua, riscaldamento e condizionamento d'aria sono per il 20% a carico del capo della rappresentanza che la occupa.

 

 

Art. 83. Automezzi.

 

        Ai capi delle rappresentanze diplomatiche è assegnata una autovettura di rappresentanza. Una autovettura è altresì assegnata ai consoli generali di I classe.

        Alle rappresentanze diplomatiche e agli uffici consolari di I categoria, in relazione alle esigenze di servizio, è inoltre assegnata almeno una autovettura od autoveicolo di servizio, secondo le modalità stabilite dal regolamento.

        Sono a carico dello Stato le spese inerenti agli automezzi, comprese quelle di manutenzione ordinaria e straordinaria, di assicurazione, nonché per gli automezzi di servizio di cui al comma precedente quelle di carburanti e lubrificanti.

        I termini per la sostituzione normale degli autoveicoli sono fissati dal regolamento, tenuto conto del differente grado di usura cui essi sono soggetti in conseguenza del loro impiego anche in relazione alle particolari condizioni del luogo.

        La guida degli automezzi è affidata a personale qualificato di ruolo o a contratto.

 

 

Art. 84. Alloggi in immobili demaniali.

 

        Qualora in immobili demaniali vi sia eccedenza di locali in relazione alle esigenze di servizio, i locali eccedenti possono essere utilizzati per alloggi del personale.

        Qualora ricorrano particolari ragioni connesse con la situazione del Paese e finché le stesse permangano, il Ministero degli affari esteri può concedere in uso al personale locali siti in immobili presi in fitto.

        Con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con quello per il tesoro sono determinate, di volta in volta, le singole sedi per le quali ricorrano o cessino le particolari ragioni di cui al comma precedente.

        Il personale di ruolo e il personale a contratto che fruisca di alloggio ai sensi del primo e secondo comma è tenuto a corrispondere all'Amministrazione un canone in misura non eccedente il quinto e non inferiore all'ottavo e, se trattisi di immobili fittati, in misura non eccedente il quinto e non inferiore al settimo, rispettivamente della indennità di servizio all'estero o della retribuzione mensile, in relazione alle caratteristiche dell'alloggio e dell'eventuale arredamento. La misura del canone è stabilita con decreto del Ministro per gli affari esteri.

        Per speciali esigenze di servizio può essere concesso, con decreto del Ministro, l'uso gratuito dell'alloggio in immobili adibiti ad uso degli uffici all'estero al personale di custodia e a quello addetto ai servizi di cifra e telecomunicazione, nonché al personale indicato dal regolamento.

 

 

Capo III - Attrezzature

 

 

Art. 85. Apparecchiature per la cifra e le telecomunicazioni e attrezzature meccaniche.

 

        L'Amministrazione degli affari esteri è dotata di apparecchiature per la cifra e la crittografia atte a tutelare la segretezza delle comunicazioni fra il Ministero e gli uffici all'estero.

        L'Amministrazione degli affari esteri è altresì fornita di apparecchiature per telecomunicazioni, nonché dei relativi impianti ausiliari per il loro autonomo funzionamento atti ad assicurare rapidi e costanti collegamenti tra il Ministero e gli uffici all'estero. Qualora ragioni tecniche o altri motivi impediscano collegamenti diretti tra il Ministero e gli uffici situati in particolari aree geografiche, può essere costituito presso determinate rappresentanze diplomatiche o uffici consolari un centro adeguatamente attrezzato per la ricezione e lo smistamento delle telecomunicazioni.

        L'Amministrazione degli affari esteri dispone delle necessarie attrezzature elettroniche e meccaniche, tra cui una tipografia riservata e un centro fotorotolitografico per le esigenze di stampa e di riproduzione delle pubblicazioni e documenti aventi carattere riservato o di particolare interesse per l'attività ministeriale.

 

 

Capo IV - Contratti da eseguire all'estero

 

 

Art. 86 Procedura per la stipulazione.

 

        La procedura per la stipulazione dei contratti da eseguire all'estero è regolata dalle norme dell'ordinamento italiano compatibilmente con le norme e con le situazioni locali [62].

 

 

TITOLO IV - Istituto diplomatico

 

 

Art. 87. Istituzione e fini.

 

        È istituito in seno al Ministero degli affari esteri l'istituto diplomatico [63].

          

L'art. 8 del D.P.R. n. 267/1999 ha disciplinato le funzioni dell'Istituto diplomatico come segue:

 

           "" 1. L'Istituto diplomatico provvede alla formazione ed al perfezionamento professionale del personale del Ministero degli affari esteri. Attende alla preparazione degli aspiranti alla carriera diplomatica.

        2. Esso inoltre cura la preparazione del personale di altre amministrazioni dello Stato, delle regioni e degli enti locali, in vista di compiti o funzioni da svolgere all'estero, nonché degli aspiranti al servizio presso le organizzazioni internazionali"".

 

 

Art. 88. Direzione.

 

        Un direttore, scelto tra gli Ambasciatori e i Ministri plenipotenziari, presiede all'attività dell'istituto, con l'assistenza di un Comitato direttivo.

        Il Comitato direttivo è composto del direttore dell'istituto, di tre funzionari di grado non inferiore a consigliere di Ambasciata e di tre personalità della politica, della cultura e dell'economia notoriamente esperte in problemi internazionali. Le funzioni di segretario sono esercitate da un funzionario di grado non inferiore a primo segretario di Legazione [64].

        Il Ministro per gli affari esteri provvede con suo decreto alla nomina del direttore e dei membri del Comitato. Tali nomine sono valide per tre anni e possono essere rinnovate per una sola volta.

 

 

Art. 89. Attività.

 

        Per il conseguimento delle sue finalità l'istituto diplomatico può tenere o organizzare corsi e svolgere ogni opportuna attività. Esso può avvalersi della collaborazione di università, di istituti culturali ed altri enti, sia italiani che stranieri.

        Il Comitato direttivo con sua deliberazione può concedere borse, previo concorso, e premi di studio a quanti partecipano ai corsi di preparazione per la carriera diplomatica, nonché contributi al personale direttivo di cui all'art. 93 inviato all'interno e all'estero a seguire corsi di studio.

        Su proposta del comitato direttivo il Ministro:

- approva il programma annuale di attività dell'istituto, sottopostogli con almeno sei mesi di anticipo dal direttore;

- conferisce per la durata di ciascun corso gli incarichi degli insegnamenti in relazione ai corsi organizzati direttamente dall'istituto;

- approva, previa intesa con il Ministro per il tesoro, le convenzioni con le istituzioni indicate nel primo comma;

- concede alle istituzioni suddette contributi per l'organizzazione di corsi o per attività connesse alle finalità dell'istituto;

- ripartisce gli stanziamenti di cui al primo comma dell'art. 91 in relazione alle diverse attività dell'istituto.

 

 

Art. 90. Personale direttivo e docente.

 

        Al direttore dell'istituto diplomatico spetta una indennità mensile da determinarsi con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro. Ai componenti del Comitato direttivo spetta un gettone di presenza fissato, di concerto con il Ministro per il tesoro, nel decreto di nomina.

        Gli incaricati dell'insegnamento nei corsi annuali di cui all'ultimo comma dell'art. 89 ricevono il trattamento previsto per gli incaricati delle università; per corsi di minore durata la retribuzione è fissata di concerto con il Ministro per il tesoro nel decreto di conferimento dell'incarico.

        Le indennità e i compensi stabiliti nel presente articolo sono cumulabili con il trattamento economico di servizio o di quiescenza e con ogni altra competenza [65].

 

 

Art. 91. Spese di funzionamento.

 

        Tutte le spese relative all'attività e al funzionamento dell'istituto diplomatico, ivi comprese quelle per i locali, per l'acquisto del materiale didattico e dei testi di studio nonché per la pubblicazione di dispense, sono a carico dei capitoli di spesa dello stato di previsione per il Ministero degli affari esteri, sottorubrica istituto diplomatico.

        Sono comprese tra le spese di cui al comma precedente quelle relative al vitto ed all'alloggio dei funzionari partecipanti ai corsi di formazione di cui all'art. 102, nonché dei funzionari accompagnatori preposti alla direzione dei corsi stessi, quando tali corsi prevedano periodi di applicazione in altre località di Italia o all'estero. In tali casi il trattamento di missione è ridotto ad un terzo.

 

 

Art. 92. Norme di attuazione.

 

        Il regolamento disciplina l'ordinamento amministrativo dell'Istituto, nonché l'utilizzazione da parte di esso del personale sia del Ministero sia di altre Amministrazioni.

        Il regolamento può determinare criteri e modalità per l'organizzazione di corsi di preparazione alla carriera diplomatica e di perfezionamento per il personale del Ministero, per l'ammissione e per la frequenza ad essi, per l'accertamento del profitto, per la concessione delle borse e dei premi di studio, per l'organizzazione di corsi di preparazione all'ammissione ad altre carriere [66] dell'Amministrazione.

        Il regolamento può prevedere anche la costituzione di un internato, disciplinandone il funzionamento e le modalità di gestione anche mediante apposite convenzioni. Esso stabilisce altresì ogni altra norma necessaria per l'attuazione delle disposizioni del presente titolo e per lo sviluppo dell'attività dell'istituto.

        Il regolamento è emanato sentiti anche il Comitato direttivo dell'istituto ed il Consiglio di amministrazione del Ministero.

 

 

PARTE SECONDA

 

IL PERSONALE

 

 

TITOLO I - Disposizioni generali

 

 

Art. 93 Carriere, ruoli e qualifiche speciali.

 

        Le carriere del personale dell'Amministrazione degli affari esteri sono:

- diplomatica.

        [ omissis ]        [67]

        Il personale dell'Amministrazione degli affari esteri esercita le funzioni inerenti al grado o alla qualifica rivestiti e alla carriera o ruolo cui appartiene. Fermo restando quanto stabilito per i funzionari della carriera diplomatica dall'art. 101, il personale può, per esigenze di servizio, essere incaricato temporaneamente di mansioni di altro grado o qualifica della stessa carriera o ruolo. Il personale di concetto, esecutivo e ausiliario in servizio all'estero che, promosso, si trovi ad occupare un posto non corrispondente a quello previsto per la nuova qualifica può continuare ad occupare il posto stesso per il tempo richiesto dalle esigenze di servizio.

        Al personale in servizio all'estero possono essere affidate altre funzioni o mansioni in aggiunta a quelle inerenti al posto di organico ricoperto, purché proprie del grado o della qualifica e della carriera o ruolo di appartenenza. Al predetto personale, qualunque sia la carriera o ruolo di appartenenza, possono essere altresì affidati temporaneamente, in rapporto a particolari esigenze di servizio, anche compiti diversi dalle funzioni o mansioni inerenti al posto di organico cui è assegnato.

                                                       [ omissis]  [68]    [69]

 

 

TITOLO II - Carriere

 

 

Capo I - Carriera diplomatica

 

 

Art. 99. Ordinamento speciale e funzioni.

 

        Ai funzionari appartenenti alla carriera diplomatica è affidato il servizio delle relazioni con l'estero. I funzionari diplomatici esercitano le loro funzioni, sul piano dei rapporti internazionali bilaterali e multilaterali, nei settori politico-diplomatico, consolare, economico, finanziario, commerciale, sociale e della emigrazione, culturale, di informazione e stampa, della cooperazione scientifica e tecnica.

        Ad essa si accede esclusivamente per concorso al grado iniziale; non è consentita alcuna immissione nella carriera diplomatica, né è consentito alcun trasferimento o passaggio ad essa da altre carriere, da altri ruoli o qualifiche, da altre Amministrazioni [70].

 

 

Art. 99-bis. Accesso alla carriera diplomatica.

 

        I requisiti per la partecipazione al concorso di ammissione alla carriera diplomatica, nonché le modalità di svolgimento del concorso ed i criteri di composizione della commissione giudicatrice sono stabiliti con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed integrazioni, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri, sentito il Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica per la parte relativa ai requisiti per la partecipazione al concorso connessi agli studi universitari. Fra le materie di esame sono incluse almeno due lingue straniere. Fra i titoli a cui viene attribuita particolare rilevanza ai fini del superamento del concorso sono inclusi: il conseguimento di titoli universitari post-laurea e di master universitari di primo e di secondo livello, il superamento degli appositi corsi di preparazione organizzati dall’Istituto diplomatico o da altri istituti individuati nel regolamento stesso, l’attività lavorativa a livello di funzionario già svolta presso Organizzazioni internazionali. Accanto alle prove miranti a valutare le conoscenze accademiche dei candidati, il regolamento dispone prove attitudinali, che mettano in evidenza la capacità dei candidati di affrontare l’attività diplomatica.

        Nei concorsi di ammissione alla carriera diplomatica il 15 per cento dei posti è riservato ai dipendenti del Ministero degli affari esteri inquadrati nell’area funzionale C, in possesso del titolo di studio richiesto per l’ammissione alla carriera diplomatica e con almeno cinque  anni di effettivo servizio nella predetta area o nella corrispondente qualifica funzionale di provenienza. I posti riservati, non utilizzati a favore di candidati interni, sono conferiti agli idonei. [71]

 

 

Art. 100. Specializzazioni e qualificazioni.

 

        La carriera diplomatica è costituita di un unico ruolo. I funzionari che la compongono possono possedere specializzazioni. Queste sono in materia commerciale, in materia sociale, per il vicino Oriente, per il medio ed estremo Oriente; con regolamento possono essere modificate le specializzazioni per materia e per area geografica e ne possono essere stabilite altre. I funzionari specializzati esercitano le funzioni della rispettiva specializzazione fino al grado di consigliere di Ambasciata incluso, secondo quanto disposto dal presente decreto e dal regolamento.

        Le specializzazioni che l'Amministrazione decida di attribuire di volta in volta a seconda delle esigenze di servizio sono acquisite:

a) nel concorso di ammissione;

b) durante il periodo di prova, mediante gli appositi corsi sia per l'approfondimento nella specializzazione conseguita col concorso sia per la preparazione ad una specializzazione qualora il numero degli specializzati nel concorso non sia risultato sufficiente alle esigenze dell'Amministrazione;

c) nel corso della carriera, con le modalità stabilite dal regolamento.

        I funzionari diplomatici, siano o meno specializzati, possono altresì conseguire, mediante appositi corsi o esperienze di servizio, particolari qualificazioni professionali secondo quanto disposto dal regolamento.

        Indipendentemente dal possesso o meno di specializzazioni o qualificazioni, i funzionari diplomatici possono essere indifferentemente utilizzati a seconda delle esigenze di servizio nei vari settori di attività indicati nell'art. 99.

 

 

Art. 101. Funzioni, gradi, dotazione organica.

 

        La carriera diplomatica, per la natura delle specifiche funzioni dirigenziali attribuite ai funzionari che ne fanno parte e per le esigenze dei rapporti con l’estero, è retta da un ordinamento speciale, caratterizzato dalla unitarietà del ruolo, come risulta dal presente decreto.

        I gradi della carriera diplomatica sono:

- ambasciatore;

- ministro plenipotenziario;

- consigliere di ambasciata;

- consigliere di legazione;

- segretario di legazione.

        In relazione al grado rivestito, i funzionari diplomatici esercitano:

        a)presso l’Amministrazione centrale, le funzioni del grado in relazione all’organizzazione del Ministero, secondo quanto previsto dal presente decreto e dal regolamento recante norme per l’individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale dell’Amministrazione centrale del Ministero degli affari esteri, emanato ai sensi dell’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

        b)presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, le funzioni  indicate  nella tabella 1 annessa al presente decreto.

        Il funzionario diplomatico che consegua l’avanzamento al grado superiore può continuare ad esercitare le precedenti funzioni per il tempo richiesto dalle esigenze di servizio.

        In deroga a quanto stabilito dal terzo comma, lettera b), del presente articolo, i funzionari diplomatici, purchè compresi in ordine di ruolo nei primi due terzi dell’organico del grado, possono essere destinati, per esigenze di servizio, a coprire posti all’estero cui corrispondono funzioni del grado immediatamente superiore, ai sensi della tabella 1, in sedi individuate con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, fatto salvo quanto è disposto nel sesto comma  per i capi di rappresentanza diplomatica.

        Con il medesimo decreto di cui al quinto comma del presente articolo sono altresì individuate le rappresentanze diplomatiche a cui possono essere preposti, per ragioni di servizio, consiglieri d’ambasciata compresi nei primi due terzi dell’organico del grado.

        Con decreto del Ministro degli affari esteri, all’atto del collocamento a riposo puo’ essere conferito al funzionario diplomatico, a titolo onorifico, il grado immediatamente superiore.

        Non possono essere conferiti a persone estranee alla carriera diplomatica gradi della carriera stessa e qualifiche diplomatiche e consolari, a titolo onorifico.

        La dotazione organica del personale della carriera diplomatica è quella stabilita nella tabella 2 annessa al presente decreto. [72]

 

 

Art. 102. Formazione e aggiornamento professionale.

 

        L’Amministrazione degli affari esteri provvede alla formazione e all’aggiornamento professionale del personale diplomatico nel corso dell’intera carriera. In particolare, essa organizza per il personale in servizio a Roma i seguenti corsi collegati alla progressione in carriera:

        a) corso di formazione professionale per i funzionari diplomatici in prova, della durata  di nove mesi, coincidente con il periodo di prova.

        b) corso di aggiornamento per i segretari di legazione, della durata complessiva di almeno sei mesi, propedeutico all’avanzamento al grado di consigliere di legazione;

        c) corso di aggiornamento per i consiglieri di ambasciata, della durata complessiva di almeno tre mesi, propedeutico all’avanzamento al grado di ministro plenipotenziario.

        I corsi previsti dal  primo comma del presente articolo si svolgono a cura dell’Istituto diplomatico, in eventuale collaborazione con la Scuola superiore della pubblica amministrazione, nonché con altre strutture per la loro esecuzione. Con decreto del Ministro degli affari esteri sono stabiliti i contenuti e le modalità di svolgimento di tali corsi  miranti ad assicurare l’aggiornamento dei funzionari diplomatici ai diversi livelli in relazione agli argomenti ritenuti prioritari dall’Amministrazione, tramite approfondimenti di natura teorica, nonché contatti con istituzioni, enti locali, settore privato ed imprenditoriale e mezzi di informazione. Durante lo svolgimento dei corsi il personale è esentato dal servizio negli uffici dell’Amministrazione.

        L’Amministrazione provvede ad organizzare per il personale diplomatico destinato ad una sede estera adeguate attività di preparazione ed informazione, di una durata complessiva non superiore a due mesi. Tale personale è autorizzato ad assentarsi dalla sede estera senza oneri aggiuntivi per l’Amministrazione. Con decreto del Ministro degli affari esteri sono stabiliti i contenuti e le modalità di svolgimento delle attività previste nel presente comma con la previsione, in particolare, di un periodo di approfondimento tematico presso la direzione generale competente per il paese o l’organizzazione internazionale di destinazione, nonché di contatti con  istituzioni, enti o centri di ricerca che trattano questioni rilevanti per i rapporti fra l’Italia e il paese o l’organizzazione internazionale di destinazione.

        Per il personale diplomatico che viene richiamato a Roma dal servizio all’estero sono previste apposite attività di aggiornamento, a cura dell’Istituto diplomatico, sulla evoluzione legislativa, politica, economica e culturale in Italia, con particolare riferimento agli specifici compiti che il funzionario è chiamato a svolgere presso l’Amministrazione centrale.

        L’Amministrazione può inviare, con trattamento di missione, funzionari diplomatici a seguire studi in materie particolari in Italia o all’estero per la durata massima di un anno. Possono essere destinati a seguire i predetti studi non più di dieci funzionari contemporaneamente. [73]

 

 

Art. 103. Periodo di prova.

 

        I vincitori del concorso di cui all’art. 99-bis del presente decreto sono nominati segretari di legazione in prova con decreto del Ministro degli affari esteri. Essi sono tenuti ad effettuare un periodo di prova della durata di nove mesi, coincidente con il corso di formazione di cui al primo comma, lettera a), dell’art. 102, che è computato a tutti gli effetti come servizio di ruolo nella qualifica iniziale.

        Al termine del periodo di prova i segretari di legazione in prova, previo giudizio di idoneità espresso dal Consiglio di amministrazione in base al risultato dei corsi, sono nominati, con decreto del Ministro degli affari esteri, segretari di legazione nell’ordine della graduatoria del concorso. Nel caso che il Consiglio di amministrazione esprima giudizio sfavorevole, il rapporto di impiego è risolto con decreto del Ministro degli affari esteri.

        I segretari di legazione in prova che, trovandosi in particolare posizione di stato per causa di servizio militare o per altri motivi, non possono partecipare al corso di formazione, seguono il primo corso successivo all’assunzione o alla riassunzione in servizio. Il servizio prestato negli uffici in attesa di partecipare al corso è calcolato quale periodo di prova negli uffici. Al termine del periodo di prova, e comunque non prima della ultimazione del corso di formazione, essi sono nominati segretari di legazione con le modalità indicate nel secondo comma del presente articolo e collocati nel grado nell’ordine della graduatoria del concorso. [74]    [75]

 

 

Art. 105. Avanzamenti nella carriera diplomatica. Periodicità.

 

        Per l’avanzamento al grado superiore il funzionario diplomatico, oltre ad aver disimpegnato egregiamente le funzioni del proprio grado, deve possedere i requisiti di carattere, intellettuali e di cultura, di preparazione e di formazione professionale necessari alle nuove funzioni. Per la promozione al grado di consigliere di ambasciata e le nomine ai gradi superiori i predetti requisiti debbono essere posseduti in modo eminente, in relazione alle funzioni di alta responsabilità da esercitare.

        Le nomine e le promozioni nella carriera diplomatica sono conferite nei limiti dei posti disponibili nel grado a cui si deve accedere e in tutti i gradi superiori del ruolo.

        Le nomine e le promozioni nella carriera diplomatica vengono effettuate annualmente per i posti disponibili alle date sotto indicate, ed entro il termine massimo di quattro mesi dalle date stesse:

        a) nomine al grado di ambasciatore ed al grado di ministro plenipotenziario:

    1° gennaio;

        b) promozioni al grado di consigliere di ambasciata ed al grado di consigliere di legazione: 1° luglio.

        Le nomine e le promozioni riguardano il personale in possesso dei requisiti prescritti alle date indicate nel terzo comma del presente articolo, e decorrono dal giorno successivo alle date suddette.[76]

 

 

Art. 105-bis. Commissioni per l’avanzamento nella carriera diplomatica.

 

        Ai fini dell’avanzamento nella carriera diplomatica sono istituite con decreto del Ministro degli affari esteri le seguenti Commissioni:

        a) Commissione per le promozioni al grado di consigliere di legazione. Essa è composta da un ambasciatore in servizio o a riposo, che la presiede, da un magistrato del Consiglio di Stato o della Corte dei conti e da tre funzionari diplomatici del grado di ministro plenipotenziario o consigliere di ambasciata. Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte da un funzionario di grado non inferiore a consigliere di legazione, in servizio presso la Direzione generale per il personale;

        b) Commissione per le promozioni al grado di consigliere di ambasciata. Essa è composta da un ambasciatore in servizio o a riposo, che la presiede, da un magistrato del Consiglio di Stato o della Corte dei conti e da tre funzionari diplomatici del grado di ministro plenipotenziario. Le funzioni di segretario della Commissione sono svolte da un funzionario di grado non inferiore a consigliere di ambasciata, in servizio presso la Direzione generale per il personale;

        c) Commissione consultiva per le nomine al grado di ministro plenipotenziario. Essa è composta dal Segretario generale, che la presiede, dal Direttore generale per il personale e da cinque membri scelti fra gli ambasciatori ed i ministri plenipotenziari. Dei membri della Commissione consultiva due, oltre al direttore generale del personale, devono esercitare funzioni di direttore generale presso l’Amministrazione centrale e tre, aventi il grado di ambasciatore, devono esercitare funzioni di capo di rappresentanza diplomatica all’estero. Le funzioni di segretario della Commissione sono esercitate dal membro meno anziano nel grado.

        Almeno due dei funzionari che compongono le Commissioni previste dal primo comma, lettere a) e b), del presente articolo sono scelti fra il personale in servizio all’estero. Ai lavori di tali Commissioni partecipa, in qualità di relatore e senza voto, il Direttore generale per il personale o, in caso di impedimento, il vice direttore generale.

        I membri delle Commissioni previste dal primo comma del presente articolo sono nominati ogni anno con decreto del Ministro degli affari esteri, su designazione del Consiglio di Amministrazione. Essi, ad eccezione del Segretario generale e del Direttore generale per il personale che sono membri permanenti della Commissione consultiva di cui al primo comma, lettera c), del presente articolo, non possono far parte della stessa Commissione più di una volta nel corso dello stesso biennio. Qualora durante l’anno uno dei membri delle Commissioni cessi dal servizio o dalle funzioni che costituivano il presupposto della sua nomina, o non possa comunque esercitare l’incarico affidatogli, per il residuo periodo viene nominato un altro membro.

        L’ispettore generale del Ministero e degli uffici all’estero, o chi ne fa le veci, può essere invitato dalle Commissioni a riferire su casi dei quali abbia avuto occasione di occuparsi.[77]

 

 

Art. 106. Valutazione periodica dei funzionari diplomatici appartenenti ai gradi di segretario di legazione e consigliere di legazione.

 

        Per i funzionari diplomatici appartenenti ai gradi di segretario di legazione e consigliere di legazione viene redatta al 31 dicembre di ogni anno una scheda di valutazione, secondo le modalità stabilite con regolamento da emanarsi, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni ed integrazioni,  con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri, dirette ad assicurare, nel rispetto dei principi generali vigenti in tale materia, la massima trasparenza ed oggettività delle valutazioni. La scheda contiene, tra l’altro, una dettagliata descrizione delle funzioni svolte dall'interessato, della situazione di carattere ambientale e delle difficoltà affrontate, l'indicazione dei risultati raggiunti rispetto agli obbiettivi assegnati, nonché una valutazione circa l’attitudine ad assumere maggiori responsabilità ed a svolgere le funzioni del grado superiore.

        La redazione della scheda di valutazione è effettuata per il personale in servizio a Roma dal funzionario preposto all’ufficio di livello dirigenziale presso il quale  il servizio è prestato; per il personale in servizio in un ufficio all’estero dal capo dell’ufficio stesso. Il redattore della scheda tiene conto di una relazione presentata dall’interessato sulle attività da lui svolte durante l’anno in esame, che rimane allegata alla scheda stessa. Il giudizio è integrato per il personale in servizio a Roma dal funzionario preposto all'ufficio di livello dirigenziale generale in cui il servizio è prestato; per il personale in servizio all'estero dal funzionario preposto alla direzione generale geografica competente per il paese in cui il servizio è svolto, oppure, qualora il servizio sia effettuato in una rappresentanza diplomatica permanente presso una organizzazione internazionale, dal funzionario preposto alla direzione generale che cura i rapporti con l'organizzazione stessa. Il giudizio complessivo viene attribuito dal Consiglio di amministrazione. [78]

 

 

Art. 106-bis. Valutazione periodica dei funzionari diplomatici appartenenti ai gradi di consigliere di ambasciata e ministro plenipotenziario.

 

        Per i funzionari diplomatici appartenenti ai gradi di consigliere di ambasciata e ministro plenipotenziario viene redatta ogni due anni, a partire dal 31 dicembre dell'anno successivo a quello di promozione nel grado, una relazione sul servizio prestato e sugli altri elementi indicati, rispettivamente, nel secondo comma dell'articolo 109 e nel secondo comma dell’articolo 109-bis del presente decreto. Nella relazione si tiene conto di un rapporto, che rimane allegato alla relazione stessa, presentato dall’interessato sulle attività da lui svolte nel biennio in esame e sulle iniziative poste in essere nell’interesse del servizio.

        La relazione prevista nel primo comma è redatta:

        a) per i funzionari in servizio presso l'Amministrazione centrale, dal funzionario preposto all'ufficio di livello dirigenziale generale in cui il servizio è prestato;

        b) per i funzionari in servizio presso rappresentanza diplomatiche o uffici consolari, dal capo della competente rappresentanza diplomatica;

        c) per i funzionari che prestano servizio fuori ruolo in una organizzazione internazionale, dal capo della rappresentanza diplomatica presso l'organizzazione stessa;

        d) per i funzionari che prestano servizio in posizione di fuori ruolo o di comando presso gli organi costituzionali o le Amministrazioni pubbliche, dal funzionario diplomatico dal quale eventualmente dipendano, ovvero dal Segretario generale sulla base degli elementi forniti dall'organo o Amministrazione nel cui ambito il servizio è prestato.

        Per i funzionari preposti a direzioni generali o uffici equiparati presso l'Amministrazione centrale, la relazione è redatta dal Segretario generale. Per i capi di rappresentanza diplomatica la relazione è redatta dal Segretario generale, anche sulla base di un apposito rapporto compilato dal funzionario preposto alla direzione generale geografica competente per il paese in cui il servizio è svolto, oppure, qualora si tratti di capo di rappresentanza presso un'organizzazione internazionale, di un apposito rapporto compilato dal funzionario preposto alla direzione generale che cura i rapporti con l'organizzazione stessa.

        La relazione illustra gli elementi che hanno caratterizzato la qualità dell'azione svolta dal funzionario e contiene un giudizio globale circa il modo in cui ha assolto le responsabilità affidategli, con specifico riferimento ai risultati raggiunti rispetto agli obiettivi assegnati, nonché sulla sua idoneità ad assolvere le alte responsabilità connesse al grado superiore.[79]

 

 

Art. 107. Promozione al grado di consigliere di legazione.

 

        Le promozioni al grado di consigliere di legazione sono effettuate fra i segretari di legazione che abbiano compiuto un periodo complessivo di dieci anni e mezzo di servizio effettivo nella carriera diplomatica, nel corso del quale:

        a) abbiano frequentato con profitto il corso di aggiornamento di cui al primo comma, lettera  b), dell’articolo 102 del presente decreto;

        b) abbiano prestato servizio, fatta eccezione per i funzionari indicati nella lettera c), per almeno quattro anni negli uffici all’estero o in organizzazioni internazionali, di cui almeno due nell’esercizio di funzioni consolari o commerciali per i funzionari non specializzati e nell’esercizio di funzioni della specializzazione per quelli specializzati;

        d) abbiano prestato servizio, se specializzati per aree geografiche, per almeno quattro anni in paesi situati nell’area di specializzazione;

        e) abbiano prestato servizio per almeno un anno e mezzo presso il Ministero degli affari esteri, gli Organi costituzionali o le Amministrazioni centrali dello Stato;

        f) abbiano prestato servizio per almeno due anni in sedi individuate nel decreto del Ministro degli affari esteri previsto dal quinto comma dell’articolo 101 del presente decreto.

        La valutazione dei segretari di legazione scrutinabili ai sensi del primo comma del presente articolo è effettuata dalla Commissione prevista dall’articolo 105 bis, primo comma, lettera a) del presente decreto, tenendo conto in particolare di quanto risulta dalle schede di valutazione annuale di cui all’articolo 106 del presente decreto, mediante l’attribuzione di punteggi numerici stabiliti con decreto del Ministro degli affari esteri, sulla base dei seguenti elementi:

        a) le attitudini e le capacità professionali, anche alla luce dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi assegnati;

        b) la rilevanza delle posizioni ricoperte e le circostanze politico-ambientali, nonché le altre condizioni qualificanti in cui la prestazione del servizio ha avuto luogo, quali l’assolvimento di compiti di particolare responsabilità presso l’Amministrazione centrale, la titolarità di uffici consolari, lo svolgimento di funzioni vicarie presso uffici all’estero, la permanenza in sedi disagiate e particolarmente disagiate;

        c) la valutazione finale ottenuta a conclusione del corso di aggiornamento di cui al primo comma, lettera b), dell’articolo 102 del presente decreto;

        d) altri titoli attinenti alla formazione, qualificazione, cultura professionale e conoscenze linguistiche;

        e) ogni altro eventuale elemento utile ai fini della valutazione del candidato.

        Nei limiti dei posti disponibili a norma dell’articolo 105 del presente decreto, conseguono la promozione al grado superiore i candidati a cui la Commissione abbia attribuito un punteggio non inferiore a quello minimo determinato con il decreto di cui al secondo comma del presente articolo [80].

 

 

Art. 108. Promozione al grado di consigliere di ambasciata.

 

        Le promozioni al grado di consigliere di ambasciata sono effettuate fra i consiglieri di legazione che nel loro grado abbiano maturato i seguenti requisiti:

        a)abbiano compiuto quattro anni di effettivo servizio;

        b) abbiano prestato servizio all’estero per almeno un anno in un diverso settore di attività oppure in una diversa area geografica, rispetto al servizio già svolto in qualità di segretari di legazione.

        Con decreto del Ministro degli affari esteri si provvede all’identificazione delle aree geografiche e dei settori di attività ai fini dell’applicazione del primo comma, lettera b), del presente articolo.

        La valutazione dei consiglieri di legazione scrutinabili ai sensi del primo comma del presente articolo è effettuata dalla Commissione prevista dall’articolo 105-bis, primo comma, lettera b), del presente decreto, ed è espressa in forma sintetica e senza applicazione di coefficienti numerici. Essa tiene conto, alla luce, in particolare, di quanto risulta dalle schede di valutazione annuale di cui all’articolo 106 del presente decreto,  della qualità del servizio prestato, degli incarichi svolti, dell’eventuale responsabilità di uffici al Ministero o reggenza di uffici all’estero, dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi assegnati, delle condizioni politico-ambientali in cui il servizio è stato svolto, della cultura, nonché della personalità del funzionario e della sua attitudine a ricoprire le funzioni del grado superiore. [81]

 

 

Art. 109. Nomina al grado di ministro plenipotenziario.

 

        Le nomine al grado di ministro plenipotenziario sono effettuate fra i consiglieri di ambasciata che nel loro grado abbiano maturato i seguenti requisiti:

        a) abbiano compiuto quattro anni di effettivo servizio;

        b) abbiano frequentato con profitto il corso di aggiornamento di cui al primo comma, lettera c), dell’articolo 102 del presente decreto;

        c) abbiano svolto per un periodo complessivo di almeno due anni una o più delle seguenti funzioni: capo ufficio presso l’Amministrazione centrale o altre Amministrazioni pubbliche, capo di consolato generale, primo consigliere presso una rappresentanza diplomatica, capo di rappresentanza diplomatica ai sensi del sesto comma dell’articolo 101 del presente decreto. Ai fini del calcolo del biennio, i periodi svolti nelle predette funzioni sono cumulabili fra loro.

        Le nomine al grado di ministro plenipotenziario sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta motivata del Ministro degli affari esteri. Le proposte devono tener conto di tutti gli elementi di valutazione di cui l’Amministrazione dispone in merito ai singoli funzionari, ed in particolare dei seguenti elementi: l’importanza e il modo di svolgimento delle funzioni nel corso dell’intera carriera, e soprattutto nel grado rivestito, con particolare riferimento alla titolarità degli uffici al Ministero o all’estero ed ai risultati conseguiti rispetto agli obiettivi assegnati, nonché a sedi, uffici e circostanze che richiedano particolare impegno e responsabilità; la qualità del servizio prestato, la cultura e la personalità mostrate nel corso della carriera; la valutazione finale ottenuta a conclusione del corso di aggiornamento previsto dal primo comma, lettera c), dell’articolo 102 del presente decreto; l’attitudine ad assolvere le alte funzioni corrispondenti al grado superiore; la durata complessiva e lo svolgimento della carriera; l’anzianità nel grado anche quale espressione dell’esperienza maturata. Questi elementi sono presi in considerazione per valutare unitariamente l’eminente idoneità alle nuove funzioni di ogni candidato.

        Per formulare le proposte di cui al secondo comma del presente articolo il Ministro degli affari esteri si avvale della Commissione consultiva prevista dal primo comma, lettera c), dell’articolo 105-bis del presente decreto. A tale fine la Direzione generale del personale trasmette alla predetta Commissione gli elementi informativi e valutativi disponibili in relazione a tutti i funzionari in possesso dei requisiti di cui al primo comma  del presente articolo, incluse le relazioni biennali di cui all’articolo 106-bis del presente decreto. La Commissione a sua volta trasmette al Ministro degli affari esteri gli elementi significativi e rilevanti della carriera di detti funzionari, con riferimento ai criteri di valutazione di cui al secondo comma del presente articolo, e indica i funzionari che essa considera i più meritevoli di essere nominati al grado di ministro plenipotenziario, fino ad un numero massimo due volte superiore rispetto ai posti disponibili. Il Ministro degli affari esteri sceglie, in vista della sua proposta al Consiglio dei Ministri, fra tutti i funzionari indicati dalla Commissione. [82]

 

 

Art. 109-bis. Nomina al grado di ambasciatore.

 

        Le nomine al grado di ambasciatore sono effettuate fra i ministri plenipotenziari che abbiano compiuto sette anni di effettivo servizio nel loro grado.

        Le nomine al grado di ambasciatore sono conferite con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta motivata del Ministro degli affari esteri. Le proposte devono tener conto di tutti gli elementi di valutazione di cui l’Amministrazione dispone in merito ai singoli funzionari, ed in particolare dei seguenti elementi: l’importanza e il modo di svolgimento delle funzioni nel corso dell’intera carriera, e soprattutto nel grado rivestito, con particolare riferimento alla titolarità degli uffici al Ministero o all’estero ed ai risultati raggiunti rispetto agli obiettivi assegnati, nonché a sedi, uffici e circostanze che richiedano particolare impegno e responsabilità; la qualità del servizio prestato, la cultura e la personalità mostrate nel corso della carriera; l’attitudine ad assolvere le alte funzioni corrispondenti al grado superiore; la durata complessiva e lo svolgimento della carriera; l’anzianità nel grado anche quale espressione dell’esperienza maturata. Questi elementi sono presi in considerazione per valutare unitariamente l’eminente idoneità alle nuove funzioni di ogni candidato.

        Al fine della formulazione delle proposte di cui al secondo comma del presente articolo, il Ministro degli affari esteri acquisisce gli elementi informativi e valutativi di cui l’Amministrazione dispone, incluse le relazioni biennali di cui all’articolo 106-bis del presente decreto in relazione a tutti i funzionari in possesso dei requisiti di cui al primo comma del presente articolo. [83]

 

 

Art. 110. Avvicendamenti.

 

        I funzionari diplomatici vengono destinati ad ogni sede estera per un periodo minimo di due anni e uno massimo di quattro anni. Nel caso di sedi disagiate o particolarmente disagiate il periodo massimo è ridotto a tre anni.

        I funzionari diplomatici in servizio in sede disagiata o particolarmente disagiata possono chiedere di permanere nella sede per un ulteriore periodo di un anno fino a quattro anni complessivi, purché la richiesta venga presentata entro il 31 dicembre dell’anno precedente quello in cui scade il termine massimo previsto dal primo comma del presente articolo.

        L’Amministrazione dispone che i trasferimenti abbiano luogo, salvo particolari esigenze di servizio, nei mesi di giugno, luglio e agosto di ogni anno.

        I funzionari diplomatici non possono rimanere in servizio all’estero per più di otto anni consecutivi, detratte le interruzioni di servizio fra sede e sede. Successivamente al periodo di servizio all’estero, essi prestano servizio a Roma per un periodo non inferiore a due anni.

        Ai fini dell’applicazione del quarto comma del presente articolo, si considera servizio all’estero anche quello prestato presso le organizzazioni internazionali in posizione di fuori ruolo.

        Per esigenze di servizio o gravi ragioni personali, il Ministro può disporre deroghe alle disposizioni contenute nel presente articolo, sentito, per i capi di rappresentanza diplomatica, il Consiglio dei Ministri e, per gli altri funzionari diplomatici, il Consiglio di Amministrazione. [84]

 

 

Art. 110-bis. Assegnazione di posti presso gli uffici all’estero.

 

        Con comunicazione diretta a tutti gli uffici a Roma ed all’estero, l’Amministrazione dà notizia, durante il mese di gennaio di ogni anno, dei posti all’estero che devono essere ricoperti nel corso dello stesso anno. I posti vengono assegnati ai funzionari che presentino la propria candidatura, sulla base dei seguenti criteri:

        a) specifiche attitudini professionali del candidato rispetto al posto da ricoprire, quali sono desumibili dalla eventuale specializzazione, dalle precedenti esperienze di lavoro, dalla conoscenza di particolari lingue, dalla qualità del servizio precedentemente prestato;

        b) esigenza di maturare i requisiti previsti per l’avanzamento ai gradi superiori;

        c) alternanza tra sedi di maggiore e minore disagio;

        d) anzianità di servizio;

        e) anzianità di permanenza presso l'Amministrazione centrale.

        Qualora nel corso dell’anno si verifichi la necessita’ di coprire con urgenza ulteriori posti all’estero, oltre quelli di cui al primo comma del presente articolo, l’Amministrazione ne pubblicizza la lista e li assegna in base ai medesimi criteri indicati nel predetto comma.

        Il Ministro degli affari esteri, nel proporre al Consiglio dei Ministri i funzionari da nominare come capi delle rappresentanze diplomatiche, sceglie i funzionari che a suo giudizio possiedono le qualità più idonee per svolgere il miglior servizio nell’interesse dello Stato.

        Successivamente alla delibera del Consiglio dei Ministri, e prima della richiesta di gradimento ai governi di accreditamento o della comunicazione alle organizzazioni internazionali presso le quali il servizio deve essere svolto, il Ministro degli affari esteri fornisce un'informativa alle competenti Commissioni parlamentari circa le nomine deliberate. [85]

 

 

Art. 111. Collocamento a disposizione.

 

        Qualora non risulti possibile il proficuo utilizzo di un funzionario diplomatico, per ripetuta valutazione negativa delle sue prestazioni, il funzionario stesso, previa contestazione e contraddittorio, può essere collocato a disposizione del Ministero senza incarico. Nel caso di ambasciatori o ministri plenipotenziari, si provvede con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta motivata del Ministro degli affari esteri. Nel caso di funzionari aventi grado inferiore, si provvede con decreto del Ministro degli affari esteri, previo parere del Consiglio di amministrazione.

        Il periodo di disposizione non può eccedere i due anni. Trascorso il suddetto periodo senza che sia stato altrimenti disposto, i funzionari già collocati a disposizione sono collocati a riposo con decreto del Ministro degli affari esteri.

        I funzionari a disposizione continuano a percepire la componente stipendiale di base e gli altri assegni di carattere fisso spettanti al personale in servizio al Ministero, con esclusione delle indennità collegate alla posizione ed al risultato. [86]

 

 

Art. 112. Procedimento negoziale per la disciplina di alcuni aspetti del rapporto di impiego.

 

I seguenti aspetti del rapporto di impiego del personale della carriera diplomatica, relativamente al servizio prestato in Italia, sono disciplinati sulla base di un procedimento negoziale tra una delegazione di parte pubblica, composta dal Ministro per la funzione pubblica, che la presiede, e dai Ministri degli affari esteri e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, o dai Sottosegretari di Stato rispettivamente delegati, ed una delegazione delle organizzazioni sindacali rappresentative del personale diplomatico, con cadenza quadriennale per gli aspetti giuridici e biennale per quelli economici, i cui contenuti sono recepiti con decreto del Presidente della Repubblica:

        a) il trattamento economico, strutturato sulla base dei criteri indicati nei commi seguenti;

        b) l’orario di lavoro;

        c) il congedo ordinario e straordinario;

        d) la reperibilità;

        e) l’aspettativa per motivi di salute e di famiglia;

        f) i permessi brevi per esigenze personali;

        g) le aspettative ed i permessi sindacali.

        Ai fini dell’applicazione del primo comma del presente articolo si considerano rappresentative del personale diplomatico le organizzazioni sindacali che abbiano una rappresentatività non inferiore al cinque per cento, calcolata sulla base del dato associativo espresso dalla percentuale delle deleghe per il versamento dei contributi sindacali rispetto al totale delle deleghe rilasciate nell’ambito considerato.

        La delegazione sindacale è individuata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro degli affari esteri.

        Il procedimento negoziale si svolge secondo le seguenti modalità:

        a) la procedura negoziale è avviata dal Ministro per la funzione pubblica almeno quattro mesi prima della scadenza dei termini di cui al primo comma del presente articolo. Le trattative si concludono con la sottoscrizione di un’ipotesi di accordo;

        b) le organizzazioni sindacali dissenzienti possono trasmettere al Presidente del Consiglio dei  Ministri ed ai Ministri che compongono la delegazione di parte pubblica le loro osservazioni entro il termine di cinque giorni dalla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo;

        c) l’ipotesi di accordo è corredata da prospetti contenenti l’individuazione del personale interessato, i costi unitari e gli oneri riflessi del trattamento economico, nonché la quantificazione complessiva della spesa, diretta ed indiretta, con l’indicazione della copertura finanziaria complessiva per l’intero periodo di validità. L’ipotesi di accordo non può in ogni caso comportare, direttamente o indirettamente, anche a carico di esercizi successivi, impegni di spesa eccedenti rispetto a quanto stabilito nel documento di programmazione economico-finanziaria approvato dal Parlamento, nella legge finanziaria e nel provvedimento collegato, nonché nel bilancio;

        d) entro quindici giorni dalla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo il Consiglio dei Ministri, verificate le compatibilità finanziarie ed esaminate le eventuali osservazioni di cui alla lettera b), approva l’ipotesi di accordo, i cui contenuti sono recepiti con decreto del Presidente della Repubblica, per il quale si prescinde dal parere del Consiglio di Stato.

        Il procedimento negoziale di cui al primo comma del presente articolo, in relazione alla specificità ed unitarietà di ruolo della carriera diplomatica, assicura, nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili, sviluppi omogenei e proporzionati secondo appositi parametri, in tale sede definiti, rapportati alla figura apicale, del trattamento economico del personale della carriera diplomatica. Il trattamento economico è onnicomprensivo, con soppressione di ogni forma di automatismo stipendiale, ed è articolato in una componente stipendiale di base, nonché in altre due componenti, correlate la prima alle posizioni funzionali ricoperte e agli incarichi e alle responsabilità esercitati e la seconda ai risultati conseguiti rispetto agli obiettivi assegnati.

        La componente stipendiale di base verrà determinata tenendo conto dell’esigenza di realizzare un proporzionato rapporto fra quella dell’ambasciatore e quelle di ciascuno dei rimanenti gradi della carriera diplomatica.

        La graduazione delle posizioni funzionali ricoperte dai funzionari diplomatici durante il servizio prestato in Italia, sulla base dei livelli di responsabilità e di rilevanza degli incarichi assegnati, è effettuata con decreto del Ministro degli affari esteri, sentite le organizzazioni sindacali di cui al secondo comma del presente articolo. La componente del trattamento economico correlata alle posizioni funzionali ricoperte ed agli incarichi e alle responsabilità esercitati, verrà attribuita, tramite il procedimento negoziale di cui al primo comma del presente articolo, a tutto il personale della carriera diplomatica, mantenendo un proporzionato rapporto con quella individuata per le posizioni funzionali e gli incarichi del livello più elevato.

        La componente del trattamento economico correlata ai risultati conseguiti, con le risorse umane ed i mezzi disponibili, rispetto agli obiettivi assegnati, verrà attribuita tenendo conto della efficacia, della tempestività e della produttività del lavoro svolto dai funzionari diplomatici. Con decreto del Ministro degli affari esteri, sentite le organizzazioni sindacali di cui al secondo comma del presente articolo, si provvederà alla individuazione delle modalità per la valutazione dei risultati conseguiti dai singoli funzionari.

        Per il finanziamento delle componenti retributive di posizione e di risultato, è costituito un apposito fondo, nel quale confluiscono tutte le risorse finanziarie, diverse da quelle destinate allo stipendio di base, individuate a tale scopo tramite il procedimento negoziale.[87]

 

 

Art. 113. Stato matricolare e documenti personali.

 

        Per ciascun funzionario diplomatico è tenuto uno stato matricolare in cui sono indicati i servizi di ruolo e quelli non di ruolo eventualmente prestati in precedenza allo Stato e ad altri enti pubblici; i provvedimenti relativi alla nomina, allo stato, alla carriera e al trattamento economico, i decreti di riscatto dei servizi non di ruolo e le decisioni giurisdizionali sugli atti predetti. È indicato altresì lo stato di famiglia con le relative variazioni che il funzionario ha l'obbligo di comunicare all'ufficio.

        I documenti interessanti la carriera sono tenuti in libretti o fascicoli personali secondo le modalità che, in relazione alle particolari esigenze del servizio all'estero e alla natura delle carte, sono stabilite dal regolamento.

 

 

Capo II - Carriera direttiva amministrativa [88]

 

 

Art. 114. Funzioni.

 

        I funzionari della carriera direttiva amministrativa [89] in servizio presso l'Amministrazione centrale sono di norma preposti o assegnati, in corrispondenza a quanto stabilito nell'art. 17, a gruppi di uffici, uffici o reparti cui siano attribuiti i seguenti compiti:

a) applicazione delle norme di contabilità generale dello Stato e gestione in particolare dei capitoli di bilancio;

b) amministrazione dei beni patrimoniali di pertinenza dell'Amministrazione degli affari esteri;

c) attività giuridico-amministrativa attinente alla applicazione di leggi e regolamenti di carattere tecnico-amministrativo;

d) organizzazione e funzionamento di servizi tecnici.

        I funzionari predetti in servizio presso gli uffici all'estero esercitano in particolare le funzioni inerenti alla gestione amministrativa e patrimoniale dell'ufficio secondo quanto stabilito dall'art. 75 e le altre previste dall'art. 77. A seconda delle esigenze di servizio essi possono essere incaricati di altri compiti tra cui quelli di sovraintendere ai servizi tecnici e di svolgere, se in servizio presso una Missione diplomatica, le funzioni consolari di cui al primo e al secondo comma dell'art. 39.

        Per esigenze di servizio, sulle quali il Ministro richiederà il parere del Consiglio di amministrazione, ai funzionari predetti possono peraltro essere conferite funzioni consolari di direzione o di collaborazione.

        Il personale della carriera direttiva amministrativa può prestare servizio all'estero in numero complessivo non superiore al 50% dell'organico del ruolo [90].

 

 

Capo III - Carriere di concetto [91]

Art. 123. Particolari incarichi agli impiegati delle carriere di concetto. [92]

 

        I cancellieri capi e gli assistenti commerciali capi, che siano compresi nella prima metà dell'organico della qualifica, che abbiano non meno di trenta anni di servizio, di cui almeno venti trascorsi all'estero nel corso della carriera e che, a giudizio del Consiglio di amministrazione, siano forniti di particolari qualificazioni professionali, possono essere destinati a occupare posti di vice console.

        I cancellieri capi e gli assistenti commerciali capi possono essere destinati a occupare posti di agenti consolari.

        Sono affidati ad impiegati della carriera di cancelleria l'incarico speciale di capo della tipografia riservata e del centro fotorotolitografico e quello di capo del centro meccanografico. Gli incarichi stessi sono attribuiti con decreto del Ministro su proposta del Consiglio di amministrazione ad impiegati con qualifica non inferiore a quella di cancelliere superiore o anche, purché aventi dieci anni di servizio nella qualifica, di cancelliere principale.

 

 

Capo IV - Carriera esecutiva [93]

 

 

Art. 128. Particolare impiego all'estero di esperti per i servizi tecnici.

 

        Gli esperti per i servizi tecnici che siano compresi, per ordine di ruolo, nella prima metà dell'organico della qualifica, abbiano non meno di 30 anni di servizio, di cui almeno 20 trascorsi all'estero, nel corso della carriera, e, a giudizio del Consiglio d'amministrazione, siano forniti di particolari qualificazioni professionali, possono essere destinati a ricoprire all'estero i posti di cancelliere di cui al quarto comma lettera d) dell'art. 118. Si applicano ove del caso le disposizioni dell'art. 76. [94]

 

 

Capo V - Carriere ausiliarie [95]

 

 

Art. 129. Carriera ausiliaria e carriera ausiliaria tecnica. [96]

 

        Gli impiegati della carriera ausiliaria esercitano le mansioni di cui all'art. 189 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1_ gennaio 1957, n. 3. Agli impiegati della carriera ausiliaria in servizio all'estero che, muniti di patente di guida, ne facciano domanda possono essere affidate, in rapporto alle esigenze di servizio, mansioni d'autista previo accertamento mediante prova pratica della loro idoneità.

        La carriera del personale ausiliario comprende le seguenti qualifiche:

commesso capo;

commesso;

usciere capo;

usciere;

inserviente.

        La carriera ausiliaria tecnica comprende le seguenti qualifiche:

agente tecnico capo;

agente tecnico.

        Gli impiegati della carriera ausiliaria tecnica sono addetti alla guida ed alla manutenzione degli automezzi. Possono essere loro affidate mansioni della carriera ausiliaria qualora siano in servizio all'estero o qualora abbiano perduto l'idoneità fisica alla guida degli automezzi. I commessi capi provenienti dagli agenti tecnici capi continuano ad esercitare le precedenti funzioni; essi possono altresì essere addetti ai servizi delle autorimesse o essere impiegati nelle mansioni della carriera ausiliaria

 

 

Art. 130. Accesso alle carriere ausiliarie - Promozioni - Servizio all'estero.[97]

 

                                            [........omissis.......]

        Gli impiegati delle carriere ausiliarie possono essere destinati a prestare servizio presso gli uffici all'estero per un periodo non superiore a dieci anni ed entro un limite massimo complessivo fissato dal regolamento, sempre che abbiano compiuto un anno e mezzo di servizio presso l'amministrazione centrale. Dopo un periodo di servizio all'estero non possono esservi nuovamente destinati se non dopo un periodo di almeno due anni di servizio al Ministero.

        Gli impiegati delle carriere ausiliarie occupano presso gli uffici all'estero posti in corrispondenza con la qualifica posseduta.

        Gli impiegati medesimi seguono corsi elementari di lingue prima di essere destinati all'estero.

 

 

TITOLO III - Ruoli e qualifiche speciali [98]

 

 

Capo I - Personale della ricerca storico-diplomatica e della biblioteca  [99]

Art. 133. Studi. [100]

 

        Il sopraintendente all'archivio storico-diplomatico [101] ed il personale del ruolo degli esperti nella ricerca storico-diplomatica [102] può essere inviato a seguire in Italia o all'estero corsi relativi a specifici studi per l'approfondimento di particolari problemi e di determinati settori della ricerca storico-diplomatica. Non può essere destinato a seguire i predetti studi più di un esperto alla volta. Lo stesso esperto non può essere destinato a seguire gli studi stessi per un periodo complessivamente superiore a tre anni. [103]

 

 

Capo II - Esperti in lingue estere e in crittografia [104]

 

 

Capo III - Ingegneri-architetti  [105]

 

 

Capo IV - Ruoli e qualifiche speciali di concetto ed esecutive [106]

TITOLO IV - Norme comuni

 

 

Art. 142. Comportamento del personale.

 

        Il personale dell'Amministrazione degli affari esteri è tenuto a comportarsi con particolare discrezione e riservatezza.

        Inoltre il personale in servizio all'estero deve ispirare in special modo la sua condotta sia in privato che in ufficio e in pubblico ai più rigorosi principi di disciplina, correttezza e decoro imposti dai maggiori doveri derivanti dalle funzioni rappresentative proprie o dell'ufficio di cui fa parte e dal rispetto delle leggi e degli usi locali.

 

 

Art. 143. Congedi e permessi al personale all'estero.

 

        La durata del congedo ordinario o delle ferie del personale in servizio all'estero è aumentata, per le necessità inerenti al servizio, di un decimo, in relazione al periodo di effettivo servizio ivi prestato.

         Per il personale in servizio nelle sedi disagiate e in quelle particolarmente disagiate di cui all'articolo 144, i periodi di congedo ordinario annuale o di ferie stabiliti per gli impiegati civili dello Stato, modificato secondo il disposto del primo comma, sono aumentati, rispettivamente, di 7 e di 10 giorni lavorativi.

        Il congedo ordinario e le ferie sono irrinunciabili e possono essere fruiti anche in periodi di diversa durata compatibilmente con le esigenze di servizio.

        Il congedo ordinario e le ferie possono essere interrotti per motivi di servizio su disposizione del Ministero.

        I periodi di congedo ordinario e di ferie comprensivi degli aumenti di cui al presente articolo possono essere cumulati fino ad un massimo di quattro mesi. [107]

 

 

Art. 144. Residenze disagiate.

 

        Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica sono stabilite le residenze da considerarsi disagiate per le condizioni di vita o di clima, tenendo anche conto della notevole distanza dall'Italia, e le residenze da considerarsi particolarmente disagiate per le più gravose condizioni di vita o di clima .

        Il servizio prestato nelle residenze disagiate e particolarmente disagiate è computato ai fini del trattamento di quiescenza, con un aumento rispettivamente di sei e di nove dodicesimi, nei limiti massimi previsti dalla normativa vigente. Nel servizio suddetto sono computati i periodi di viaggio da una ad altra sede disagiata e di congedo ordinario o di ferie.

        Ai fini del computo del servizio in particolari sedi richiesto dagli articoli 107, 122 e 127, il periodo di servizio nelle residenze particolarmente disagiate è valutato con un aumento di sei dodicesimi.

        Il personale in servizio nelle residenze particolarmente disagiate è trasferito a richiesta dopo due anni di effettiva permanenza nella stessa residenza. Salvo che con il consenso dell'interessato o per particolari esigenze di servizio, il predetto personale non può essere destinato a prestare servizio consecutivamente in altra sede particolarmente disagiata. [108]    [109]

 

 

Art. 147. Commissione di disciplina e norme particolari sul procedimento disciplinare.

 

        La Commissione di disciplina per il personale della Amministrazione degli affari esteri è nominata per un biennio con decreto del Ministro ed è composta di cinque funzionari dei quali uno di grado non inferiore a Ministro plenipotenziario di II classe [110] che la presiede e quattro di grado non inferiore a consigliere di Ambasciata.

        L'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero, o chi ne fa le veci, può essere invitato dalla Commissione di disciplina a riferire sui casi dei quali abbia avuto occasione di occuparsi.

        Al personale in servizio all'estero che chieda di prendere visione degli atti del procedimento ai sensi del secondo comma dell'art. 111 del testo unico approvato con D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, è rimessa copia degli atti stessi .

        Al personale in servizio all'estero che intervenga alla trattazione orale spetta il trattamento previsto per il personale chiamato temporaneamerite in Italia per ragioni di servizio.

        I termini previsti dalle disposizioni sul procedimento disciplinare sono raddoppiati per il personale in servizio all'estero. [111]

 

 

Art. 148. Pubblicazioni e conferenze.

 

        I dipendenti dell'Amministrazione degli affari esteri e coloro che svolgono attività nell'ambito dell'Amministrazione stessa sono tenuti, quando non si tratti di esercizio di funzioni di ufficio, ad ottenere la preventiva autorizzazione del Ministero per pubblicare scritti, anche non firmati, effettuare conferenze o interventi orali in pubblico o diretti al pubblico, concedere interviste o parteciparvi, su argomenti di carattere politico connessi con l'attività dell'Amministrazione o che comunque abbiano attinenza con le relazioni internazionali.    [112]

TITOLO V - Operai   [113]

 

 

TITOLO VI - Impiegati assunti a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura all'estero [114]

Art. 152. Contingente e durata del contratto.

 

        Le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari di I categoria e gli Istituti italiani di cultura possono assumere personale a contratto per le proprie esigenze di servizio, previa autorizzazione dell'Amministrazione centrale, nel limite di un contingente complessivo pari a 1827 unità per le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari ed a 450 unità per gli Istituti italiani di cultura. Gli impiegati a contratto svolgono le mansioni previste nei contratti individuali, tenuto conto dell'organizzazione del lavoro esistente negli uffici all'estero.

        Il contratto di assunzione è stipulato a tempo indeterminato, con un periodo di prova di nove mesi, alla scadenza del quale, sulla base di una relazione del capo dell'ufficio, si provvede a disporre la conferma o la risoluzione del contratto.

 

 

Art. 153. Assunzione di impiegati temporanei.

 

        Le rappresentanze diplomatiche, gli uffici consolari e gli Istituti italiani di cultura possono essere autorizzati a sostituire con impiegati temporanei, per il tempo di assenza dal servizio e comunque per periodi di tempo non superiori a sei mesi, gli impiegati a contratto che si trovino in una delle situazioni che comportano la sospensione del trattamento economico.

        Per particolari esigenze di servizio, gli uffici all'estero possono essere autorizzati ad assumere, nei limiti del contingente di cui all'art. 152, impiegati temporanei per periodi non superiori a sei mesi. Detti contratti sono suscettibili, stante il perdurare delle particolari esigenze di servizio, di un solo rinnovo per un periodo non superiore a sei mesi.

        Gli impiegati assunti con contratto temporaneo non possono essere assunti con nuovo contratto temporaneo se non dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dalla scadenza del loro precedente rapporto di impiego.

 

   

    Art. 154. Regime dei contratti.

 

        Per quanto non espressamente disciplinato dal presente titolo, i contratti sono regolati dalla legge locale. Fermo restando quanto disposto in materia dalle norme di diritto internazionale generale e convenzionale, competente a risolvere le eventuali controversie che possano insorgere dall'applicazione del presente decreto è il foro locale.

        Le rappresentanze diplomatiche, o, in assenza, gli uffici consolari di prima classe accertano, sentite anche le rappresentanze sindacali in sede, la compatibilità del contratto con le norme locali a carattere imperativo e assicurano in ogni caso l'applicazione delle norme locali più favorevoli al lavoratore in luogo delle disposizioni del presente titolo. Le condizioni contrattuali devono comunque essere adeguate a garantire l'assunzione degli elementi più qualificati.

 

 

Art. 155. Requisiti e modalità per l'assunzione.

 

        Possono essere assunti a contratto coloro che siano effettivamente residenti da almeno due anni nel Paese dove ha sede l'ufficio presso cui prestare servizio, abbiano compiuto il diciottesimo anno di età e siano di costituzione fisica idonea all'espletamento delle mansioni per le quali debbono essere impiegati. Per le assunzioni di cui all'art. 153, si prescinde dal requisito della residenza.

        Le persone da assumere devono dimostrare di possedere l'attitudine e le qualificazioni professionali necessarie per lo svolgimento delle mansioni cui dovranno essere preposti. Nella valutazione dell'attitudine si tiene conto, fra l'altro, della conoscenza delle lingue italiana e locale, o veicolare, dell'ambiente e degli usi locali, del corso di studi effettuati e dei titoli conseguiti, nonché delle precedenti esperienze lavorative con mansioni almeno equivalenti a quelle previste dal bando di assunzione o, nel caso di impiegati in servizio, immediatamente inferiori. Anche nell'ambito della promozione culturale sono da considerarsi imprescindibili la conoscenza della lingua italiana e di quella locale, o veicolare eventualmente in uso nel Paese, nonché la conoscenza dell'ambiente e degli usi locali.

        Le condizioni di cui al comma precedente sono stabilite con apposito decreto del Ministro degli affari esteri, sentite le OO.SS., e sono accertate mediante idonee prove d'esame che garantiscano l'imparzialità e la trasparenza. Il Ministero autorizza gli uffici interessati a stipulare il contratto sulla base del  risultato delle  prove. I contratti sono approvati con decreto ministeriale.

 

 

Art. 156. Doveri dell'impiegato.

 

Nel contratto sono particolarmente richiamati, fra i doveri dell'impiegato gli obblighi: di fedeltà; di prestare la propria opera con la massima diligenza nel disimpegno delle mansioni che gli sono affidate; della disciplina; dell'osservanza del segreto d'ufficio; di conformarsi nei rapporti d'ufficio al principio di un'assidua e solerte collaborazione; di tenere nei confronti del pubblico un comportamento conforme al prestigio dell'ufficio all'estero e tale da stabilire rapporti di fiducia; di adeguare la condotta anche privata alla dignità dell'ufficio; di non esercitare altre attività lavorative.

 

 

Art. 157. Retribuzione.

 

        La retribuzione annua base è fissata dal contratto individuale tenendo conto delle condizioni del mercato del lavoro locale, del costo della vita e, principalmente, delle retribuzioni corrisposte nella stessa sede da rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, istituzioni culturali di altri Paesi, in primo luogo di quelli dell'Unione Europea, nonché da organizzazioni internazionali. Si terrà altresì conto delle eventuali indicazioni di massima fornite annualmente dalle OO.SS. La retribuzione deve comunque essere congrua ed adeguata a garantire l'assunzione degli elementi più qualificati.

        La retribuzione annua base è suscettibile di revisione in relazione alle variazioni dei termini di riferimento di cui al precedente comma e all'andamento del costo della vita.

        La retribuzione annua base è determinata in modo uniforme per Paese e per mansioni omogenee. Può essere consentita in via eccezionale, nello stesso Paese, una retribuzione diversa per quelle sedi che presentino un divario particolarmente sensibile nel costo della vita.

        La retribuzione è di norma fissata e corrisposta in valuta locale, salva la possibilità di ricorrere ad altra valuta in presenza di particolari motivi. Agli effetti di cui al presente titolo, il corrispettivo in lire della retribuzione corrisposta all'estero viene calcolato secondo un tasso di ragguaglio stabilito ai sensi dell'art. 209.

 

 

Art. 157 bis. Assegno per il nucleo familiare.

 

        L'assegno per il nucleo familiare è regolato dall'art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n.153, fatta salva l'applicazione della normativa locale se più favorevole al lavoratore.

 

 

Art. 157 ter. Orario di lavoro, orario di servizio e festività.

 

        La durata normale dell'orario di lavoro è fissata dal contratto nel rispetto di quanto stabilito dall'art. 154.

        Gli impiegati a contratto sono tenuti a svolgere le proprie mansioni nei limiti dell'orario di lavoro stabilito dal contratto, all'interno dell' orario di servizio stabilito dal capo dell'ufficio. L'orario di lavoro non può essere comunque superiore a quello previsto per gli impiegati di ruolo in Italia.

        Il personale assunto a contratto beneficia dello stesso numero di giornate festive retribuite previste dal calendario delle festività osservate dalla sede di servizio. Qualora la normativa locale imponga la concessione di un numero superiore di giornate festive retribuite e il dipendente decida di avvalersene, il periodo di ferie di cui all'art. 157 quater viene ridotto in misura corrispondente.

        Per particolari esigenze di servizio il capo dell'ufficio può richiedere anche agli impiegati a contratto di prolungare la prestazione di lavoro oltre l'orario di servizio normalmente previsto, salvo recupero da effettuarsi secondo le modalità previste per il personale in servizio nella stessa sede.

 

 

Art. 157 quater. Ferie.

 

        Il periodo di ferie per il personale a contratto è di 26 giorni lavorativi, in aggiunta ai sei giorni di cui alla legge 23 dicembre 1977, n. 937. Sono concessi periodi superiori ove disposto dalla legislazione locale.

        Il dipendente assunto ai sensi dell'art. 153 ha diritto ad un periodo di ferie in proporzione alla durata del suo rapporto di impiego.

        Il dipendente non può rinunciare alle ferie. Per esigenze di servizio il godimento delle ferie può essere rimandato all'anno successivo. Non possono essere cumulati più di due periodi di ferie annuali.

 

 

Art. 157 quinquies. Permessi.

 

        Agli impiegati a contratto a tempo indeterminato sono concessi permessi, in occasione di eventi familiari particolarmente rilevanti, determinati con decreto del Ministro degli affari esteri in misura non superiore a quella prevista per il restante personale.

        Il lavoratore ha l'obbligo di esibire all'ufficio di appartenenza regolare documentazione. Durante i permessi egli ha diritto all'intera retribuzione per un periodo comunque non superiore a 15 giorni nell'anno solare, esclusi dal computo i giorni relativi al permesso per contrarre matrimonio.

 

 

Art. 157 sexies. Assenze dal servizio.

 

        L'astensione obbligatoria e facoltativa per gravidanza e puerperio è regolata dalla legge italiana, salva l'applicazione della normativa locale se più favorevole alla lavoratrice.

        Per i contratti a tempo indeterminato, in caso di malattia, all'impiegato assente spetta l'intera retribuzione per i primi 45 giorni e, nei successivi 15 giorni, la retribuzione ridotta di un quinto. Superato tale periodo, possono essere concessi ulteriori sei mesi senza retribuzione. Trascorso tale periodo massimo di 240 giorni, durante il quale il lavoratore ha diritto alla  conservazione  del  posto,  si può procedere alla risoluzione del rapporto di impiego.

        Superato il periodo di prova, per gravi motivi personali o di famiglia all'impiegato può essere autorizzata un'assenza dal servizio non retribuita per non più di tre mesi.

        La durata complessiva di assenza dal servizio fruita ai sensi del presente articolo, eccettuati i periodi di cui al primo comma non può superare i dodici mesi in un quinquennio.

 

 

Art. 158. Previdenza e assistenza.

 

        La tutela previdenziale viene assicurata nelle forme previste dalla normativa locale, ivi comprese le convenzioni e gli accordi internazionali in vigore. Ove la normativa locale non preveda alcuna forma di tutela previdenziale, o statuisca in modo manifestamente insufficiente, gli impiegati a contratto possono, su richiesta, essere assicurati presso enti assicurativi italiani o stranieri.

        Gli impiegati a contratto di cittadinanza italiana possono optare per l' applicazione della legislazione previdenziale italiana.

        Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, essa viene assicurata nelle forme prescritte come obbligatorie dalla normativa locale. Nel caso la normativa locale non preveda forme di assicurazione sanitaria obbligatoria, o qualora statuisca in modo manifestamente insufficiente, gli impiegati a contratto sono assicurati, per prestazioni sanitarie in caso di malattia e maternità, presso enti assicurativi italiani o stranieri nei limiti dei livelli di assistenza garantiti in Italia dal Servizio sanitario nazionale. La polizza deve prevedere anche la copertura del coniuge, purchè convivente e a carico, e dei figli fino al 26° anno di età, purchè conviventi e a carico.

 

 

Art. 158 bis. Infortuni sul lavoro e malattie professionali.

 

Gli uffici all'estero sono tenuti ad assicurare gli impiegati a contratto contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali nelle forme previste dalla legislazione locale, ivi comprese le convenzioni e gli accordi internazionali in vigore. Ove la normativa locale non preveda alcuna forma di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali o statuisca in modo manifestamente insufficiente, gli impiegati a contratto sono assicurati presso enti assicurativi italiani o stranieri nei limiti delle corrispondenti assicurazioni garantite alle analoghe categorie di impiegati in Italia.

        Gli impiegati a contratto di cittadinanza italiana possono in ogni caso, su richiesta, essere assicurati contro gli infortuni e le malattie professionali ai sensi della legislazione italiana.

        Il rapporto di lavoro è risolto in caso di accertata inabilità permanente allo svolgimento delle mansioni contrattuali.

 

 

Art. 159. Viaggi di servizio.

 

        In aggiunta alle spese di viaggio, all'impiegato a contratto viene corrisposta, per i viaggi di servizio, un'indennità giornaliera pari a un trentesimo della retribuzione base in godimento o, qualora più elevata, della retribuzione base dell'impiegato a contratto con analoghe mansioni in servizio nel Paese in cui la missione è effettuata. Qualora nel paese non vi siano impiegati a contratto con analoghe mansioni, l'indennità è fissata dal Ministero in riferimento ai criteri di cui all'art. 157, primo comma.

 

 

Art. 160. Assunzione presso altro ufficio.

 

        Nel caso di chiusura o soppressione di un ufficio all'estero, l'Amministrazione si impegna, nei limiti consentiti dalle esigenze di servizio e dalle disponibilità di bilancio, a ricollocare entro tre mesi gli impiegati a contratto presso un altro ufficio all'estero, fermo restando quanto previsto dall'art. 166, primo comma, lettera f). L'impiegato riassunto presso altro ufficio conserva, a tutti gli effetti, la precedente anzianità di servizio ed il precedente regime contrattuale.

        L'impiegato che sia cessato dal servizio per gravi e documentati motivi personali, dopo aver prestato lodevole servizio per almeno 5 anni presso un ufficio all'estero, può essere autorizzato, tenuto conto delle esigenze di servizio, a svolgere le proprie mansioni presso un altro ufficio all'estero entro tre mesi dalla cessazione presso la sede precedente. Anche nei casi di cui al presente comma, l'impiegato conserva la precedente anzianità di servizio.

        Nei casi previsti dai precedenti commi si prescinde, nella riassunzione, dalle disposizioni di cui all'art. 155. Non può in ogni caso essere riassunto l'impiegato che sia cessato dal servizio ai sensi dell'art. 161 e dell'art. 166, primo comma, lettere a), b), c), d) ed e). Nel caso di soppressione o chiusura di Istituti italiani di cultura, la riassunzione potrà essere disposta, tenuto conto delle esigenze di servizio, anche in deroga alle dotazioni di personale a contratto stabilite per i singoli istituti con apposito decreto ministeriale.

        Nei soli casi di cui al primo comma, agli impiegati a contratto viene attribuito un contributo alle spese di trasferimento nella misura determinata con apposito decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del  tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

 

 

Art. 161. Cessazione dal servizio.

 

        Gli impiegati a contratto, oltre che per le cause previste dalle disposizioni del presente titolo e dalla normativa locale, cessano dal servizio il primo giorno del mese successivo al compimento del sessantacinquesimo anno di età. E' fatta salva la possibilità di adottare limiti differenti, qualora previsti dalla normativa locale.[115]

 

 

Art. 164. Sanzioni disciplinari.

 

        Agli impiegati a contratto può essere inflitta la sanzione del rimprovero verbale e, in caso di recidiva, della censura per lievi infrazioni ai doveri d'ufficio, quali ad esempio:

        a) inosservanza delle disposizioni di servizio;

        b) condotta non conforme a principi di correttezza;

        c) insufficiente rendimento

        d) comportamento non conforme al decoro delle funzioni.

        Può essere inflitta, previa autorizzazione ministeriale, la sanzione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 10 giorni nel caso di:

        a) recidiva plurima nelle infrazioni di cui al comma precedente;

        b) assenza ingiustificata dal servizio, fino ai 10 giorni, o arbitrario abbandono dello stesso;

        c) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'Amministrazione, nel rispetto della libertà di pensiero;

        d) svolgimento di attività lavorative in violazione del divieto di cui all'art. 156;

        e) minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti;

        f) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona.

        Nei casi di infrazioni più gravi si procede alla risoluzione del rapporto di impiego a norma dell'art. 166.

        Nei casi previsti dai commi precedenti l'irrogazione delle sanzioni disciplinari è preceduta dalla contestazione scritta dell'addebito. All'impiegato a contratto è concesso un termine di dieci giorni per fornire le proprie giustificazioni.[116]

 

 

Art. 166. Risoluzione del contratto.

 

        Il contratto a tempo indeterminato può essere risolto da parte dell'impiegato con un preavviso di tre mesi, salva la possibilità di ridurre tale periodo con il consenso dell'ufficio all'estero. Da parte dell'ufficio all'estero il contratto può essere risolto, con provvedimento motivato inviato all'interessato, nei casi seguenti:

        a) per incapacità professionale;

        b) recidiva nelle infrazioni di cui al secondo comma dell'art. 164 o recidiva plurima nelle infrazioni di cui al primo comma dello stesso articolo;

        c) assenza arbitraria ed ingiustificata dal servizio per un periodo superiore a 10 giorni consecutivi lavorativi;

        d) persistente insufficiente rendimento, ovvero qualsiasi fatto grave che dimostri piena incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di servizio;

        e) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso fuori dal servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità;

        f) per riduzione di personale o per chiusura della sede di servizio, fatta salva la possibilità di riassunzione presso altro ufficio ai sensi dell'art.160.

        Nei casi di risoluzione del contratto di cui al comma precedente, l'ufficio all'estero è tenuto ad un preavviso di tre mesi. In luogo del preavviso l'ufficio può disporre, previa autorizzazione del Ministero, l'erogazione di un'indennità in misura corrispondente all'intera retribuzione spettante per il periodo di mancato preavviso.

        Il preavviso di tre mesi non è dovuto nel caso di:

        a) commissione in servizio di gravi fatti illeciti di rilevanza penale;

        b) alterchi con vie di fatto nei confronti di altri dipendenti o terzi;

        c) accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la produzione di documenti falsi o comunque con mezzi fraudolenti;

        d) commissione in genere di atti o fatti dolosi di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;

        e) condanna passata in giudicato per reati che comportino, in Italia, l' interdizione perpetua dai pubblici uffici.

        In tutti i casi il rapporto di impiego è risolto previa autorizzazione ministeriale.

 

 

Art. 167. Riserva di posti per gli impiegati a contratto in occasione dei concorsi per l'accesso ai ruoli organici.

 

        In occasione dei concorsi per l'accesso ai ruoli organici del Ministero degli affari esteri, il 10% dei posti messi a concorso è riservato agli impiegati di nazionalità italiana con contratto a tempo indeterminato in possesso dei requisiti previsti dal bando di concorso.

        I posti riservati, se non utilizzati ai sensi del comma precedente, verranno conferiti ai restanti candidati idonei.

        Il personale a contratto immesso nei ruoli dovrà, entro un quadriennio dall' immissione nei ruoli, prestare servizio per almeno diciotto mesi presso l' amministrazione centrale.

 

 

TITOLO VII - Utilizzazione temporanea di persone estranee all'amministrazione degli affari esteri.

 

 

Art. 168. Esperti.

 

        L'Amministrazione degli affari esteri può utilizzare negli uffici centrali o nelle rappresentanze diplomatiche e negli uffici consolari, per l'espletamento di specifici incarichi che richiedano particolare competenza tecnica e ai quali non si possa sopperire con funzionari diplomatici, esperti tratti da personale dello Stato o di Enti pubblici appartenenti a carriere direttive o di uguale rango.

        Qualora per speciali esigenze anche di carattere tecnico o linguistico non possa farsi ricorso per incarichi presso uffici all'estero ad esperti tratti dal personale dello Stato e da Enti pubblici, l'Amministrazione degli affari esteri può utilizzare in via eccezionale e fino ad un massimo di dieci unità, persone estranee alla pubblica Amministrazione purché di notoria qualificazione nelle materie connesse con le funzioni del posto che esse sono destinate a ricoprire. Le persone predette devono essere in possesso della cittadinanza italiana, in età compresa tra i trentacinque e i sessantacinque anni e godere di costituzione fisica idonea ad affrontare il clima della sede cui sono destinate. All'atto dell'assunzione dell'incarico, le persone predette prestano promessa solenne ai sensi dell'art. 11 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3. L'incarico non crea aspettativa di impiego stabile né dà diritto, alla scadenza, a indennizzo o liquidazione di alcun genere.

        L'esperto inviato in servizio presso un ufficio all'estero, a norma dei precedenti commi, occupa un posto espressamente istituito, sentito il consiglio di amministrazione, ai sensi dell'articolo 32 nell' organico dell' ufficio stesso, in corrispondenza, anche ai fini del trattamento economico, a quello di primo segretario, consigliere o primo consigliere, nel limite massimo di 8 posti, ovvero di console aggiunto o console generale aggiunto ed assume in loco la qualifica di addetto per il settore di sua competenza. Per gli esperti in servizio all'estero si osservano le disposizioni degli articoli 142, 143, 144, 147 e 170 in quanto applicabili, dell'articolo 148 e le disposizioni della parte terza per essi previste[117].

        Resta fermo il posto corrispondente ai fini del trattamento economico a quello di primo consigliere, attualmente ricoperto dai singoli interessati, sino al termine definitivo del loro incarico, nonché il posto di pari livello già istituito per gli esperti regionali di cui all'art. 58 della legge 6 febbraio 1996, n.52, e successive modificazioni [118].

        Gli incarichi di cui al presente articolo sono conferiti con decreto del Ministro per gli affari esteri, sentito il Consiglio di amministrazione del Ministero, di concerto con il Ministro per il tesoro e, per il personale di altre Amministrazioni o di Enti pubblici, anche con il Ministro competente o vigilante. Gli incarichi sono biennali. Alla stessa persona possono essere conferiti più incarichi purché, nel complesso, non superino gli otto anni. Gli incarichi sono revocabili in qualsiasi momento a giudizio del Ministro per gli affari esteri.

        Gli esperti tratti dal personale dello Stato sono collocati fuori ruolo con le modalità previste dai rispettivi ordinamenti.

        Gli esperti tratti dal personale dello Stato, inviati ad occupare un posto di organico in rappresentanze permanenti presso Organismi internazionali, non possono superare il numero di venticinque [119]. Il Ministro per gli affari esteri può chiedere che il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale metta a disposizione dell'Amministrazione degli affari esteri fino a dieci funzionari direttivi del Ministero stesso di grado non inferiore a direttore di sezione o equiparato, in posizione di fuori ruolo per essere inviati all'estero ai sensi del presente articolo.

        Gli esperti che l'Amministrazione degli affari esteri può utilizzare a norma del presente articolo non possono complessivamente superare il numero di settantotto [120].

        Le disposizioni del presente articolo non si applicano al personale comandato o collocato fuori ruolo presso il Ministero degli affari esteri in virtù di altre disposizioni né a quello inviato all'estero in missione temporanea [121].

 

 

Art. 169. Incarico della direzione di uffici consolari di I categoria.

 

        Il Ministro può, per particolari esigenze di servizio e su parere favorevole del Consiglio di amministrazione, incaricare della direzione di uffici consolari di I categoria persone che abbiano già appartenuto alla carriera diplomatica.

        L'incarico è conferito per un periodo non superiore a tre anni e può essere rinnovato alla scadenza, con le stesse forme, per un ulteriore periodo non superiore a tre anni. L'incarico è in qualsiasi momento revocabile a giudizio del Ministro.

        Si applicano le disposizioni degli articoli 142, 143 e 148.

 

 

PARTE TERZA

 

TRATTAMENTO ECONOMICO ALL'ESTERO - VIAGGI - DISPOSIZIONI GENERALI

 

 

TITOLO I - Trattamento economico del personale in servizio all'estero

 

 

Art. 170. Assegni e indennità.

 

        Il personale dell'Amministrazione degli affari esteri, oltre allo stipendio e agli assegni di carattere fisso e continuativo previsti per l'interno, compresa l'eventuale indennità o retribuzione di posizione nella misura minima prevista dalle disposizioni applicabili, tranne che per tali assegni sia diversamente disposto, percepisce, quando è in servizio presso le rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari di prima categoria, l'indennità di servizio all'estero, stabilita per il posto di organico che occupa, nonché le altre competenze eventualmente spettanti in base alle disposizioni del presente decreto. [122]

        Nessun'altra indennità ordinaria e straordinaria può essere concessa, a qualsiasi titolo, al personale suddetto in relazione al servizio prestato all'estero in aggiunta al trattamento previsto dal presente decreto.

        Salvo i casi specificamente previsti, le disposizioni della presente parte si applicano al personale dei ruoli organici dell'Amministrazione degli affari esteri.

        Ai fini delle disposizioni della presente parte si intendono per familiari a carico: il coniuge e, sempre che minorenni, i figli legittimi, i figli legittimati, i figli naturali legalmente riconosciuti, i figli adottivi, gli affiliati, i figli nati da precedente matrimonio del coniuge, nonché i figli maggiorenni inabili a qualsiasi proficua attività e quelli che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 7 comma 3, della legge 31 luglio 1975, n. 364. [123]

 

 

Art. 171. Indennità di servizio all'estero.

 

        L'indennità di servizio all'estero non ha natura retributiva essendo destinata a sopperire agli oneri derivanti dal servizio all'estero ed è ad essi commisurata. Essa tiene conto della peculiarità della prestazione lavorativa all'estero, in relazione alle specifiche esigenze del servizio diplomatico-consolare.

        L'indennità di servizio all'estero è costituita:

        a) dall'indennità base di cui all'allegata tabella A;

        b) dalle maggiorazioni relative ai singoli uffici determinate secondo coefficienti di sede da fissarsi con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica sentita la commissione di cui all'articolo 172. Qualora ricorrano esigenze particolari, possono essere fissati coefficienti differenti per i singoli posti di organico in uno stesso ufficio.

        I coefficienti di sede sono fissati, nei limiti delle disponibilità finanziarie, sulla base:

        a) del costo della vita, desunto dai dati statistici elaborati dalle Nazioni Unite e dall'Unione europea, con particolare riferimento al costo degli alloggi e dei servizi. Il Ministero può a tal fine avvalersi di agenzie specializzate a livello internazionale;

        b) degli oneri connessi con la vita all'estero, determinati in relazione al tenore di vita ed al decoro connesso con gli obblighi derivanti dalle funzioni esercitate, anche sulla base delle relazioni dei capi delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari, nonché dei rapporti dell'Ispettore generale del Ministero e delle rappresentanze all'estero;

        c) del corso dei cambi.

        Ai fini dell'adeguamento dei coefficienti alle variazioni del costo della vita si seguono i parametri di riferimento indicati nel comma 3, lettera a). Tale adeguamento sarà ponderato in relazione agli oneri indicati nel comma 3, lettera b).

        Nelle sedi in cui esistono situazioni di rischio e disagio, da valutarsi in base alle condizioni di sicurezza, alle condizioni sanitarie ed alle strutture medico-ospedaliere, alle condizioni climatiche e di inquinamento, al grado di isolamento, nonché a tutte le altre condizioni locali tra cui anche la notevole distanza geografica dall'Italia, il personale percepisce una apposita maggiorazione dell'indennità di servizio prevista dal comma 1. Tale maggiorazione viene determinata con decreto del Ministro degli affari esteri, di intesa con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sentita la commissione permanente di finanziamento, tenendo conto delle classificazioni delle sedi estere in base al disagio adottate dalla Commissione dell'Unione europea. Essa non può in alcun caso superare l'80 per cento dell'indennità ed è soggetta a verifica periodica, almeno biennale.

        Qualora dipendenti fra loro coniugati vengano destinati a prestare servizio nello stesso ufficio all'estero o nella stessa città seppure in uffici diversi, l'indennità di servizio all'estero viene ridotta per ciascuno di essi nella misura del 14 per cento.

        Le indennità base di cui al comma 2 possono essere periodicamente aggiornate con decreto del Ministro degli affari esteri, d'intesa con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per tener conto della variazione percentuale del valore medio dell'indice dei prezzi rilevato dall'ISTAT. La variazione dell'indennità base non potrà comunque comportare un aumento automatico dell'ammontare in valuta delle indennità di servizio all'estero corrisposte. Qualora la base contributiva, determinata ai sensi delle disposizioni vigenti, dovesse risultare inferiore all'indennità integrativa speciale prevista per l'interno, il calcolo dei contributi previdenziali verrà effettuato sulla base di tale indennità. Restano escluse dalla base contributiva pensionabile le indennità integrative concesse ai sensi dell'articolo 189. [124]

 

 

Art. 171-bis. Assegno per oneri di rappresentanza.

 

        L'attività di rappresentanza, intesa come mezzo per stabilire ed intrattenere relazioni personali con le autorità, il corpo diplomatico e gli ambienti locali, per sviluppare iniziative e contatti di natura politica, economico-commerciale e culturale, per accedere a determinate fonti di informazione e per assicurare una efficace tutela delle collettività italiane all'estero, è svolta dalle seguenti categorie di personale:

        a) i capi delle rappresentanze diplomatiche;

        b) i capi degli uffici consolari di I categoria;

        c) gli altri funzionari della carriera diplomatica e della dirigenza amministrativa;

        d) i primi commissari amministrativi, i commissari amministrativi ed i commissari amministrativi aggiunti;

        e) i direttori degli istituti di cultura;

        f) il personale dell'area della promozione culturale che presso gli istituti di cultura ricopre un posto di addetto in sostituzione del direttore titolare, oppure presta servizio in qualità di responsabile di sezione distaccata ai sensi dell'articolo 7, comma 6, della legge 22 dicembre 1990, n. 401;

        g) gli esperti di cui all'articolo 168 del presente decreto.

        Al personale indicato nel comma 1 spetta un assegno quale contributo forfettario per lo svolgimento delle attività di rappresentanza, che viene corrisposto mensilmente unitamente all'indennità di servizio. Esso per il suo intero ammontare non concorre a formare reddito di lavoro dipendente.

        Per i capi delle rappresentanze diplomatiche l'ammontare dell'assegno per oneri di rappresentanza è fissato annualmente con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, in ragione delle specifiche esigenze di ciascuna sede. A tal fine si tiene conto, tra l'altro, del trattamento economico del personale di servizio necessario per il funzionamento della residenza ufficiale, nonché degli altri oneri direttamente connessi all'attività di rappresentanza, quali il ricevimento annuale per la festa della Repubblica, i ricevimenti in onore di autorità del Paese di accreditamento o di personalità in visita ufficiale, nonché tutte le manifestazioni od attività necessarie a mantenere i rapporti, anche in base alle consuetudini del luogo, con gli esponenti più rilevanti della locale società e con il corpo diplomatico accreditato nella sede.

        Per ciascuna delle rimanenti categorie di personale che sono tenute a svolgere attività di rappresentanza, l'ammontare dell'assegno viene determinato con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, in una misura percentuale correlata alle specifiche funzioni svolte e compresa tra l'8 per cento e il 20 per cento dell'indennità di servizio, al netto delle maggiorazioni di famiglia e di quelle eventualmente attribuite in relazione alle condizioni di disagio.

        Qualora ricorrano particolari esigenze di servizio il consiglio di amministrazione, su motivata proposta del capo missione, può deliberare che venga attribuito un assegno per oneri di rappresentanza anche a dipendenti che occupino posti in organico in corrispondenza di profili professionali della settima qualifica funzionale, in misura percentuale non superiore al 5 per cento dell'indennità di servizio, come determinata nel comma 5.

        I percettori degli assegni per oneri di rappresentanza depositano presso l'ufficio di appartenenza la documentazione idonea a giustificare le spese sostenute, che viene custodita per un triennio e tenuta a disposizione dell'Ispettorato generale. Al termine di ogni esercizio finanziario i percettori dell'assegno di rappresentanza depositano altresì presso l'ufficio di appartenenza autocertificazione attestante l'ammontare globale delle spese sostenute. Le somme eventualmente non utilizzate vengono versate sul conto corrente valuta Tesoro. Con apposita circolare verranno precisate le modalità per l'individuazione delle spese di rappresentanza, per la predisposizione della relativa documentazione e per la restituzione delle somme non utilizzate. [125]

 

 

Art. 172. Commissione permanente di finanziamento.

 

        La Commissione permanente di finanziamento, istituita presso il Ministero degli affari esteri per l'esame del trattamento economico del personale in servizio all'estero, fa proposte ed esprime il proprio parere sulle questioni ad essa deferite dalla legge e su quelle su cui il Ministro per gli affari esteri ritiene di interpellarla.

        La Commissione effettua annualmente, prima dell'inizio dell'esercizio finanziario, un esame della situazione generale delle indennità di servizio all'estero e fissa i criteri di massima per la revisione dei coefficienti. La Commissione procede altresì, entro il primo trimestre di ogni esercizio finanziario, alla valutazione delle necessità di stanziamento di bilancio per l'esercizio successivo in materia di indennità di servizio.

        La Commissione, nominata con decreto del Ministro, è composta del Ministro, del direttore generale del personale e dell'amministrazione [126], dell'ispettore generale del Ministero e degli uffici all'estero, di due funzionari diplomatici di cui uno della Direzione generale del personale e uno della Direzione generale delle relazioni culturali [127],  del funzionario preposto al coordinamento degli uffici di cui all'art. 61, di un magistrato della Corte dei conti, del direttore capo della Ragioneria centrale, di un funzionario della Ragioneria generale dello Stato e di un funzionario della Direzione generale del tesoro.

        La Commissione è presieduta dal Ministro, o per sua delega da un Sottosegretario di Stato, o dal direttore generale del personale o dal vice direttore generale del personale.

        Per ciascun membro della Commissione può essere nominato un sostituto.

        Il presidente può chiamare a partecipare alle sedute della Commissione, per consultazioni, anche funzionari di speciale competenza.

        Le funzioni di segretario sono espletate da un funzionario della Direzione generale del personale e dell'amministrazione[128].

 

 

Art. 173. Aumenti per situazione di famiglia.

 

         In relazione agli oneri derivanti dal servizio del dipendente all'estero è attribuita al medesimo, se coniugato, un aumento del 20 per cento della sua indennità di servizio qualora il coniuge non eserciti attività lavorativa retribuita, ovvero non goda di redditi di impresa o da lavoro autonomo in misura superiore a quella stabilita dalle disposizioni vigenti per esser considerato fiscalmente a carico. Qualora il coniuge fruisca di trattamento pensionistico costituito con contributi versati in ottemperanza a disposizioni di legge e con oneri a carico dell'erario o di enti previdenziali, dall'aumento per situazioni di famiglia viene detratto l'importo della pensione.

        L'aumento di cui al comma 1 non compete nei casi di nullità, annullamento, divorzio, separazione legale o consensuale omologata, nonché nei casi di provvedimenti di separazione o scioglimento di matrimonio pronunciati da giudice straniero anche se non delibati.

        All'impiegato avente figli a carico spetta per ogni figlio un aumento dell'indennità di servizio all'estero commisurata al 5 per cento dell'indennità di servizio che nello stesso Paese è prevista per il posto di primo segretario o di console.

        Gli aumenti di cui ai commi 1, 2 e 3 non sono pagabili qualora i familiari per i quali sono previsti non risiedano stabilmente nella sede del titolare dell'indennità, fatta eccezione per i figli che non possono risiedere nella sede stessa per ragioni di studio o per gravi ragioni di salute. È fatta anche eccezione per il coniuge che non possa risiedere nella stessa sede per gravi ragioni di salute rispetto alle quali l'assistenza medica nel Paese di servizio, a giudizio del consiglio di amministrazione, non sia adeguata: in tal caso, peraltro, l'aumento dell'indennità di servizio in relazione al coniuge è limitato al 15 per cento. È infine fatta eccezione per il coniuge che non possa risiedere nella stessa sede in quanto debba assistere i figli minorenni assenti dalla sede per motivi di studio o di salute: in tal caso l'aumento dell'indennità di servizio in relazione al coniuge è limitato al 5 per cento.

        La nozione di residenza stabile agli effetti delle disposizioni contenute nel comma 4, nonché i casi e le condizioni in cui le disposizioni stesse trovano applicazione sono determinati dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 1991, n. 306, che potrà essere modificato con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.[129]

 

 

Art. 174. Indennità di servizio all'estero e indennità personale - Decorrenza.

 

        Ai fini del presente decreto si intende per «indennità di servizio all'estero» quella prevista dall'art. 171 e per «indennità personale» quella risultante dall'eventuale cumulo dell'indennità di servizio all'estero con gli aumenti, in dipendenza della situazione di famiglia, di cui all'art. 173.

        L'indennità personale compete dal giorno di assunzione delle funzioni in sede al giorno di cessazione definitiva dalle funzioni stesse.

        Tuttavia, quando esigenze di servizio rendano necessaria a giudizio del Ministero la presenza contemporanea nella stessa sede del personale cessante e di quello subentrante, a quello cessante è conservata l'indennità personale in godimento, per un periodo non eccedente i dieci giorni.

        Fermo restando il disposto del quarto comma dell'articolo 173, gli aumenti di cui al predetto articolo non sono pagabili fino al giorno in cui ciascun familiare raggiunge nella sede di servizio il titolare dell'indennità. Essi, peraltro, competono dalla data fissata dal secondo comma del presente articolo e anche per i periodi di assenza dalla sede, purché il tempo trascorso fuori della sede stessa non ecceda complessivamente i limiti stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 173. Nel caso in cui l'assenza del familiare ecceda i limiti regolamentari di non oltre trenta giorni, gli aumenti per situazione di famiglia vengono corrisposti limitatamente ai periodi di effettiva presenza del familiare nella sede di servizio. [130]

 

 

Art. 175. Indennità di sistemazione.

 

        Al personale trasferito da Roma ad una sede estera o da una ad altra sede estera spetta un'indennità di sistemazione, calcolata in base all'indennità personale spettante all'atto dell'assunzione.

        Nel caso di trasferimento da Roma l'indennità di sistemazione è fissata nella misura di un settimo dell'indennità personale annua spettante per il posto di destinazione. Nel caso di trasferimento da una ad altra sede estera, l'indennità di sistemazione è fissata nella misura di una mensilità dell'indennità personale stabilita per il posto di destinazione. Qualora il trasferimento si verifichi all'interno dello stesso Paese, l'indennità in questione è fissata nella misura del 50 per cento della indennità personale mensile stabilita per il posto di destinazione.

        L'indennità di sistemazione è ridotta del 40 per cento per coloro che fruiscono di alloggio a carico dello Stato e del 20 per cento per coloro che fruiscono di alloggio in locazione da parte dell'Amministrazione.

        Qualora dipendenti fra loro coniugati vengano destinati o trasferiti allo stesso ufficio all'estero o ad uffici ubicati nella stessa città, e sempre che il divario fra le date di assunzione di servizio nella sede sia inferiore a 360 giorni, l'indennità di sistemazione spetta soltanto al dipendente che ne ha diritto nella misura più elevata.

        Se nel periodo intercorrente fra la destinazione o il trasferimento e l'assunzione nella nuova sede all'estero intervengano variazioni nella misura dell'indennità di servizio relativa al posto o negli elementi determinanti l'ammontare dell'indennità personale, l'indennità di sistemazione viene adeguata alle variazioni intervenute.

        L'indennità di sistemazione è corrisposta per intero all'atto della destinazione o del trasferimento; essa è peraltro acquisita soltanto con la permanenza in sede di almeno sei mesi, salvo che la partenza dalla sede avvenga per motivi non imputabili al dipendente o su giustificata richiesta del dipendente approvata dal consiglio di amministrazione.

        Qualora il dipendente non abbia raggiunto la residenza per effetto di disposizioni dell'Amministrazione o per causa di forza maggiore e comprovi di avere già effettuato spese a valere sulla indennità di sistemazione, il Ministero degli affari esteri determina l'ammontare delle spese stesse da ammettere a rimborso. Tale ammontare non può, comunque, superare la metà della indennità. [131]

 

 

Art. 176. Indennità di richiamo dal servizio all'estero.

 

        Al personale in servizio all'estero che è richiamato in Italia spetta un'indennità per fare fronte alle spese connesse con la partenza dalla sede nonché con le esigenze derivanti dal rientro in Italia.

        L'indennità di richiamo è corrisposta nella misura di una indennità di servizio mensile aumentata del 50 per cento, che viene calcolata applicando all'indennità base mensile di ciascun dipendente un unico coefficiente di maggiorazione, fissato all'inizio di ogni anno con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, sulla base della media dei coefficienti di maggiorazione stabiliti per tutta la rete estera. Essa viene accreditata all'atto del trasferimento dalla sede all'estero nella valuta di pagamento, con gli eventuali aumenti spettanti per situazione di famiglia calcolati a norma dell'articolo 173.

        Nel caso di dipendenti tra loro coniugati che rientrano dalla stessa sede l'indennità di rientro spetta soltanto al dipendente che ne ha diritto nella misura più elevata. [132]

 

 

Art. 177. Residenze di servizio.

 

        I capi delle rappresentanze diplomatiche hanno diritto, per sé, per i familiari a carico e per il personale domestico ad alloggio arredato e idoneo alle funzioni ad essi attribuite.

        Analogo diritto spetta ai funzionari che occupano posti di Ministro e Ministro consigliere presso le rappresentanze diplomatiche nonché ai titolari dei Consolati generali di I classe. I funzionari indicati nel presente comma che fruiscano di tale diritto sono tenuti a corrispondere all'Amministrazione un canone pari al 15% dell'indennità personale.

        I contratti necessari per l'applicazione del presente articolo sono conclusi dall'Amministrazione.

 

 

Art. 178. Contributo spese per abitazione.

 

        Al personale in servizio all'estero che per l'abitazione vuota o mobiliata sopporti una spesa superiore al 21 per cento dell'indennità personale spetta un contributo da parte dello Stato.

        Il contributo è commisurato ai quattro quinti della differenza fra il canone di locazione e un ammontare pari al 21 per cento dell'indennità personale. Esso è concesso per la parte del canone compresa tra il 21 per cento ed il 30 per cento della predetta indennità. Nei casi in cui il canone sia superiore al 30 per cento dell'indennità personale, e per la parte compresa tra il 30 per cento e il 35 per cento, il contributo può essere concesso sentito il parere del Consiglio di amministrazione.

        Nel caso di dipendenti coniugati, il calcolo di cui ai commi 1 e 2 viene effettuato avendo riguardo al cumulo delle due indennità.

        Il contributo è dovuto in costanza del contratto di locazione nel periodo compreso tra l'assunzione di funzioni in sede e la cessazione definitiva dalle funzioni stesse. Esso viene corrisposto anche durante il congedo e nei periodi in cui è sospesa o diminuita l'indennità personale. Il regolamento, che potrà essere emanato con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, stabilisce le condizioni e le modalità per la concessione e per la corresponsione del contributo.

        Qualora venga accertato che nel locale mercato immobiliare sia prassi costante pretendere per la stipula dei contratti di locazione il pagamento anticipato del canone per uno o più anni, l'Amministrazione può concedere al dipendente, a titolo di anticipo, una somma pari al primo anno di canone, provvedendo al recupero mediante trattenute mensili sull'indennità di servizio. [133]

 

 

Art. 179. Provvidenze scolastiche.

 

        Al personale in servizio all'estero il quale abbia figli a carico che frequentino nel Paese di servizio regolari corsi di istruzione scolastica primaria o secondaria, e che sostiene una spesa superiore all'ammontare della maggiorazione dell'indennità di servizio che gli compete per ciascun figlio, è accordato, a domanda, un rimborso delle spese scolastiche relative all'iscrizione e alla frequenza, commisurato alla differenza fra le spese effettivamente sostenute e l'ammontare della maggiorazione percepita.

        Al personale di ruolo del Ministero in servizio all'estero che è richiamato in Italia ed abbia figli a carico che stiano frequentando un regolare corso scolastico in una scuola secondaria straniera è riconosciuto un rimborso delle spese sostenute per la frequenza di detti figli presso scuole straniere operanti in Italia, a condizione che l'iscrizione avvenga per l'esigenza didattica di concludere il ciclo secondario di studi già iniziato all'estero nello stesso ordinamento scolastico. Il rimborso ha luogo soltanto nei casi in cui l'iscrizione avviene per le tre classi finali del corso di studi, nei limiti della durata effettiva degli studi.

        I rimborsi previsti ai commi 1 e 2 verranno riconosciuti in una misura percentuale da determinarsi, all'inizio di ogni anno, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, in relazione alle disponibilità finanziarie. Tale misura non potrà comunque essere superiore al 90 e al 60 per cento delle spese rispettivamente previste ai commi 1 e 2 del presente articolo. [134]

 

 

Art. 180. Trattamento economico durante il congedo ordinario.

 

        Il personale in servizio all'estero conserva, durante il congedo ordinario di cui all'art. 143, l'indennità personale.

        In caso di cumulo di congedi, l'indennità personale compete per intero per un periodo non eccedente due congedi annuali calcolati nella misura prevista dall'art. 143 e viene ridotta ad un terzo per l'ulteriore periodo.

        L'indennità personale compete inoltre per intero, e per non più di una volta all'anno, per il periodo di tempo corrispondente ai giorni di viaggio per andare e tornare dall'Italia. Tale periodo è stabilito per ogni sede con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro.

        Nei casi di congedo ordinario fruito prima che siano trascorsi otto mesi di servizio all'estero non compete l'indennità personale, salvo speciale autorizzazione del Ministero per particolari motivi.

 

 

Art. 181. Spese di viaggio per congedo o ferie.

 

        Al personale in servizio all'estero spetta ogni 18 mesi, ed a quello che si trova in sedi particolarmente disagiate ogni 12 mesi, il parziale pagamento delle spese di viaggio per congedo in Italia anche per i familiari a carico. Il relativo diritto è acquisito rispettivamente dopo 12 e 8 mesi, ancorché i viaggi siano stati effettuati precedentemente.

        Le spese predette sono corrisposte per il percorso dalla sede di servizio fino ad una destinazione in Italia e ritorno in sede nella misura del 90 per cento.

        Si applicano le disposizioni di cui al terzo comma dell'articolo 180 indipendentemente dal mezzo di trasporto usato e quelle relative ai viaggi di trasferimento di cui al successivo titolo II, con esclusione delle spese di trasporto degli effetti; per il viaggio in aereo, il pagamento delle spese relative alla classe immediatamente superiore a quella economica spetta solo ai funzionari di grado non inferiore a consigliere di ambasciata o equiparati ed al coniuge a carico.

        Fermi i termini di cui al comma 1, le spese per i viaggi dei familiari sono pagate anche se i viaggi hanno luogo in periodi di tempo non corrispondenti a quello del congedo ordinario o delle ferie del dipendente.

        Per i figli a carico che compiano studi in località diversa da quella di servizio del dipendente, sono corrisposte a domanda, in luogo delle spese di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 e nei limiti e con le modalità ivi stabiliti, le spese per raggiungere la sede di servizio del dipendente stesso e rientrare nella località di studio. [135]

 

 

Art. 182. Interruzione del congedo per motivi di servizio.

 

        Al personale che trovandosi in congedo riceva l'ordine di rientrare in sede a norma dell'art. 143, prima di aver fruito per almeno due terzi del congedo stesso, compete il rimborso delle spese di viaggio sostenute e, nel caso di viaggio di congedo pagato a norma dell'articolo precedente, il pagamento delle spese di altro viaggio di congedo.

 

 

Art. 183. Trattamento economico durante l'assenza dal servizio.

 

        Il limite massimo di assenza dal servizio all'estero, con esclusione dei periodi di ferie, nonché delle assenze connesse al servizio stesso, è fissato in complessivi sessanta giorni in ragione d'anno, durante i quali spetta il seguente trattamento economico:

        a) in caso di assenza per infermità l'indennità personale è corrisposta per intero per i primi quarantacinque giorni ed è sospesa per il restante periodo;

        b) in caso di altre assenze consentite dalle disposizioni applicabili ai pubblici dipendenti, per motivi diversi da quelli di salute, la corresponsione dell'indennità personale è sospesa.

        Il limite massimo di assenza previsto dal comma 1 è aumentato fino a 4 mesi nei casi in cui per infermità il personale non possa essere trasferito senza danno, ferma restando la disposizione di cui al comma 1, lettera a).

        Alle lavoratrici madri in astensione dal lavoro ai sensi della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, nonché ai lavoratori padri ai sensi della legge 9 dicembre 1977, n. 903, spetta il seguente trattamento economico:

        a) in caso di astensione obbligatoria l'indennità personale è corrisposta per intero;

        b) in caso di astensione facoltativa l'indennità personale è sospesa.

        Trascorsi i periodi indicati ai commi 1 e 2, nonché quelli previsti dagli articoli 4 e 5 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204, ulteriori assenze del dipendente, pur se consentite dall'attuale ordinamento, comportano la decadenza dall'organico dell'ufficio all'estero.[136]

 

 

Art. 184. Trattamento degli incaricati d'affari con lettere.

 

        L'indennità di servizio all'estero che compete all'incaricato d'affari con lettere di cui all'art. 36 è pari ai cinque sesti di quella stabilita per il posto ricoperto.

        Gli eventuali aumenti per situazione di famiglia sono calcolati sull'indennità di servizio così stabilita.

 

 

Art. 185. Trattamento di reggenza.

 

        Al personale che assuma la reggenza della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare presso cui presta servizio spetta un assegno per oneri di rappresentanza, in sostituzione di quello di cui eventualmente già goda, nella seguente misura:

        a) tre quinti dell'assegno per oneri di rappresentanza spettante al titolare, quando questi continui a godere dell'intera indennità personale ed a partire dall'undicesimo giorno di sua assenza;

        b) quattro quinti dell'assegno per oneri di rappresentanza spettante al titolare, quando questi cessi in parte dal godimento dell'indennità personale.

        Nel caso in cui il titolare cessi integralmente dal godimento dell'indennità personale o in caso di vacanza di posto, al reggente vengono attribuiti un assegno per oneri di rappresentanza dello stesso ammontare di quello previsto per il titolare dell'ufficio, in sostituzione di quello di cui eventualmente già goda, nonché, in aggiunta alla propria indennità di servizio, i tre quinti dell'indennità di servizio spettante al titolare dell'ufficio.

        Al personale che assuma la reggenza di altro ufficio all'estero non nella stessa sede, spettano tre quarti dell'indennità prevista per il posto assunto in reggenza, oltre all'assegno di rappresentanza calcolato secondo le disposizioni dei commi 1 e 2 ed in aggiunta all'indennità di servizio di cui il predetto personale già gode.

        In nessun caso l'indennità di servizio all'estero del reggente può superare i quattro quinti dell'indennità di servizio all'estero prevista per il posto assunto in reggenza, ferma la corresponsione, oltre tale limite, degli eventuali aumenti per situazione di famiglia spettantigli sull'indennità di servizio all'estero in godimento.

        Se la reggenza è assunta da personale che non goda di indennità di servizio all'estero, spetta un trattamento di reggenza corrispondente ai quattro quinti dell'indennità di servizio e dell'assegno per oneri di rappresentanza stabiliti per il posto assunto in reggenza, oltre agli eventuali aumenti per situazione di famiglia. [137]

 

 

Art. 186. Viaggi di servizio.

 

        Il personale che per ragioni di servizio dalle sedi all'estero venga chiamato temporaneamente in Italia o sia ivi trattenuto durante o allo scadere del congedo ordinario conserva, per un periodo massimo di 10 giorni oltre quelli previsti per il viaggio, l'intera indennità personale. Tale trattamento può essere attribuito per un ulteriore periodo di 10 giorni con decreto motivato del Ministro. L'indennità personale è ridotta della metà per un periodo successivo che non può superare in ogni caso 50 giorni e cessa dopo tale termine. Durante i predetti periodi viene inoltre corrisposta la metà del trattamento di missione previsto per il territorio nazionale.

        Al personale che compie viaggi nel Paese di residenza o in altri Paesi esteri, oltre all'indennità personale in godimento, spetta:

        1) nei casi di viaggi nel Paese in cui presta servizio, una indennità giornaliera pari a un ottantesimo, un sessantesimo, un quarantacinquesimo dell'indennità mensile di servizio all'estero a seconda che trattisi rispettivamente di capi di rappresentanza diplomatica, di funzionari direttivi [138] o di altro personale;

        2) nei casi di viaggi dalla sede di servizio in altri Paesi, una indennità giornaliera pari a un ottantesimo, un sessantesimo, un quarantacinquesimo dell'indennità base mensile a seconda che trattisi rispettivamente di capi di rappresentanza diplomatica, di funzionari direttivi o di altro personale. A tale indennità si applica:

        a) il coefficiente di maggiorazione previsto per il posto di rango corrispondente nella sede dove si svolge la missione;

        b) in mancanza di posto di organico corrispondente, il coefficiente previsto per la carriera corrispondente con esclusione, se differente, del coefficiente stabilito per il capo di rappresentanza diplomatica;

        c) in mancanza anche di coefficiente per la carriera corrispondente, il coefficiente previsto per il restante personale della sede con esclusione, se differente, di quello stabilito per il capo di rappresentanza diplomatica;

        d) qualora vi siano più coefficienti di maggiorazione oltre quello fissato per il capo di rappresentanza diplomatica o qualora la missione si svolga in località dove non esistano uffici diplomatici o consolari e in ogni altro caso non determinabile a norma del presente comma, il coefficiente di maggiorazione stabilito con decreto del Ministro per gli affari esteri, sentita la Commissione di cui all'art. 172.

        Per i viaggi di servizio compiuti ai sensi del presente articolo sono corrisposte, oltre alle spese di viaggio di cui agli articoli 191, 192, 193 e 194, aumentate dell'indennità supplementare prevista dall'ultimo comma dell'art. 195, anche le spese per la spedizione del bagaglio-presso fino ad un peso di 50 kg.

        I viaggi di servizio sono disposti dal Ministero.

        Se per esigenze di servizio il capo di una rappresentanza diplomatica o di un ufficio consolare debba, a giudizio del Ministero, essere accompagnato dal coniuge, spetta anche per il coniuge il trattamento previsto dal presente articolo per il dipendente.

 

 

Art. 187. Trattamento in caso di sospensione dell'indennità personale.

 

        Al personale cui venga integralmente sospesa, nei casi previsti dagli articoli 180, 183 e 186, la corresponsione dell'indennità personale e che continui ad occupare un posto di organico all'estero compete l'intero trattamento previsto per l'interno, escluse le indennità per i servizi o funzioni di carattere speciale.

 

 

Art. 188. Spese per particolari esigenze.

 

        Qualora ricorrano circostanze di carattere eccezionale determinanti spese di rappresentanza che, a giudizio del Ministero, siano sproporzionate all'indennità personale del funzionario che deve sostenerle, lo stesso Ministero ha facoltà di stabilire una quota da rimborsarsi sempre che le spese siano state preventivamente autorizzate. Detta quota non può superare i due terzi delle spese sostenute e documentate.

        Se le spese di cui al precedente comma sono effettuate da un reggente di una rappresentanza diplomatica o di un ufficio consolare durante il periodo in cui non goda di indennità di reggenza ai sensi dell'art. 185, la quota di rimborso può raggiungere i quattro quinti.

 

 

Art. 189. Indennità integrativa.

 

        Al personale del Ministero degli affari esteri ed a quello messo a sua disposizione da altre Amministrazioni dello Stato che sia autorizzato ad assumere impiego o ad esercitare funzioni presso Stati esteri, nonché presso Enti, Organismi o tribunali internazionali può essere corrisposta, qualora il trattamento economico inerente a tale posizione non sia ritenuto sufficiente, un'indennità integrativa in misura da fissarsi con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con quello per il tesoro e, ove del caso, con altro Ministro interessato.

        Il disposto del comma precedente sostituisce quello dell'art. 21 della legge 4 gennaio 1951, n. 13 anche agli effetti del primo comma dell'art. 3 della legge 27 luglio 1962, n. 1114.

 

 

TITOLO II - Viaggi del personale e trasporto degli effetti

 

 

Art. 190. Viaggi di trasferimento.

 

        Il personale del Ministero degli affari esteri ha diritto, per i viaggi di trasferimento, al trattamento di cui ai successivi articoli.

        Per i viaggi di trasferimento si intendono quelli compiuti in occasione di destinazione all'estero, di trasferimento da una ad altra sede all'estero e di richiamo al Ministero.

 

 

Art. 191. Viaggi in ferrovia.

 

Per i percorsi in ferrovia spetta il pagamento delle spese relative alla prima classe per il personale delle carriere direttive, di concetto ed esecutiva [139] ed alla seconda classe per il personale delle carriere ausiliarie [140].

        Per i tratti in territorio nazionale, ove si abbia diritto a riduzione ferroviaria, le spese di viaggio competono entro i limiti della riduzione stessa.

        È ammesso il pagamento del supplemento per treno rapido per la classe spettante.

        Al personale delle carriere direttive spetta il pagamento delle spese relative ad un compartimento singolo in vagone letto; al personale delle carriere di concetto con qualifica di cancelliere capo o equiparata spetta il pagamento delle spese relative ad un posto in vagone letto.

        Il Ministero, in relazione a particolari circostanze, può autorizzare per il personale delle carriere ausiliarie il viaggio in prima classe. Può altresì autorizzare, in considerazione dei disagi del viaggio o di particolari circostanze, il pagamento delle spese relative al vagone letto in compartimento doppio o, in mancanza, in compartimento singolo a favore di personale diverso da quello indicato nel comma precedente.

 

 

Art. 192. Viaggi marittimi.

 

        Per i percorsi marittimi spetta il pagamento delle spese di viaggio comprensive del passaggio e del vitto:

        a) per un appartamento della categoria più elevata ai capi delle rappresentanze diplomatiche;

        b) per una cabina della migliore sistemazione ai funzionari di grado non inferiore a Ministro plenipotenziario di II classe [141] o equiparato, ai funzionari con incarico di Ministro e di Ministro consigliere presso una rappresentanza diplomatica e ai titolari di Consolato generale di I classe;

c) per una cabina di prima classe singola con bagno al restante personale delle carriere direttive e al personale delle carriere di concetto con qualifica di cancelliere capo o equiparata[142] ;

        d) per un posto di prima classe al personale delle carriere di concetto con qualifica di cancelliere superiore e di cancelliere principale o equiparata [143];

        e) per un posto nella classe immediatamente inferiore alla prima, salvo diversa autorizzazione del Ministero per particolari circostanze, al restante personale.

 

 

Art. 193. Viaggi aerei.

 

        Per i percorsi in aereo spetta il pagamento delle spese di viaggio di prima classe al personale delle carriere direttive [144] e nella classe immediatamente inferiore al restante personale.

 

 

Art. 194. Viaggi con altri mezzi.

 

        Per tragitti effettuati con mezzi privati è corrisposta una indennità di importo pari alla spesa che comporterebbe il viaggio con il mezzo di trasporto meno costoso alle condizioni spettanti, ai sensi dei precedenti articoli, integrata dalla diaria e dall'indennità supplementare relative al viaggio stesso di cui all'art. 195.

        In caso di mancanza o di riconosciuta inadeguatezza dei mezzi di trasporto previsti negli articoli precedenti, sono corrisposte le spese effettivamente sostenute per altro mezzo di trasporto nonché la diaria e l'indennità supplementare relativa al viaggio effettuato.

        Quando sia fatto uso di un mezzo privato è esclusa ogni responsabilità dello Stato per danni al mezzo stesso o verso terzi.

 

 

Art. 195. Trattamento economico connesso con il viaggio.

 

        Per i giorni e frazioni di giorno di sosta all'estero resi necessari da coincidenze o da causa di forza maggiore nonché per i giorni e frazioni di giorno di viaggio, compiuto con mezzi di trasporto terrestre in territorio estero è corrisposta la diaria per le missioni in territorio nazionale maggiorata del 125%.

        Una indennità supplementare del 10% e del 5% del costo del viaggio a tariffa intera, incluse le spese per il vitto nei viaggi marittimi, è corrisposta rispettivamente per i viaggi marittimi o terrestri e per i viaggi aerei.

 

 

Art. 196. Viaggi dei familiari a carico.

 

        Il personale ha diritto per i viaggi di ciascun familiare a carico al trattamento di cui agli articoli da 191 a 195, salvo quanto disposto nel successivo comma.

        Per i figli dei funzionari [145] di cui alle lettere a) e b) dell'art. 192 compete, per i viaggi marittimi, il pagamento delle spese per la sistemazione prevista dalla lettera b) dell'articolo stesso, in posti o cabine a seconda della composizione del gruppo familiare. Per i figli dei funzionari cui compete il pagamento del vagone letto, la sistemazione in posti o cabine letto viene disposta in relazione alla composizione del nucleo familiare.

        Il viaggio dei familiari a carico può, ai fini del diritto al pagamento delle relative spese, effettuarsi successivamente al trasferimento del dipendente o anche anteriormente, sempre che, in questo ultimo caso, il trasferimento del dipendente abbia poi effettivamente luogo.

        Nel caso di matrimonio celebrato dopo il trasferimento del dipendente, sono corrisposte le spese di trasferimento per il coniuge e per gli eventuali familiari a carico nei limiti di spesa del viaggio dall'Italia o dalla precedente sede di servizio.

 

 

Art. 197. Viaggi dei domestici.

 

        Spetta il pagamento delle spese di viaggio:

- per due domestici, ai capi delle rappresentanze diplomatiche, ai funzionari di grado non inferiore a Ministro plenipotenziario di seconda classe [146] o equiparato, ai funzionari con incarico di Ministro e di Ministro consigliere presso le rappresentanze diplomatiche e ai titolari di Consolati generali di I classe;

- per un domestico, agli altri funzionari di grado non inferiore a quello di primo segretario di Legazione [147] o equiparato.

        In ogni caso spetta al personale che si trasferisce con uno o più figli di età non superiore ai 10 anni il pagamento delle spese di viaggio per la persona ad essi addetta.

        Per il personale domestico si applicano le disposizioni di cui agli artt. 191, 192, 193, 194 e 195 nei limiti previsti per il personale ausiliario.

        Per la persona di cui al seconda comma che accompagni effettivamente il minore affidatole vengono corrisposte le spese relative alla classe prevista per i familiari.

 

 

Art. 198. Viaggi di corriere.

 

        Al personale incaricato del trasporto delle bolgette e dei plichi diplomatici spetta il seguente trattamento:

- per i percorsi ferroviari, un posto di prima classe, con eventuale supplemento per treno rapido, nonché l'uso del vagone letto di prima classe in compartimento singolo; per i percorsi marittimi, cabina di prima classe con bagno, per i percorsi aerei, uno o, se necessario, due posti nella classe spettante ai sensi dell'art. 193, salva la facoltà del Ministero di autorizzare per esigenze di servizio il viaggio in classe superiore;

- assicurazione per i percorsi aerei secondo i massimali da fissarsi con decreto del Ministro per gli affari esteri d'intesa con il Ministro per il tesoro;

- corresponsione dell'indennità supplementare di cui al secondo comma dell'art. 195 maggiorata dell'80%;

- corresponsione di una diaria nella misura da stabilirsi d'intesa con il Ministero del tesoro; tale diaria è ridotta del 50% se il dipendente fruisce dell'indennità di servizio all'estero.

        Si applica il secondo comma dell'art. 194.

        Il trattamento previsto dal presente articolo compete anche al personale cui è affidato il trasporto di materiale crittografico.

 

 

Art. 199. Trasporto bagagli, mobili e masserizie.

 

        Per il trasporto degli effetti, comprensivi di bagaglio, mobili e masserizie, spetta al personale trasferito il pagamento delle spese per il trasporto di kg 1000 nonché di kg 500 per ciascun familiare a carico e di kg 250 per ogni domestico per il quale il personale abbia diritto al pagamento delle spese di viaggio. Il complesso degli effetti pertinenti al personale e al nucleo familiare può essere spedito in una o più volte e indipendentemente dalla partenza dei singoli membri del nucleo stesso. Qualora il viaggio di taluno dei componenti del nucleo stesso non abbia più luogo, non si procede al recupero della somma eventualmente spesa per la spedizione del quantitativo degli effetti spettanti per la persona non trasferitasi.

        Spetta altresì il pagamento delle spese relative al trasporto di effetti oltre i quantitativi di cui al primo comma, nei seguenti limiti:

- kg 400 per i funzionari aventi grado di primo segretario di legazione e segretario di legazione [148] o equiparato, nonché per il personale della VII qualifica funzionale o superiore [149];

- kg 800 per i funzionari aventi grado di consigliere di ambasciata o di consigliere di legazione o equiparato;

- kg 1.200 per i funzionari aventi grado non inferiore a ministro plenipotenziario di II classe [150] o equiparato, i funzionari con incarico di ministro e di ministro consigliere presso le rappresentanze diplomatiche e i titolari di consolati generali di prima classe;

- kg 2.000 per i capi delle rappresentanze diplomatiche.[151]

        I quantitativi indicati nei precedenti commi si intendono al netto di imballaggio. L'imballaggio non può superare i tre quarti del peso netto degli oggetti spediti. Qualora i documenti di spedizione indichino, invece del peso, il volume, un metro cubo si considera equivalente a kg 150.

        Gli effetti sono spediti nei viaggi per ferrovia come bagaglio-presso o con altro sistema di spedizione.

        Nelle spese di trasporto sono comprese anche quelle di imballaggio e del relativo materiale e quelle per la presa e la resa a domicilio, le operazioni di dogana, il carico o lo scarico lungo l'itinerario, ogni altra operazione necessaria per la spedizione, il trasporto e il recapito degli effetti nonché l'eventuale magazzinaggio fino a un massimo di trenta giorni.

        È pagata l'assicurazione per il trasporto degli effetti per i tragitti fuori del territorio nazionale secondo i massimali da stabilirsi periodicamente con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro per il tesoro.

        Nei limiti di peso fissati nel presente articolo, le spedizioni possono essere effettuate da qualunque località in Italia alla sede di servizio e viceversa. In occasione di trasferimento da una ad altra sede all'estero, può essere effettuata fino ad un terzo del peso consentito la spedizione di effetti da e per qualunque località in Italia.

        Compete inoltre il pagamento delle spese di trasporto di una autovettura.[152]

        Il Ministero può predisporre, secondo condizioni e modalità da stabilire con apposito decreto, una lista di società di trasporti internazionali da abilitare ai fini dell'ammissibilità della richiesta di rimborso di cui al primo comma. [153]

        Qualora dipendenti fra loro coniugati vengano trasferiti allo stesso ufficio all'estero o ad uffici ubicati nella stessa città, e sempre che il divario fra le date di assunzione di servizio nella sede sia inferiore a centottanta giorni, il pagamento delle spese di cui al comma primo, è corrisposto soltanto ad uno di essi, con gli aumenti che spetterebbero qualora il coniuge fosse a carico. [154]

 

 

Art. 200. Trasporto per aereo o automezzo.

 

        Qualora i trasporti di cui all'articolo precedente avvengano per aereo o per automezzo la spesa relativa è pagata nei limiti di quella occorrente per il trasporto con il mezzo ferroviario o marittimo. In mancanza di mezzo ferroviario o marittimo, la spesa relativa ai trasporti per aereo o automezzo è pagata nei limiti di quella occorrente per il mezzo meno costoso esistente.

        L'Amministrazione può autorizzare il pagamento delle spese di trasporto del bagaglio al seguito del dipendente e dei familiari che viaggiano in aereo, fino a un massimo di 30 kg per il dipendente e di 15 kg per ciascun familiare in eccedenza al bagaglio trasportato in franchigia. I predetti limiti sono elevati rispettivamente a 50 kg e a 25 kg per i funzionari di grado non inferiore a consigliere di Legazione o equiparato.

 

 

Art. 201. Limiti di spesa.

 

        Al personale che sostenga per sé, i familiari a carico e i domestici, nonché per i trasporti di cui all'art. 199, spese maggiori o diverse da quelle previste dal presente titolo, l'ammontare delle spese stesse è corrisposto nei limiti stabiliti dal titolo medesimo.

 

 

Art. 202. Disposizioni amministrative e contabili.

 

        La scelta dei percorsi per i viaggi del dipendente trasferito nonché dei familiari a carico e dei domestici è soggetta ad approvazione da parte del Ministero.

        Gli impegni relativi alle spese per i viaggi di cui agli articoli da 191 a 200 sono assunti, per il dipendente, all'atto dell'emanazione del decreto, e della comunicazione della decisa partenza o dell'effettuata partenza. Gli impegni relativi alle spese di viaggio per i familiari a carico ed i domestici ed eventualmente alle spese di spedizione degli effetti sono assunti nell'esercizio finanziario dell'anno in cui il dipendente dichiara che avranno luogo i viaggi e le spedizioni.

 

 

TITOLO III - Disposizioni generali

 

 

Art. 203. Trattamento delle persone estranee all'Amministrazione.

 

        Alle persone estranee all'Amministrazione degli affari esteri cui siano conferite, con le forme previste dall'art. 36, le funzioni di capo di rappresentanza diplomatica compete, per il tempo dell'esercizio delle funzioni stesse, l'intero trattamento che il presente decreto stabilisce per i funzionari diplomatici preposti alle rappresentanze stesse. Alle persone predette non compete la retribuzione spettante per l'interno al personale di ruolo.

        Alle persone estranee all'Amministrazione degli affari esteri in servizio all'estero ai sensi del presente decreto compete:

        a) se incaricate delle funzioni di capo di ufficio consolare di I categoria, il trattamento previsto dagli articoli 171, 173, 174, 178, 180, 182, 186, 188, 207 e 208, nonché quello previsto dal titolo II della presente parte;

        b) se occupano un posto ai sensi dell'articolo 168, il trattamento previsto dai titoli I e II della presente parte ad esclusione dell'articolo 176, dell'articolo 179, comma 2, nonché dell'articolo 208;

        c) se preposte ad uffici consolari di II categoria, il trattamento di cui agli articoli 186 e 208.[155]

        Per quanto necessario, la qualifica di equiparazione ai dipendenti statali delle persone estranee all'Amministrazione dello Stato è stabilita dal Ministero degli affari esteri secondo criteri concordati con il Ministero del tesoro.

        Alle persone indicate alle lettere a) e b) del secondo comma si applicano le disposizioni dell'art. 84.

        Le disposizioni dell'art. 211 si applicano al personale indicato nel presente articolo che abbia diritto all'assistenza ENPAS.

 

 

Art. 204. Trattamento dei componenti delle delegazioni diplomatiche speciali.

 

        Ai componenti delle delegazioni diplomatiche speciali di cui all'articolo 35 è attribuita, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica su parere della commissione di cui all'articolo 172, un'indennità adeguata ed un assegno per oneri di rappresentanza determinato secondo i criteri di cui all'articolo 171-bis. Il trattamento economico complessivo è comunque non superiore a quello che il personale di analogo rango percepisce o percepirebbe nel Paese in cui è istituita la delegazione diplomatica speciale.[156]

        Ai predetti si applica l'art. 186. Nei casi di cui al primo comma dell'articolo predetto, all'indennità personale si intende sostituita quella prevista dal primo comma del presente articolo. La indennità giornaliera prevista dal secondo comma dell'art. 186 è calcolata, nei casi di cui al punto 1) dello stesso comma, sulla base dell'indennità di cui al primo comma del presente articolo. Nei casi contemplati nel punto 2) dell'articolo 186, l'indennità giornaliera è stabilita con la stessa procedura indicata nel primo comma del presente articolo.

 

 

Art. 205. Trattamento del personale cessato dalle funzioni all'estero.

 

        L'indennità prevista dall'art. 176 spetta anche al personale che cessi dalle funzioni all'estero per ragioni diverse dal richiamo al Ministero o dal trasferimento in altra sede. Al personale collocato in aspettativa la indennità stessa è corrisposta nel caso che rientri in Italia.

 

 

Art. 206. Trasferimento del personale cessato dalle funzioni all'estero.

 

        Il personale di cui al precedente articolo ha diritto per sé, per i familiari a carico e per i domestici di cui all'art. 197 al pagamento, a norma del titolo II, delle spese per trasferirsi al luogo di residenza prescelta in Italia o, nei limiti di tali spese, in altro paese. Il personale cessato dalle funzioni che non si trasferisca entro un anno dalla data di cessazione decade dal diritto.

 

 

Art. 207. Decesso durante il servizio all'estero.

 

        In caso di decesso del dipendente durante il servizio all'estero, è dovuta ai familiari una somma pari ad una mensilità dell'indennità personale spettante al dipendente stesso. I familiari a carico hanno altresì diritto al pagamento delle spese di viaggio e di trasporto degli effetti alle condizioni e nei limiti fissati nell'art. 199, compresa la quota di effetti che sarebbe spettata alla persona deceduta.

        Sono a carico dell'Amministrazione le spese di trasporto per qualsiasi località in Italia o, nei limiti di esse, per altro Paese, della salma del dipendente deceduto in servizio all'estero o dei familiari a carico o dei domestici di cui all'articolo 197. Sono comprese nelle spese di trasporto quelle relativa agli adempimenti necessari per effettuare il trasporto stesso.

        Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano al dipendente della pubblica Amministrazione deceduto in servizio all'estero anche se in missione.

 

 

Art. 208. Indennizzo per danni.

 

        Al personale in servizio all'estero che abbia subìto danni ai propri beni in conseguenza di disordini, fatti bellici nonché di eventi connessi con la sua posizione all'estero è concesso un indennizzo proporzionale alla entità del danno subìto secondo i criteri e le modalità stabilite dal regolamento, sempre che i danni stessi non abbiano trovato integrale riparazione in sede giudiziale o extragiudiziale.

        La misura dell'indennizzo è fissato da una Commissione nominata per un biennio con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con il Ministro del tesoro e composta da un Ambasciatore in servizio o a riposo che la presiede, di tre funzionari del Ministero di grado non inferiore a consigliere di Ambasciata o equiparato, di un consigliere della Corte dei conti, del direttore della Ragioneria centrale, e di un funzionario del Ministero del tesoro con qualifica non inferiore a ispettore generale o equiparata. Un funzionario di grado non inferiore a secondo segretario di Legazione [157] o equiparato ha le funzioni di segretario della Commissione.

        Le disposizioni di cui al comma ottavo dell'art. 68 del D.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, si applicano, nei limiti e con le modalità stabiliti dal regolamento, anche ai familiari a carico i quali subiscano infermità o perdita dell'integrità fisica in conseguenza delle circostanze indicate nel primo comma.

 

 

Art. 209. Modalità di pagamento delle competenze e conguagli.

 

        Le indennità di contributi e i rimborsi da corrispondere al personale in servizio o in missione all'estero sono pagati in valuta locale secondo un rapporto di ragguaglio da stabilirsi dal Ministero degli affari esteri di concerto con quello del tesoro. Il pagamento può essere effettuato altresì in valuta diversa da quella locale, nei limiti e con le modalità stabiliti con decreto del Ministro per gli affari esteri di concerto con quello per il tesoro sentita la Commissione di cui all'art. 172. L'eventuale maggiore o minore spesa che possa derivare dal trasferimento delle valute in base al costo effettivo dell'operazione è oggetto di conguaglio tra il Ministero degli affari esteri e quello del tesoro.

        Gli stipendi e le altre indennità previste per l'interno che spettano al personale in servizio presso gli uffici all'estero sono liquidati in lire italiane. È consentito tuttavia che, su domanda degli interessati, gli stipendi stessi e le indennità siano trasferiti all'estero nella stessa valuta adottata per il pagamento dell'indennità di servizio all'estero.

        Qualora a seguito di cessazione dal servizio in una sede all'estero si renda necessario effettuare conguagli, le relative operazioni sono disposte in lire italiane. L'eventuale saldo a favore del dipendente che rientri al Ministero è corrisposto a domanda in lire italiane oppure nella valuta in cui gli era corrisposta l'indennità di servizio all'estero nella sede di provenienza, secondo il rapporto di ragguaglio vigente nel periodo a cui si riferisce il saldo.[158]

 

 

Art. 210. Controllo medico periodico.

 

        Il personale in servizio all'estero, tenuto conto di quanto previsto dall'articolo 181, può chiedere ogni diciotto mesi o, qualora si trovi in sedi particolarmente disagiate, ogni dodici mesi, ovvero al momento del rientro al Ministero, un esame medico generale di controllo per sé ed i familiari a carico.

        L'esame medico di controllo, disciplinato dalla normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 618, e successive modificazioni, viene di norma eseguito presso le strutture sanitarie operanti, ai sensi dell'articolo 3 del predetto decreto, nella sede del Ministero degli affari esteri, fatta salva la necessità di ulteriori accertamenti presso le strutture del servizio sanitario nazionale.

        L'esame di cui al comma 2 può essere effettuato all'estero, qualora il personale o i familiari a carico non abbiano potuto godere in Italia del congedo ordinario o delle ferie spettanti. [159]

 

 

Art. 211. Assicurazioni.

 

        L'assistenza sanitaria al personale in servizio all'estero, ed ai familiari aventi diritto, viene assicurata dal Ministero della sanità, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica del 31 luglio 1980, n. 618. Tuttavia al personale con sede di servizio in Stati ove non viene erogata l'assistenza sanitaria in forma diretta, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettere a) e c) del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 618, il Ministero degli affari esteri rimborsa, in alternativa all'assistenza sanitaria in forma indiretta disciplinata dallo stesso articolo 3, nel limite dell'85 per cento, le spese connesse alla stipula di polizza con una o più compagnie di assicurazione, individuate d'intesa con il Ministero della sanità, per prestazioni sanitarie in caso di malattia, infortunio e maternità, secondo condizioni e modalità determinate con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro della sanità. La polizza deve prevedere anche la copertura dei familiari a carico, purché effettivamente conviventi nella stessa sede del titolare ed il rimborso delle spese di trasferimento di infermo, ed eventuale accompagnatore, in caso di carenza in loco di strutture sanitarie adeguate all'evento occorso.

        Nei confronti del personale e dei familiari a carico, di cui al comma 1, trova applicazione l'istituto del trasferimento d'infermo previsto dall'articolo 6 del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 618 del 1980, qualora tale trasferimento non sia previsto nelle condizioni delle polizze stipulate.

        A favore dei dipendenti in servizio in Paesi ove si verifichino situazioni di pericolosità suscettibili di porre a serio rischio la loro incolumità fisica, il Ministero provvede alla stipula di polizze assicurative per la copertura dei rischi di morte, invalidità permanente o altre gravi menomazioni, causati da atti di natura violenta. La copertura assicurativa, estesa anche al coniuge se effettivamente residente nella stessa sede, viene effettuata secondo modalità ed a condizioni determinate con decreto del Ministro degli affari esteri, d'intesa con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. [160]

 

 

PARTE QUARTA

 

NORME TRANSITORIE, FINALI E DI ESECUZIONE

 

 

TITOLO I - Norme transitorie [161]

 

 

TITOLO II - Norme finali [162]

 

 

Art. 269. Materie non disciplinate dal presente decreto e abrogazione di norme.

 

        Per quanto non espressamente previsto dal presente decreto si applicano in quanto compatibili gli ordinamenti generali .

        Sono abrogate le disposizioni dell'art. 232 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, le disposizioni della legge 4 gennaio 1951, n. 13, salvo quanto disposto dall'art. 257 del presente decreto, nonché la legge 1_ agosto 1949, n. 770 e successive modificazioni. Sono inoltre abrogate le norme incompatibili con il presente decreto.

        Le disposizioni indicate nell'art. 230 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, non si applicano al personale della carriera direttiva amministrativa e delle carriere di concetto dell'Amministrazione degli affari esteri [163].

 

 

TITOLO III - Norme transitorie di esecuzione  [164]

 

 

Art. 271. Qualificazione di posti.

 

        Il Ministro per gli affari esteri con suo decreto:

        a) stabilisce ogni cinque anni il numero dei posti tra quelli istituiti in talune rappresentanze diplomatiche situate in Paesi fuori delle aree di specializzazione determinate ai sensi dell'art. 273 da riservare a funzionari diplomatici, aventi una specializzazione per aree geografiche, per lo svolgimento dei compiti inerenti alle specializzazioni ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 32;

        b) ripartisce ogni tre anni i posti istituiti in ciascun ufficio all'estero per il personale della carriera di cancelleria e di quella esecutiva [165] in relazione alle esigenze di servizio e tenuto conto delle specializzazioni e qualificazioni del personale stesso, secondo quanto stabilito nella seconda parte del presente decreto. Per i posti istituiti successivamente all'emanazione del decreto si provvede con le stesse forme nel corso del triennio, nel qual caso il provvedimento ha effetto limitato alla scadenza del triennio stesso.

 

 

Art. 272. Corrieri diplomatici.

 

        I corrieri diplomatici sono adibiti al trasporto fra il Ministero e gli uffici all'estero nonché fra gli uffici stessi delle bolgette e dei plichi che per motivi di sicurezza non sia opportuno affidare ai normali servizi.

        I corrieri diplomatici sono responsabili della custodia delle bollette e dei plichi dal momento in cui sono loro affidati fino alla consegna.

        Il servizio del corriere diplomatico fra il Ministero e gli uffici all'estero è disimpegnato, salvo che per particolari esigenze sia necessario impiegare in singoli casi personale direttivo del Ministero degli affari esteri o personale di altre Amministrazioni, esclusivamente da apposito nucleo di impiegati costituito da personale qualificato ai sensi dell'art. 124. Con suo decreto il Ministro fissa il numero degli impiegati che costituiscono il nucleo dei corrieri e disciplina il funzionamento del servizio.

        L'Amministrazione provvede gradualmente, in relazione alla disponibilità di personale qualificato, alla costituzione del nucleo dei corrieri diplomatici. Il nucleo stesso dovrà essere completato entro il 31 dicembre 1969. Fino al completamento del nucleo l'Amministrazione può continuare ad utilizzare per il servizio di corriere personale esecutivo non qualificato ai sensi dell'art. 275, nonché personale ausiliario idoneo.

 

 

Art. 273. Impiego di funzionari specializzati.

 

        Ai sensi dell'art. 100, i funzionari specializzati, quando esercitano le funzioni delle rispettive specializzazioni, prestano servizio:

        a) se specializzati in materia commerciale: al Ministero nella Direzione generale degli affari economici, o presso altre Amministrazioni od enti per svolgere attività inerente alla loro specializzazione; all'estero, nei servizi commerciali delle rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari, ovvero in organizzazioni internazionali per svolgervi attività inerente alla loro specializzazione;

        b) se specializzati in materia sociale: al Ministero, nella Direzione generale dell'emigrazione e degli affari sociali; all'estero, nei servizi sociali delle Rappresentanze diplomatiche e degli uffici consolari ovvero in Organizzazioni internazionali per svolgervi attività inerente alla loro specializzazione;

        c) se specializzati per aree geografiche: al Ministero, nella Direzione generale degli affari politici; all'estero, nelle rappresentanze diplomatiche e uffici consolari in Paesi dell'area di specializzazione. I funzionari predetti prestano servizio se specializzati per il vicino Oriente nei Paesi arabi e, ove occorra, nei Paesi che abbiano con essi affinità di cultura, di civiltà di religione; se specializzati per il medio ed estremo Oriente nei Paesi dell'Asia esclusi i Paesi arabi. I funzionari medesimi possono essere destinati, con compiti inerenti alla loro specializzazione, ai posti di cui alla lettera a) dell'art. 271.      L'assegnazione a questi ultimi posti può avvenire solo dopo che sia stato prestato il servizio previsto dalla lettera c) del secondo comma dell'art. 107. [166]

 

 

Art. 274. Collocamento fuori ruolo.

 

        Per il disimpegno di funzioni attinenti alle relazioni internazionali e all’internazionalizzazione delle imprese, nonché di rilevante interesse per il Ministero degli affari esteri, i funzionari della carriera diplomatica possono essere collocati fuori ruolo, nel rispetto delle relative autonomie organizzative, presso il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e gli altri Ministeri, e presso le regioni e le città metropolitane, come definite dall’articolo 18 della legge 8 giugno 1990, n. 142, e successive modificazioni, a seguito di concertazione e richiesta da parte dei predetti enti territoriali. Si applicano le procedure previste dall’articolo 58 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, e successive modificazioni.

        I funzionari collocati fuori ruolo ai sensi del comma precedente non possono superare il numero di venti, non comprendendosi in tale numero i funzionari diplomatici collocati fuori ruolo ai sensi di altre disposizioni. [167]            [168]

 

       

Art. 278. Funzionari di altre Amministrazioni in posizione di fuori ruolo.

 

        I funzionari delle altre Amministrazioni, destinati a prestare servizio presso gli uffici centrali dell'Amministrazione degli affari esteri ai sensi dell'art. 168, non possono superare nella posizione di fuori ruolo il numero di dodici, non calcolandosi in tale numero i funzionari delle altre Amministrazioni che possono essere destinati a prestare servizio presso gli uffici predetti in posizione di fuori ruolo ai sensi di altre disposizioni vigenti.

 

 

Art. 279. Contributo spese per abitazione.

 

        La concessione del contributo di cui all'art. 178 è disposta a domanda con decreto del Ministro per gli affari esteri previo parere che il capo della rappresentanza diplomatica o dell'ufficio consolare esprime sotto la propria responsabilità e tenendo presente le condizioni locali, sulla rispondenza dell'alloggio alle necessità del dipendente, alle esigenze di rappresentanza, in particolare per i funzionari che hanno l'obbligo, e alla congruità del canone in relazione alle condizioni e alle esigenze predette.

        Per il contributo ai Consoli generali e ai Consoli titolari di ufficio, il parere è espresso dal capo della Missione diplomatica e per i Vice consoli titolari di ufficio nonché per gli Agenti consolari dal capo dell'ufficio consolare da cui dipendono o dal capo della Missione diplomatica se da questa direttamente dipendono.

        Nel caso di parere negativo, il capo della rappresentanza o dell'ufficio trasmette al Ministero, assieme con il parere stesso, le deduzioni dell'interessato. Il Ministero può attribuire in tal caso un contributo inferiore, tenuto conto degli elementi forniti dal capo della rappresentanza o dell'ufficio e delle deduzioni dell'interessato.

        La corresponsione del contributo è fatta nella valuta nella quale è corrisposta l'indennità di servizio all'estero o, quando ricorrano particolari ragioni, in altra valuta. La determinazione è adottata, per Paesi, dal Ministero sentita la Commissione di finanziamento. [169]


TABELLA 1     [170]

 

(di cui al terzo comma, lettera a) dell'art. 101 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.18)

 

Corrispondenza fra i gradi della carriera diplomatica e le funzioni all’estero

 

Gradi                                               Funzioni

Ambasciatore                                 Capo di rappresentanza diplomatica

 

Ministro plenipotenziario             Capo di rappresentanza diplomatica

                                                          Ministro presso rappresentanza diplomatica

                                                          Ministro consigliere presso rappresentanza diplomatica (*)

                                                          Capo di consolato generale di 1a classe

 

Consigliere di ambasciata             Primo consigliere presso rappresentanza diplomatica (*)

                                                          Capo di consolato generale

                                                          Console generale aggiunto presso consolato generale di 1a classe (*)

 

Consigliere di legazione                Consigliere presso rappresentanza diplomatica (*)

                                                          Console presso consolato generale di 1a classe (*)

                                                          Capo di consolato di 1a classe (**)

 

Segretario di legazione con          Primo segretario presso rappresentanza diplomatica (*)

quattro anni di anzianità               Capo di consolato

nel grado                                         Console aggiunto presso consolato generale di 1a classe o

                                                          Console presso consolato generale (*)

 

Segretario di legazione con        Secondo segretario presso rappresentanza diplomatica (*)

meno di quattro anni

di anzianità nel                               Capo di vice consolato

grado                                               Vice console presso consolato generale di 1a  classe,

                                                          consolato generale o consolato (*)

 

 

 

(*) Anche per i settori economico e commerciale, sociale e dell’emigrazione, informazione e stampa. In tal caso la qualifica delle funzioni è integrata con l’indicazione del settore di  impiego.

(**) Limitatamente a venti consolati da determinarsi con decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.  

 

 

 

TABELLA 2   [171]

(di cui al nono comma dell’articolo 101 del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.18)

 

 

Dotazione organica del personale della carriera diplomatica

 

Ambasciatore                                                                 22

Ministro plenipotenziario                                            208

Consigliere di ambasciata                                            232

Consigliere di legazione                                               270

Segretario di legazione                                               387

                                                                                  --------

TOTALE                                                                    1.119  

 

 

 

 

 

 

 

Le tabelle  da 3 a 18 sono state abrogate, insieme con l'art. 149 del D.P.R. 18/1967, ai sensi dell'art. 18, comma 1, lett. h) del d.lgs. n. 85 del 24 marzo 2000 di riordino della carriera diplomatica.

 

 

 

 

 

Dotazioni organiche del personale non diplomatico

 

 

 

Le dotazioni organiche del personale non diplomatico del Ministero risultano oggi definite dalle Tabelle A e B di cui al DPCM 14.10.1996 (esclusivamente per la dirigenza) e, per le qualifiche non dirigenziali, dal Decreto interministeriale n. 732 del 23.3.2000  di seguito riportate:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tabella A

allegata al D.P.C.M. 14.10.1996

 

DOTAZIONE ORGANICA DEL PERSONALE CON ESCLUSIONE DI QUELLO DELLA CARRIERA DIPLOMATICA E DI QUELLO DELL'AREA DELLA PROMOZIONE CULTURALE

 

       

                         

Qualifiche dirigenziali                     

                                                               

Dirigenti amministrativi                                       

 

Dirigente generale - livello C                                                    2

Dirigente                                                                                     25

                                                                

Dirigente di biblioteca                                        

Dirigente                                                                                        1

                                                               

Dirigenti di ricerca storica e diplomatica                     

Dirigente                                                                                        2

                                                            ----

Totale qualifiche dirigenziali                                                   30

                                                               

 

 

 

 

 

 

 

Tabella B

 allegata al D.P.C.M. 14.10.1996

 

AREA DELLA PROMOZIONE CULTURALE DOTAZIONE ORGANICA DEL PERSONALE

 

Qualifiche dirigenziali

 

Dirigenti  per  l'esercizio  della   funzione  di  Direttore  di istituto di cultura                                                                                                      

Dirigente                                                                                                                                       13

Totale                                                                                                                                            13

 

 

 

[........OMISSIS......]

 

 

 

TABELLA  A

annessa al decreto interministeriale n.732 del 23.3.2000

 

                                              

 

Ex qualifiche

  funzionali

 

      AREE

 

 

    Posizione

    economica

 

     Dotazione

      organica

    Anno 2000

 

     Dotazione

      organica

    Anno 2001

 

         IX

       VIII

       VII

 

        C

 

        C3

        C2

        C1

 

 

           86

         363

         928

 

          86

        410

        965

 

TOTALE

 

       1.377

      1.461

 

         VI

          V

         IV

 

         B

 

        B3

        B2

        B1

 

       1.024

       1.267

          485

 

      1.082

      1.359

         515

 

TOTALE

 

       2.776

      2.956

 

        III

         II

 

    

        A

 

       A1

 

          112

 

         100

 

TOTALI

 

        4.265

        4.517

 

 

TABELLA B

annessa al decreto interministeriale n.732 del 23.3.2000

 

AREA DELLA PROMOZIONE CULTURALE

 

 

 

Ex qualifiche

  funzionali

 

      AREE

 

 

    Posizione

    economica

 

     Dotazione

      organica

    Anno 2000

 

     Dotazione

      organica

    Anno 2001

 

         IX

       VIII

       VII

 

        C

 

        C3

        C2

        C1

 

 

          48

          80

          82

 

          65

        100

          85

 

TOTALE

 

        210

         250

Tabella A

di cui all'art. 171, comma 2 del DPR n. 18/1967 come sostituito dall'art. 5 del decreto legislativo 27 febbraio 1998, n. 62

 

INDENNITÀ BASE RELATIVE AI POSTI FUNZIONE PREVISTI NEGLI UFFICI ALL'ESTERO PER IL PERSONALE DEI RUOLI DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI.

                                                              

Quadro A                       

               Posto funzione                                                                               Indennità base

                                                                                                         mensile lorda

 

|Capo di rappresentanza diplomatica (Ambasciata                                 3.657.000 

|Capo di rappresentanza diplomatica (Legazione)                                   3.519.000 

|Ministro presso rappresentanza diplomatica                                          2.972.000 

|Capo di consolato generale di prima classe                                            2.800.000 

|Ministro   consigliere   presso  rappresentanza

| diplomatica                                                                                                  2.710.000  

|Capo di consolato generale                                                                       2.670.000 

|Primo consigliere  o  console  aggiunto  presso                                    

| consolato generale di prima classe                                                          2.445.000 

|Consigliere o console presso consolato generale                 

| di prima classe                                                                                             2.252.000 

|Capo di consolato [1]                                                                                  2.252.000 

|Capo di consolato                                                                                       1.904.000 

|Primo segretario  o  console  presso  consolato

| generale o console aggiunto  presso consolato

| generale di prima classe                                                                             1.865.000

|Capo di vice consolato                                                                             1.800.000 

|Secondo segretario o primo vice console                                              1.800.000 

 

[1] Limitatamente  a  venti  consolati   da  determinarsi  con decreto del  Ministro degli affari esteri di concerto con quello per il tesoro.                                                 

Il quadro A é stato così corretto con avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 25 marzo 1999, n. 70.

 

Quadro B   

                    

      Qualifica                                  Posto funzione                                                                    Indennità base

                                                        mensile lorda

 

Dirigente generale                        Commissario regionale capo o esperto

                                                        amministrativo capo                                                           2.445.000

Dirigente                                        Primo commissario regionale o esperto

                                                        amministrativo                                                                     2.252.000

Ispettori generali [1]                    Primo commissario amministrativo                                   2.005.000

IX qualifica funzionale                Commissario  amministrativo                                            1.865.000                                               1.800.000

VIII qualifica funzionale              Commissario amministrativo aggiunto                            1.780.000*

                                                                                                                                                       1.690.000 

 

 [1] Personale ad esaurimento.                                

[*] Da attribuirsi  soltanto al  personale che abbia maturato un'anzianità nei ruoli del Ministero degli affari  esteri di almeno 20 anni.                                                

 

 

                                                                  

                                                               Quadro C

  

        Qualifica                                  Posto funzione                                                                     Indennità base

                                                                                                                                                          mensile lorda

 

|VII qualifica funzionale                Agente consolare                                                                1.785.000 

|VII qualifica funzionale                Cancelliere capo o assistente    

                                                          commerciale capo o perito tecnico capo                          1.679.000*

                                                                                                                                                          1.534.000 

|VI qualifica funzionale                  Cancelliere principale o assistente

                                                          commerciale  principale o perito

                                                          tecnico principale                                                                                                                            1.491.000*

                                                                                                                                                          1.449.000

|V qualifica funzionale                   Coadiutore superiore                                                           1.360.000*

                                                                                                                                                          1.269.000 

|IV qualifica funzionale                  Coadiutore  principale o autista   capo  o

                                                          commesso capo                                                                                                                                1.179.000*

                                                                                                                                                          1.093.000 

|III qualifica funzionale                  Autista o commesso                                                            1.052.000*

                                                                                                                                                          1.016.000 

                                                               

[*] Da attribuirsi  soltanto al  personale  che abbia maturato una anzianità nei  ruoli del  Ministero degli affari esteri di almeno 20 anni.                                                

                      

                                         

 

Quadro D                            

                                                                

   (PERSONALE DELL'AREA DELLA PROMOZIONE CULTURALE DEI RUOLI   

               DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI)              

                                                               

Qualifica                                          Posto funzione                                                               Indennità base

                                                                                                                                                   mensile lorda

IX o VIII  qualifica funzionale      Direttore di  istituto [*] cultura                                    1.818.000

 

VIII o VII qualifica funzionale      Addetto presso istituto di cultura                               1.534.000                                                                

 

 

[*] Ovvero esperti del ruolo dirigenziale nel caso previsto al comma 2 dell'art. 14 della legge n. 401 del 1990.